Come scegliere un climatizzatore fisso?

Di Valerio Guiggi

Il climatizzatore è uno degli elettrodomestici più utili per sopravvivere alla calura estiva ed una buona alternati, se è a pompa di calore, per riscaldarsi nei periodi freddi. Ne esistono diverse tipologie e modelli, con funzioni che possono essere anche molto differenti tra loro.

In questa pagina trovate una guida iniziale su come scegliere un climatizzatore fisso, che prende in considerazione tutti gli aspetti e i relativi approfondimenti. Parleremo solo di climatizzatori fissi monosplit, cioè di quelli composti da una sola unità interna e una sola unità esterna.

Condizionatore o climatizzatore?

Sembrerebbero sinonimi, ma non sono la stessa cosa.

Il condizionatore è la versione “primitiva” del climatizzatore, che permette esclusivamente di raffreddare l’aria con una temperatura standard; non ha nemmeno il deumidificatore a disposizione. E’ la vecchia “aria condizionata”.

Il climatizzatore invece ha tutte le funzioni più moderne, e in particolare non ha un sistema on/off ma consente di scegliere la temperatura, di migliorare la qualità dell’aria, di deumidificare e in alcune versioni di produrre anche aria calda. In questo caso si parla di climatizzatore inverter (che si contrappone al condizionatore, chiamato “condizionatore on/off perché o è acceso, o è spento, senza possibilità di personalizzare); per capire come funziona un climatizzatore inverter potete leggere la guida dedicata.

Se invece siete interessati a conoscere meglio le differenze tra il climatizzatore e il condizionatore potete leggere l’approfondimento dedicato.

I climatizzatori a pompa di calore

I climatizzatori “a pompa di calore” sono dispositivi che consentono di produrre aria calda per l’inverno, oltre alla classica aria fredda per l’estate.

Molti pensano che l’aria calda sia prodotta a resistenza (come dalle stufe elettriche), ma non è così: il principio sfruttato in inverno è lo stesso che si utilizza in estate, solo che invece di mandare all’esterno aria calda si manda all’esterno aria fredda.

Il calore è prodotto con un’efficienza molto maggiore rispetto alle resistenze elettriche, tanto che i climatizzatori a pompa di calore, per il riscaldamento, possono addirittura essere più efficienti di una caldaia a condensazione e i relativi termosifoni!

Come scegliere la potenza in funzione dell’ambiente

La potenza di un climatizzatore indica la sua capacità cedere o assorbire il calore. Un climatizzatore con potenza insufficiente può essere dispendioso in termini economici, perchè per raggiungere la temperatura ottimale impiega maggior tempo, quindi non è certo una soluzione per il risparmio energetico sottodimensionare la macchina; al contrario, una macchina sovradimensionata raggiunge la temperatura troppo velocemente è incapace di deumidificare l’ambiente e il risultato è una sensazione di freddo umido sulla pelle e un ambiente poco salubre.

La potenza dei climatizzatori oggi viene indicata in kW (1000 Watt), ma spesso si usa il btu (be se vuoi acquistare un climatizzatore la domanda che ti viene posta è: quanti btu ha bisogno?)

Per calcolare potenza si può usare questo calcolo semplificato riportato in tabella, ed ti evidenzio che è anche approssimato perchè non tiene conto della zona climatica e dell’esposizione dell’ambiente da climatizzare.

Potenza climatizzatore = K x l1 x l2 x h (W)

Dove:
l1 = primo lato della stanza espresso in metri
l2 = secondo lato della stanza espresso in metri
h = altezza della stanza espresso in metri
K = costante (per il freddo è uguale a 25 per il caldo è 35)

Facciamo un esempio?
Ho una stanza 3×4 alta 2,7 metri: ottengo 810w in modalità freddo e 1134 in modalità caldo.

E se volessi ragionare in btu?
Moltiplichiamo tutto per 3,4, quindi mi servono 2754 btu in raffrescamento e 3855 btu in riscaldamento.

Come ti dicevo prima considera questi calcoli come orientativi, perchè il caldo di catania non è come di Bolzano, stesso dicasi per le temperature invernali. Quindi il mio consiglio e quello di partire dalla formula per poi scegliere la soluzione adatta su consiglio di professionisti del settore.

L’efficienza energetica

E visto che abbiamo parlato di efficienza, come si fa a capire qual è il climatizzatore più efficiente?

La risposta si trova nell’etichetta, che deve essere inserita obbligatoriamente sulla confezione del prodotto e che classifica i condizionatori in diverse classi energetiche. La cosa più semplice (che però non è l’unico parametro da considerare) è valutare la classe energetica che, ad oggi, è al massimo A+++ per i climatizzatori.

Attenzione, però: alcuni climatizzatori hanno due classi energetiche, che possono essere uguali e diverse, una che conta per il freddo e l’altra per il caldo, chiaramente se il dispositivo produce anche aria calda.

L’efficienza misura il rapporto tra il lavoro fatto (quindi caldo o freddo prodotto) e il consumo in kWh; quindi più alta è la classe energetica minore sarà il consumo di energia elettrica a parità di comfort ambientale.

Bisogna puntare sempre alla classe energetica più alta?
La domanda sembrerebbe scontata, ma in realtà non lo è in quanto dipende dalla differenza di prezzo che devi pagare e da quanto tempo tieni acceso il climatizzatore. Se la differenza di prezzo è di qualche decina di euro possiamo optare per la soluzione più efficiente, ma se la differenza è importante bisogna capire il maggior prezzo pagato in quanti anni si recupererà. Per cercare di capire ciò si può controllare il consumo kWh/anno, che indica quanta energia consumeremo usando mediamente quel climatizzatore in un anno. Da questo dato avremmo un idea dei kWh, kWh che aumenteranno rispetto i dati dell’etichetta se si usa intensivamente il climatizzatore.

Per un approfondimento sulla lettura delle singole voci dell’etichetta energetica dei climatizzatori potete controllare la pagina dedicata.

Il rumore emesso

Sempre dall’etichetta possiamo ricavare un’informazione importante, che è quella del rumore emesso dal climatizzatore.

Anche in questo caso i parametri da controllare sono due:

  • Il rumore interno, quello emesso dall’unità interna (che si sente di più);
  • Il rumore emesso dall’unità esterna, che di solito si sente meno perché fuori dall’edificio ma è molto più alto, e bisogna fare attenzione in particolare se l’unità esterna è sul terrazzo dove, ogni tanto, qualcuno sta.

Il rumore emesso è misurato in dB, e meno sono meno rumore viene emesso, ma attenzione: la scala non è lineare, per cui tra 49 e 50 c’è molta meno differenza che tra 59 e 60. Più in alto si va, più importante è la differenza.

Il gas refrigerante

Il gas refrigerante è un parametro che interessa poco il consumatore, se non per due motivi; il costo del gas di ricambio (possiamo avere delle perdite) e la questione ambientale.

Non ci dilunghiamo sulla questione perché per la scelta non è determinante, ma abbiamo creato un approfondimento sul gas refrigerante, le funzioni e le tipologie in questa pagina.

Le caratteristiche avanzate

Le caratteristiche avanzate sono diverse, e la scelta deve essere dettata per lo più dalle singole necessità, da ciò che una persona sta cercando. Di seguito le più importanti:

  • Il direzionamento del getto: ci sono macchine che hanno un sensore di riconoscimento delle persone, e direzionano il getto in modo da non direzionarlo addosso alle persone. E’ utile per evitare i dolori da aria condizionata;
  • Il riconoscimento delle persone: lo stesso sensore può essere usato per capire se c’è una persona nella stanza, quindi accendere o spegnere il getto per risparmiare energia;
  • La purificazione dell’aria: tutti i climatizzatori hanno un filtro che ferma la polvere meccanicamente, ma alcuni hanno un filtro attivo, elettrico, che purifica l’aria principalmente dagli allergeni;
  • Le funzioni smart: controllo da smartphone e accendimento/spegnimento in base alla nostra posizione sono sistemi integrati per rendere il climatizzatore quanto più “moderno” possibile.

Le detrazioni fiscali

Per chi ha intenzione di acquistare un climatizzatore nel 2018, la legge di bilancio da diritto in certi casi alle detrazioni fiscali. Non sono determinanti, ma se la spesa sarà alta vale la pena provare a richiederle: per saperne di più potete capire se vi spetta la detrazione fiscale.

L’installazione di un climatizzatore

Installare un condizionatore monosplit, anche se sembrerebbe così, non è una cosa da fare da soli, non solo perchè queste installazioni devono farle chi ha requisiti del DM 37/08, ma perchè un errore ho un imperfezione nell’installazione vanno a compromettere tutti i discorsi fatti sul comfort ed efficienza energetica.

Non mi dilungo ma pongo alla tua attenzione le giunzioni in rame tra split interno-tubi-macchina esterna. Se al momento della giunzione non si effettua il vuoto entrerà aria nel circuito refrigerante con conseguente calo di prestazioni, oppure se la giunzione non viene fatta correttamente il gas fuori esce ed il condizionatore consuma energia senza produrre ne caldo e ne freddo.

Come trovare installatori qualificati?
E’ quindi importante ricordare che esistono dei servizi chiavi in mano che comprendono sia il climatizzatore in sé, sia il costo dell’installazione, che si possono (tra l’altro) pagare anche in rate, utile per spese più elevate.

Per saperne di più sui servizi chiavi in mano ma anche sui soli servizi di installazione e i loro costi puoi richiedere un preventivo gratuito e personalizzato utilizzando i pulsanti che trovi qui sotto.

Lascia un commento

La tua Mail non verrà publicata