Acqua: meglio depurarla o acquistarla in bottiglia?

Di Mariagrazia De Castro
Caraffa d'acqua potabile

L’acqua è una risorsa indispensabile per la nostra vita, quella di tutte le specie viventi e per tutto il pianeta. Spesso ce ne dimentichiamo, per ricordarcene solo in occasioni come la Giornata Mondiale dell’acqua istituita dall’ONU nel 1992 che si celebra il 22 marzo ogni anno.

Purtroppo viene ancora inquinata e sprecata in modo indiscriminato: sembra che ogni italiano consumi ogni giorno più di 250 litri d’acqua, più di ogni altra nazione europea.

Eppure anche nel nostro piccolo, possiamo dare un contributo a minimizzare questo spreco, a cominciare dalla possibilità di bere acqua depurata piuttosto che comprarla in bottiglia. Ma vediamo in dettaglio cosa è più conveniente fare, per non dimenticare di coniugare risparmio ecologico e risparmio economico senza rinunciare al bene primario che è la nostra salute.

L’acqua delle reti idriche è potabile in Italia?

Lo stato attuale delle reti idriche italiane si presenta con diverse criticità. Innanzitutto sembra che la rete nazionale di tubature sia obsoleta e entro i prossimi dieci anni almeno la metà debba essere sostituita.

Secondo un monitoraggio del Censis, le perdite di rete sono pari al 31,9% (contro il 6,5% della Germania, il 15,5% dell’Inghilterra e il 20,9% della Francia). Ed è questa una delle cause delle continue interruzioni di erogazione in alcuni territori: in alcune zone calabresi si arriva al 29,2% di interruzioni di erogazione.

E quest’acqua che sgorga dai nostri rubinetti è davvero potabile? Non dimentichiamo che esiste un decreto legislativo (n.31 del 2/02/01) che, recependo alcune direttive europee, indica la qualità delle acque destinate al consumo umano.

“Le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulite. Non devono contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana”.

Secondo l’ADICO, l’Associazione Difesa dei Consumatori, l’acqua di casa, da comune a comune varia moltissimo nelle sue caratteristiche organolettiche e chimico – fisiche.

In generale il quadro è soddisfacente perché su 112 comuni, solo in 5 casi l’acqua analizzata non è risultata potabile. Una delle criticità rilevate in diverse città è la presenza di nitrati (legati all’inquinamento delle falde acquifere). Un altro problema delle nostre acque è l’inquinamento da arsenico: in diverse regioni la presenza risulta maggiore della norma perché le acque sotterranee passano per le rocce vulcaniche che solubilizzano l’arsenico.

Depurare l’acqua: è una delle possibili soluzioni?

Oggi si sente sempre più spesso parlare di depurazione come una delle possibili soluzioni per rendere sicura l’acqua potabile che arriva nelle nostre case.

In teoria, come detto, l’acqua proveniente dagli acquedotti comunali è costantemente controllata, ma la qualità finale delle acque che poi consumiamo a tavola, dipende dalle tubature di casa nostra e dell’edificio.

Vediamo in dettaglio in cosa consiste la depurazione o meglio le depurazioni visto che esistono diversi metodi per farlo che si dividono in tre grandi categorie:

  • Osmosi inversa: è il metodo domestico più diffuso che elimina le particelle inquinanti (compreso l’arsenico), i virus, i batteri e le impurità. L’acqua è forzata da una membrana lasciandosi dietro le impurità fino al 99%.
  • Microfiltrazione:è il processo che avviene tramite filtri che intrappolano nelle loro maglie microrganismi e tutte le particelle con diametro superiore a 0,5 micron. L’acqua microfiltrata elimina le scorie nocive, tra cui i pericolosissimi nitrati di cui si accennava, ma non pregiudica la presenza dei minerali utili per il nostro organismo (calcio, sodio, magnesio, etc.).
  • Ultrafiltrazione: è un sistema a membrana che elimina cloro, cloroformio, piombo, rame, atrazina, pesticidi e altre sostanze dannose. Il principio su cui si basa l’ultrafiltrazione è la separazione fisica delle sostanze più grandi dei pori della membrana.

È dunque possibile dissetarsi in tutta sicurezza con le acque filtrate in casa o non possiamo rinunciare per forza all’acqua in bottiglia?

Siamo ancora i maggiori consumatori di acque minerali al mondo: secondo un’indagine di Bevitalia, ne consumiamo circa 190 litri a testa all’anno, circa il doppio rispetto a trent’anni fa.

Negli altri paesi europei ne consumano molta in meno. Eppure sarà per le pubblicità molto convincenti che ci veicolano l’idea dell’acqua in bottiglia pura e che fa bene alla salute ma non è propriamente così. Perché le acque minerali sono inquinate.

Secondo uno studio realizzato nell’ambito del progetto “Atlante Europeo dell’EuroGeoSurveys Geochemistry Expert Group” le acque in bottiglia sono ricche di arsenico: l’Unione Europea pone un limite massimo di 10 microgrammi per litro, ma abbiamo alcune acque che superano di gran lunga questo limite sicuro.

Inoltre sembra che per le acque minerali la normativa sia più “permissiva” rispetto alle acque comunali (tollerando per le acque minerali una concentrazione di arsenico 5 volte maggiore e per il manganese 40 volte maggiore solo in virtù del suo potere terapeutico) con grande “rammarico” dell’Unione europea che ha già redarguito l’Italia in tal senso.

Oltre a essere, in alcuni casi, pericolosa per la salute, l’acqua in bottiglia è anche dannosa per l’ambiente per i notevoli volumi di plastica che si produce per imbottigliarla e imballarla.

Il P.E.T. la tipica plastica per le bottiglie necessita di acqua per essere prodotto (per un chilo di P.E.T. servono 17 litri circa di acqua): un paradosso nel paradosso.

Inoltre i circa 9 miliardi di bottiglie che produciamo richiedono ingenti quantità di petrolio per essere prodotte, trasportate, smaltite…un peso troppo grande per il pianeta.

Last but not least, l’acqua in bottiglia costa molto di più di quella potabile, qualcosa come 1000 volte in più…e la differenza di prezzo, come visto, non è assolutamente giustificata dalla qualità.

Vuoi ricevere aggiornamenti sull'argomento?

Inserisci qui sotto nome ed indirizzo email, per ricevere gratis aggiornamenti e l'esclusiva guida "Come cambiare fornitore luce e gas senza avere sorprese?"! (condizioni del servizio)

Un commento su “Acqua: meglio depurarla o acquistarla in bottiglia?”

  1. Buonasera.E se si depurasse l’acqua a raggi UV potremmo essere sicuri?

    Ringrazio e saluto.

    Giovanni.

Lascia un commento

La tua Mail non verrà publicata