Climatizzatore a pompa di calore: quando spetta la detrazione fiscale?

Di Antonino Vento
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La riqualificazione energetica degli edifici è una delle prospettive dello Stato italiano ormai da diversi anni, che viene favorita proponendo delle agevolazioni fiscali a chi ha intenzione di sostituire un vecchio impianto di riscaldamento con uno di efficienza maggiore. Tra le agevolazioni ci sono anche quelle relative all’installazione delle pompe di calore, categoria nella quale rientra un climatizzatore fisso a pompa di calore, cioè capace di raffrescare e riscaldare l’ambiente.

Ma che tipo di incentivo si può ottenere installando nel 2018 un climatizzatore a pompa di calore? E quali i requisiti richiesti?

Dobbiamo distinguere due casi: installo climatizzatori in sostituzione totale del riscaldamento (oltre che per il raffrescamento) oppure installo un numero di macchine che integreranno il riscaldamento in inverno e raffrescheranno nei periodi caldi.

La sostituzione completa dell’impianto di riscaldamento

Il primo punto è quello più semplice, e anche quello (di base) più costoso: si tratta infatti della fattispecie in cui il proprietario di un immobile voglia sostituire completamente il vecchio impianto di riscaldamento (ad esempio un impianto con caldaia a gas), con un sistema a pompe di calore efficiente.

In questo caso abbiamo diritto alle detrazioni, che ammontano al 65%, secondo la legge di bilancio 2018.

L’installazione di climatizzatori a pompa di calore senza coprire il fabbisogno di riscaldamento

Più complessa è la situazione della persona che, senza dismettere il vecchio impianto di riscaldamento, vuole installare un climatizzatore a pompa di calore, installandolo con l’obiettivo primario di produrre aria fredda. Ci sono alcune situazioni in cui questa installazione ricade nella riqualificazione energetica, di fatto permettendo di avere diritto alle detrazioni.

La situazione è spiegata nella FAQ 23 ENEA relativo alle detrazioni 2018, in cui si spiegano le caratteristiche che il climatizzatore deve avere per poter beneficiare delle detrazioni; se non si hanno queste caratteristiche non si ha diritto alle detrazioni del 65%.

  • Il climatizzatore deve poter essere usato, oltre che per la climatizzazione estiva, anche per quella invernale (essendo un intervento per il riscaldamento!);
  • Il risparmio energetico che si ottiene, in termini di efficienza, con il sistema a pompa di calore deve essere almeno pari a quello che si otterrebbe con la sostituzione di una caldaia classica con una a condensazione, non inferiore;
  • Il punto 2 deve essere dimostrato da una relazione rilasciata da un tecnico abilitato, pena la non accessibilità al bonus.

La possibilità di avere o meno la detrazione, quindi, dipende essenzialmente dal modello di climatizzatore che installiamo, e dalla relazione del tecnico, e ci consente di risparmiare sull’installazione del nuovo impianto.

Ma questo è veramente fattibile?
Diciamo che le cose dipendono dalla porzione di casa che si vuol climatizzare con questa nuova installazione, infatti più sarà grande la superficie da coprire con la nuova installazione, maggiore sarà la probabilità che l’incremento di efficienza sia maggiore o uguale all’incremento di efficienza con la caldaia a condensazione.

Concludo questa breve panoramica sugli incentivi, segnalandovi la sezione relativa ai modelli di climatizzatore (dove è possibile vedere caratteristiche e marche); inoltre, se siete interessati all’installazione, è disponibile un servizio gratuito di preventivi per climatizzatori chiavi in mano, che può essere utile per rendersi ancora meglio conto della situazione.

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