Ripetitore wifi o extender: come scegliere il modello giusto?

Di Valerio Guiggi

Le reti Wi-Fi sono diventate, ad oggi, una comodità di cui non si può fare a meno. Se qualche anno fa i computer erano tutti fissi ed era sufficiente un cavo ethernet per poter navigare, ad oggi i dispositivi rinunciano sempre di più ai cavi. Il problema è che mentre la Wi-Fi si trova praticamente in tutte le case, non sempre ha la potenza adeguata a raggiungerne ogni zona. Per questo può essere utile estendere il segnale Wi-Fi.

Questo problema si pone principalmente quando la casa è grande, o sviluppata su più piani: in questo caso succede che ci sono degli angoli troppo lontani dal modem-router dove il segnale non arriva ai dispositivi, e questo significa che lì non si può navigare in internet. Il problema si pone ancora di più nei piccoli uffici, che non possono permettersi un impianto troppo costoso ma hanno, come in casa, un solo router.

Per fortuna le soluzioni per estendere il segnale Wi-Fi ci sono, ed andiamo ad analizzarle.

wifi_extender_casa

La compatibilità con modem e dispositivi

La compatibilità dei range etender con i dispositivi dipende essenzialmente dalla frequenza a cui lavorano. I modem, i dispositivi (cellulari, tablet, computer) e gli extender possono lavorare a due frequenze che sono 2,4 Ghz e 5 Ghz.

La differenza è che un dispositivo che lavora a 2,4 Ghz non può ricevere onde a frequenza 5 Ghz, e viceversa: prima di acquistare il range extender, quindi, è importante verificare quale sia la frequenza dei dispositivi che abbiamo. In linea di massima, tutti riescono a lavorare alla frequenza di 2,4 Ghz, mentre solo quelli più recenti arrivano ai 5 Ghz; la fibra ottica, la connessione al momento più veloce, riesce a lavorare solo a 5 Ghz, per cui se avete la fibra la scelta è obbligata.

Non c’è differenza, invece, se il segnale è generato da un normale modem fisso o da un router 4G con la scheda SIM.

I Wi-Fi Extender da muro

Le soluzioni che vanno per la maggiore, perché sono piccole, poco ingombranti e si possono applicare più o meno dappertutto sono gli Wi-Fi Extender, piccole cassette che si collegano alla presa elettrica e che somigliano agli elettroemanatori antinsetto (visivamente). Si collegano alla rete internet Wi-Fi di casa o dell’ufficio, che perde potenza man mano che ci si allontana dal router, e la rilanciano a potenza piena.

Nell’utilizzarla, ovviamente, bisogna fare attenzione a disporla a metà tra il router e l’angolo dell’edificio, o la stanza, che non riusciamo a raggiungere: in questo modo farà da “ponte” tra i dispositivi.

Tuttavia, per abitazioni troppo grandi o a tre-quattro piani questo metodo non è adatto: se la potenza della rete Wi-Fi che arriva all’extender è troppo bassa, lui la rilancerà a bassa velocità, senza ottenere alcun vantaggio.

Gli adattatori Ethernet-Wi-Fi

Soluzione alternativa alla precedente è quella di utilizzare un adattatore che trasformi la rete cablata, tramite ethernet, in rete Wi-Fi. Il principio è quello dell’extender, con la differenza che invece di ricevere un segnale Wi-Fi e rilanciare una Wi-Fi, non è in grado di ricevere e pertanto bisogna collegarlo ad un cavo ethernet che parte dal modem.

I vantaggi sono che la velocità in uscita dall’extender è quella nativa del modem, senza alcuna perdita; di contro, l’adattatore va messo piuttosto lontano dal modem per raggiungere le parti lontane dell’edificio e bisogna collegare il modem e l’adattatore via cavo.

Che può essere ingombrante e può essere molto lungo, raggiungendo anche i 20-30 metri. Insomma, bisogna considerare un piccolo impianto di collegamento, per non avere l’ingombro del filo continuamente in mezzo alla casa.

Adattatori Powerline

Un’altra soluzione molto interessante è quella dell’utilizzo degli adattatori Powerline, che sfruttano la tecnologia delle onde convogliate, la rete elettrica, per trasmettere il segnale Wi-Fi.

Si tratta di una coppia di adattatori che vanno messi uno in una presa elettrica vicino al router, l’altro in un’altra presa elettrica della casa collegato però alla stessa parte dell’impianto elettrico (insomma, la casa o l’ufficio non devono essere divisi in “zone”).

Il segnale Wi-Fi viene raccolto dal primo adattatore, che lo “butta” nella rete elettrica e il secondo lo percepisce, ricreando la Wi-Fi. Non da problemi all’elettricità, ma ovviamente è una soluzione attuabile solo in base alla struttura dell’impianto elettrico, che bisogna necessariamente conoscere.

I computer come estensori del segnale

Se un computer è in grado di ricevere il segnale Wi-Fi, è anche in grado di rilanciarlo: per sfruttare questo principio ci sono dei programmi per PC, generalmente Windows, che fanno proprio questo. Fanno sia entrare che uscire il segnale Wi-Fi. Uno di questi, gratuito, si chiama Virtual Router Manager.

È una soluzione utile per chi vuol spendere poco, ma allo stesso tempo avere la possibilità di estendere il segnale; il problema in questo caso è che il computer o è un fisso (e comunque bisogna posizionarlo bene, ed è più difficile farlo con un ingombrante case+monitor che con un extender che si attacca alla spina), o, se è un portatile, bisogna trovare prima il posto, poi non bisogna spostarlo, cosa che non si integra particolarmente con la filosofia del “portatile”.

In ogni caso, le soluzioni ci sono, e sono tutte poco costose (a parte l’ultima che è proprio un fai-da-te) per cui con una spesa che si aggira sulle 30-40 euro possiamo dire definitivamente “basta” alle zone dell’edificio che non riescono a ricevere il segnale Wi-Fi.

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