Conto Termico 2.0: cos’è, come funziona e come accedere agli incentivi statali

Di Valerio Guiggi
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Gli incentivi per l’efficienza energetica sono un ambito di investimento molto importante per il nostro paese nel corso di questi anni. Gli incentivi per la produzione di energia elettrica pulita (come i pannelli solari o le pale eoliche) sono molto conosciuti, ma al loro fianco ci sono anche (meno famosi) degli incentivi alla produzione di energia termica pulita, che sono conosciuti come Conto Termico.

Il Conto Termico è in vigore dal 2012, e consiste in una procedura, che può essere effettuata da chi possiede requisiti ben precisi, che porta ad avere incentivi statali che coprono fino al 65% del costo di un intervento di miglioramento termico effettuato nella propria abitazione e nelle strutture pubbliche, gestite dalla Pubblica Amministrazione.



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Il Conto Termico è stato rinnovato, dopo essere stato utilizzato pochissimo dal 2012 (parte dei soldi stanziati sono rimasti inutilizzati) ed è entrato da alcuni mesi in vigore il Conto Termico 2016, o Conto Termico 2.0, che semplifica la procedura di accesso agli incentivi e si apre a nuove categorie di destinatari, come le cooperative di abitanti o le cooperative sociali.

Quali sono gli incentivi?

Gli incentivi statali sono di diverso tipo, e variano in base a quello che è l’intervento effettuato da chi li richiede.

Gli interventi possono essere destinati sia alla Pubblica Amministrazione che ai privati, e se per tutti gli interventi può essere richiesto l’accesso per la Pubblica Amministrazione, solo alcuni sono accessibili anche ai privati.

Nel caso dei privati, è possibile richiedere gli incentivi in caso di:

  • Sostituzione di un impianto di climatizzazione esistente con un impianto dotato di pompa di calore elettrica o a gas;
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione di serre o dei fabbricati rurali con impianti dotati di generatore di calore alimentato a biomassa, insomma con le deiezioni degli animali;
  • Installazione di impianti solari termici, che producano energia da utilizzare per i processi produttivi o che immettano in impianti di teleriscaldamento o teleraffrescamento (in pratica, pannelli solari che producono calore e non luce);
  • Sostituzione degli scalda acqua elettrici con scalda acqua a pompa di calore;
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione con sistemi ibridi a pompa di calore.

Gli incentivi vengono erogati due mesi dopo la richiesta, che deve essere effettuata entro 60 giorni dal termine dei lavori, ed è prevista una rata unica se l’importo dovuto è inferiore a 5000 euro.

Come posso richiedere gli incentivi?

La richiesta degli incentivi avviene in formato elettronico, e può essere fatta direttamente dall’utente. Il portale è quello dell’ente statale che regola l’erogazione dei contributi, il GSE, o Gestore Servizi Energetici.


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Il sito su cui deve essere caricata la modulistica si chiama Portaltermico, ed è raggiungibile da questa pagina sulla quale dopo la registrazione devono essere inseriti i dati che riguardano il nostro intervento.

Sono così necessari tutti i documenti tecnici dell’intervento effettuato, e la documentazione anagrafica di chi richiede gli incentivi; al termine della procedura di inserimento sarà così possibile stampare un documento da firmare, da scannerizzare e da inviare (per terminare la procedura) insieme ad un documento d’identità in corso di validità.

La procedura è tutto sommato semplice, e l’accettazione o meno sarà comunicata direttamente dal GSE, così da poter sapere se siamo rientrati o meno nella richiesta.

Posso fare tutto da solo o è necessario un tecnico?

Diciamo che sono da prendere in considerazione entrambe le possibilità.

Il Conto Termico 2.0 è strutturato in un’ottica di semplificazione, per cui un privato con un minimo di competenza può riuscire senza problemi ad effettuare tutta la procedura per conto proprio, senza chiedere aiuti ulteriori.

Diciamo che chiedere ad un tecnico specializzato di effettuare solo questa procedura non è così conveniente, visto che è piuttosto semplice; più utile è magari chiedere all’azienda che installa la pompa di calore o l’impianto a biomassa (visto che questa, no, non è una cosa che si può fare da soli). Spesso queste aziende, per una piccola aggiunta, seguono direttamente loro la procedura evitandoci di non doverla fare da soli.

L’alternativa, infine, è una ESCo, società non molto conosciute dai privati mirate a migliorare l’efficienza energetica, che mettono l’impianto condividendo poi i guadagni con il privato; le ESCo possono accedere direttamente al sistema degli incentivi, perché sono esplicitamente nominate nel Conto Termico 2.0, per cui questa può essere un’ulteriore possibilità per avere accesso agli stessi.



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In ogni caso, vale la pena di iniziare ad interessarsi e provare da soli, perché la procedura di richiesta non è complessa, così da massimizzare il risparmio nell’effettuare questo tipo di intervento.

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