Apple HomeKit … e la casa diventa Smart

Di Valerio Guiggi

Chiunque abbia un iPhone o un iPad, aggiornato alle ultime versioni, avrà notato la presenza di una particolare applicazione, chiamata Apple Casa, che si integra con alcuni prodotti connessi in rete (IoT) pensati per la domotica (kit per il controllo di climatizzatori, lampadine, videocamere di sorveglianza, prese elettriche).

I prodotti o sistemi domotici per essere gestibili da Apple Casa devono essere conformi allo standard Apple HomeKit che permette, idealmente, di controllare la casa con l’iPhone, e con Siri. Si entra in casa e si dice all’iPhone di accendere le luci, o di aprire le persiane, o di accendere il forno o altre cose del genere: il telefono, semplicemente, lo fa.

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Proseguendo nella lettura scoprirai cs’è HomeKit, come funziona e se ci sono vantaggi nell’acquisto di dispositivi homekit rispetto quelli con altri standard di comunicazione.

Apple Home Kit: cos’è?

apple homekit
Apple HomeKit è un sistema creato completamente da Apple per la nostra casa. Si integra solamente con alcuni accessori, quelli che sono definiti “Made for HomeKit”, ovvero “Fatti per HomeKit”; è compatibile solamente con gli iPhone, e necessita anche di una Apple TV, o di un iPad, che rimane sempre in casa, per funzionare.

In generale i sistemi domotici possono essere compatibili con iPhone ma non con HomeKit (cioè posso essere controllati da app per iOS), e questo deve essere chiaro: perché un elettrodomestico sia compatibile con HomeKit deve riportare la scritta Made for HomeKit su di esso e un codice identificativo che consentirà di associarlo alla nostra casa.

Il sistema di domotica Apple, infatti, è essenzialmente questo: è il sistema, ultrasicuro, che fa comunicare iPhone e elettrodomestici, sfruttando la connessione Wi-Fi di casa. C’è da dire che per adesso gli elettrodomestici compatibili sono molto pochi, soprattutto perché Apple (visto che spesso i prodotti per la domotica sono molto vulnerabili) li sottopone a controlli rigidissimi, che durano anche alcuni mesi; questo, oltre ad aumentare il costo degli accessori, ne rallenta molto il tempo di commercializzazione (purtroppo).

In ogni caso, in linea di massima un accessorio compatibile con HomeKit può comunicare con l’iPhone, e soprattutto con i controlli vocali di Siri: dicendo quindi a Siri “Accendi la luce”, con le lampadine compatibili HomeKit, queste si accenderanno. Per gli accessori non HomeKit, invece, bisogna entrare all’interno dell’applicazione apposita del dispositivo, senza poter usare Siri.

Apple HomeKit: come configurare il sistema?

Il funzionamento e la configurazione del sistema domotico Home Kit non è difficile, ma se visto la prima volta può sembrare un po’ astruso: cercheremo quindi di spiegarlo nel modo più dettagliato possibile, partendo dal necessario per poterlo utilizzare e spiegando il perché di ogni singolo accessorio.

Per far funzionare HomeKit ci vogliono infatti:

  • Un iPhone: è la nostra “bacchetta magica” che consente di dare i controlli agli accessori. Possiamo darli solo con un iPhone, non con un iPad o con un Mac, anche se sono Apple; gli iPhone vanno bene di qualunque generazione, purché abbiano Siri e siano compatibili con iOS 10 (da iPhone 5 in poi).
  • Una rete Wi-Fi in casa: è essenziale perché gli accessori comunicano con gli altri dispositivi proprio tramite Wi-Fi (Internet of Things).
  • Una Apple TV oppure un iPad, che però deve rimanere sempre in casa: uno di questi due (o uno o l’altro) è essenziale, perché è il cuore del sistema smart home di Apple, cioè funge da ponte tra gli accessori e l’iPhone. Consideriamo infatti che l’iPhone lo abbiamo con noi, ad esempio quando siamo fuori. Se noi volessimo accendere un condizionatore per trovare la casa calda al nostro rientro, chi lo dice agli accessori? Proprio questo ponte. Noi diamo il comando a Siri, su iPhone, che lo invia (tramite internet) alla Apple TV. A sua volta, su Apple TV è impostato HomeKit, e Apple TV ha sempre un collegamento diretto con gli accessori, per cui gli dice “Tu, spegniti” o “Tu, accenditi” e così via: l’iPhone non potrebbe farlo in questi casi perché non è a casa, e comunque gli accessori (pensiamo a una lampadina) non sono di per sé in grado di connettersi alla Wi-Fi: sfruttano la connessione della Apple TV (o dell’iPad, e qui si capisce perché deve essere sempre in casa: se lo portiamo in giro con noi, la sua funzione viene meno e gli accessori non funzionano).
  • Uno o più accessori compatibili con HomeKit. Al momento della prima configurazione ci verrà chiesto il codice HomeKit che si trova direttamente sull’accessorio, e serve ai dispositivi per riconoscerlo ed iniziare ad utilizzarlo.

Ma non è finita qui: per ogni accessorio bisogna scaricare un’app, che è gratuita e si trova su App Store, prima di poterlo usare. Configurato l’accessorio con il codice, apriamo l’app che lo riconoscerà e sarà in grado di controllarlo, per cui si possono stabilire alcune opzioni. A questo punto ci verrà chiesto di spostare i controlli nell’app Casa, una cosa che fa l’app dell’accessorio da sola (dobbiamo solo autorizzarla).

Aprendo l’app Casa troveremo i comandi che possiamo dare all’accessorio e, a quel punto, potremo finalmente comunicare con Siri (che legge l’app Casa) i controlli che vogliamo dare all’accessorio; è solo a questo punto che tutto funzionerà per il meglio. Se non si scarica l’app dell’accessorio, Siri non conoscerà i comandi adatti a lui, e non potremo utilizzarlo.

Il sistema, quindi, non è così semplice come si potrebbe immaginare, anche se è vero che ci sono sul libretto dell’accessorio tutte le istruzioni per configurare un dispositivo HomeKit, per cui le cose non sono nemmeno così drastiche come potremmo pensare: basta perdere un po’ di tempo, un quarto d’ora, per configurare il tutto, ma soprattutto bisogna essere sicuri di avere tutto il necessario a disposizione prima di impostare un impianto HomeKit.

Le novità del 2017

Il sistema domotico di casa Apple si migliora costantemente, permettendo a chi lo utilizza di poter avere a disposizione delle opzioni aggiuntive.

Diverse novità sono state introdotte a Settembre 2017 con iOS 11, l’ultima versione “maggiore” del sistema operativo di iPhone: ecco quali sono le principali.

  • HomeKit permette di attivare e disattivare gli accessori ad uno specifico orario, così che le operazioni più comuni vengano automatizzate.
  • HomeKit mette a disposizione anche un timer, al termine del quale poter spegnere gli accessori: lo impostiamo e, per esempio, le luci o la TV, si spegneranno all’ora stabilita, magari quando è ora di dormire.
  • Gli accessori possono inviare notifiche personalizzate basate sulla nostra posizione, sul fatto che siamo o meno a casa e sul tempo meteorologico, per gli accessori che controllano la temperatura, per poterli accendere o spegnere in base alle nostre necessità.

L’app Casa

Una volta configurato tutto il sistema con gli accessori che abbiamo visto, dobbiamo convogliare tutto nell’iPhone, che permetterà di gestirlo: questo lo possiamo fare con l’app Casa, app installata di serie in tutti gli iPhone dal 2016 in poi.

Se avete già un accessorio HomeKit e volete iniziare ad utilizzare il sistema con i suoi vantaggi (principalmente le Scene di HomeKit) potete leggere il nostro articolo dedicato a come configurare app Casa iPhone.

Accessori HomeKit o accessori domotici non HomeKit?

Abbiamo capito come ci siano degli accessori che sono HomeKit e degli accessori (tipo molti condizionatori, o i robot aspirapolvere) che, pur non essendo compatibili con HomeKit, si possono controllare con l’iPhone.

Le differenze essenzialmente sono due: gli accessori HomeKit sono molto sicuri e si controllano con Siri, mentre gli altri accessori si controllano con l’app proprietaria del produttore.

Un accessorio che è compatibile con HomeKit si può sia controllare da app (come se l’iPhone fosse un telecomando), sia con il sistema HomeKit, mentre un accessorio non compatibile si può controllare solo ed esclusivamente dall’app.

Questo significa che bisogna sottostare non alle condizioni “standard” HomeKit (che permettono anche di accendere più cose insieme, con le Scene, ad esempio possiamo decidere che la Scena Notte fa luce blu, accende il riscaldamento e la videocamera di sorveglianza) ma alle condizioni imposte dal produttore dell’accessorio: potremmo dover usare la connessione Bluetooth, oppure la Wi-Fi di casa che da sola è meno sicura, o altre condizioni speciali.

Esempio banale:

  • Le lampadine Philips Hue, che sono compatibili con HomeKit, si possono controllare con Siri (fai una luce blu) o dall’app Philips, e comunque si possono controllare anche quando siamo fuori casa, grazie al sistema HomeKit;
  • Le lampadine che cambiano colore di concorrenza, non compatibili con HomeKit, si possono controllare solo dalla loro app e spesso usano il Bluetooth per comunicare, per cui bisogna controllarle dalla stanza in cui siamo, usando la loro app, e non senza la possibilità di usare Siri e i suoi comandi vocali.

Il pregio degli accessori domotici compatibili con iPhone ma non con HomeKit è essenzialmente il costo minore, per il motivo che abbiamo detto prima: questi accessori sono più macchinosi da usare e viene meno l’immediatezza di HomeKit, per cui se vogliamo una casa smart al massimo questi prodotti sono da preferire; in caso volessimo, invece, spendere meno, possiamo accontentarci degli accessori che hanno una propria app su App Store, anche se non sono compatibili con il sistema Apple.

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