AEEG acquisisce il ruolo di regolazione e controllo dei servizi idrici

Di Antonino Vento
Autorità per l'energia elettrica, il gas ed il sistema idrico

Il decreto di legge 201/11, meglio conosciuto come decreto ‘salva-Italia’, ha attribuito all’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) il ruolo di regolazione e controllo dei servizi idrici, precedentemente a carico dell’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua. Le nuove competenze acquisite trasformano il nome del garante in “Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il servizio idrico” (AEEGSI).

Quale il ruolo di AEEGSI in merito ai servizi idrici?

AEEGSI definisce criteri tariffari destinate a coprire i costi di ogni gestore, espleta le azioni finalizzate al controllo della qualità dei servizi, effettua le dovute verifiche sui piani d’ambito e predispone norme e convenzioni necessarie all’affidamento dei servizi.



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Come spiega la stessa Autorità le attività di regolazione del servizio idrico comprendono la captazione dell’acqua, la potabilizzazione, adduzione, distribuzione, manutenzione e regolazione del sistema fognario e depurazione. La regolazione della risorsa idrica è invece esclusa dalle competenze dell’Autorità, poiché correlata alle politiche ambientali.

In quanto gestore delle risorse idriche l’Autorità ha anche stabilito una serie di obiettivi generali da perseguire: fermo restando che l’acqua è considerata un bene pubblico gratuito da salvaguardare è necessario, per garantire un servizio di qualità disponibile per tutti i consumatori al minor costo possibile, intervenire con ingenti investimenti sulle strutture da effettuare nel pieno rispetto delle decisioni dell’ultimo referendum e delle normative nazionali e dell’Unione Europea.


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Per questo motivo l’obiettivo dell’Autorità è definire tramite una regolamentazione certa, stabile e trasparente un sistema tariffario equo allo scopo di garantire la realizzazione degli investimenti programmati per far fronte alla necessità di un servizio efficiente e di qualità tutelando allo stesso tempo il cliente finale, con un occhio di riguardo per la salvaguardia delle utenze più disagiate.

Per questo motivo l’Autorità ha deciso di orientare il nuovo sistema di tassazione verso il rispetto di alcuni principi guida: la garanzia che oneri impropri non ricadano sui contribuenti, la presenza di un sistema di salvaguardia per le utenze con disagio economico, un legame diretto tra tariffe e qualità del servizio tale da scoraggiare margini per i gestori e scarsa qualità per l’utenza, il riconoscimento del costo dei servizi sulla base un valore efficiente, il riconoscimento dei costi per il cliente esclusivamente per gli investimenti realizzati, il tempestivo funzionamento delle infrastrutture per le quali si è investito.



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L’Autorità specifica inoltre che i criteri di tassazione non saranno comunque imposti dall’alto ma realizzati in base ad una serie di proposte discusse in seguito a consultazioni pubbliche.
Il metodo di consultazione adottato dall’Autorità consiste in ”documenti di consultazione” pubblicati da quest’ultima allo scopo di illustrare nei dettagli le proposte, allo scopo di raccogliere osservazioni da parte dei soggetti interessati. Si prevedono inoltre seminari illustrativi e audizioni per conoscere direttamente opinioni ed eventuali proposte dei partecipanti: si tratta di un sistema ideato per dar voce e rendere partecipi tutti i soggetti interessati, compresi i soggetti più ”deboli” le cui ragioni non sono così spesso ascoltate.

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