Etichetta di efficienza energetica caldaie

Di Valerio Guiggi

In questo articolo impareremo come leggere l’etichetta della caldaia, andando ad indicare tutte le voci che la compongono per le nuove caldaie in circolazione dal 2015, che hanno l’obbligo di riportarla.

L’etichetta per le caldaie è, graficamente, simile a quella per gli elettrodomestici, in vigore già da diversi anni (che troviamo su frigoriferi, lavatrici, condizionatori e via dicendo) ma la somiglianza si ferma solamente alla grafica, perché le voci sono diverse.

In particolare, l’etichetta dalla caldaia è obbligatoria solamente dal 26 Settembre 2015, e rientra nell’etichettatura dei prodotti per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria, una cosa che lascia fuori tutti gli altri elettrodomestici per ovvi motivi.

Da notare che, a differenza dell’etichetta degli elettrodomestici che è obbligatoria in tutti i paesi UE, al momento quella per le caldaie è obbligatoria solo in Italia, Germania, Austria, Francia, Portogallo e Regno Unito (anche se qui non sappiamo come si evolverà la situazione); negli altri paesi non è prevista, per cui non si trova se, per esempio, acquistiamo un sistema di riscaldamento da un paese anche UE ma non compreso in questi sei. Se però l’etichettatura in alcuni paesi non è prevista, le normative sulla sicurezza, che sono europee, rimangono anche per gli altri paesi.

Fatta questa doverosa premessa, quindi, andiamo a vedere come è fatta un’etichetta per la caldaia e come si legge. L’etichetta è la stessa per una serie di prodotti, in cui varia solamente la grafica, mentre tra caldaia tradizionale e caldaia a condensazione le caratteristiche sono esattamente le stesse.

L’etichettatura di prodotto e l’etichetta di sistema

Le caldaie, a volte, non vengono fornite da sole ma fanno parte di un intero impianto, ossia di un sistema generale che riguarda vari aspetti di tutta la casa e comprende generalmente il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria.

Per questo motivo, quando si compra una caldaia verrà fornita una sola etichetta (l’etichetta di prodotto) mentre per le nuove case, in cui c’è bisogno di fare anche l’impianto di riscaldamento, vengono fornite più etichette di prodotto, una per ogni singolo “pezzo” che compone l’impianto, oltre ad un’etichetta di sistema o d’insieme.

  • L’etichetta di prodotto varia per ogni singolo prodotto ed è obbligatoria anche nel caso di un singolo dispositivo; è apposta direttamente sul prodotto.
  • L’etichetta di sistema è obbligatoria solo se ci affidiamo ad una società che installi tutto il sistema. Posto che ogni singolo dispositivo deve avere la sua etichetta di prodotto, con i documenti dell’impianto viene consegnata anche l’etichetta di sistema che non è apposta da nessuna parte, e viene fornita a mano dall’installatore o dal venditore.

Etichetta di prodotto: come si legge

L’etichetta di prodotto per le caldaie segue uno schema molto standard, e va a identificare quello che è il consumo di energia relativamente al beneficio prodotto.

Da notare che, a differenza delle etichette per gli elettrodomestici, non sono indicati i valori in termini di consumo, soprattutto perché le unità di misura sono diverse (ad esempio, tra caldaia a gas e pompa di calore che è elettrica).

Questo comunque significa che, anche se non si possono conoscere i valori precisi, la classe energetica in ogni caso è attendibile, e anzi è molto più standardizzata rispetto a quella degli elettrodomestici, come vedremo dopo.

Le parti che compongono l’etichetta di prodotto sono le seguenti:

  • In alto si trova la barra blu con il logo dell’Unione Europea, che è standard.
  • Subito sotto si trovano il nome del produttore e il modello del dispositivo, indicati uno di seguito all’altro.
  • Troviamo poi un riquadro, in alto a destra, che indica l’apparecchio primario, ed eventualmente altri apparecchi a cui è collegato. L’apparecchio primario viene identificato con un’icona e al suo fianco ci sono una o due classi energetiche, rispettivamente per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria. Sotto al riquadro che indica l’apparecchio primario ci sono quattro icone, con un +, che indicano gli apparecchi eventualmente collegati; a fianco c’è un quadrato che può essere vuoto (quell’apparecchio non è collegato, non è proprio presente) oppure con una spunta (V) ad indicare che l’apparecchio è presente. Le quattro icone sono le seguenti.
    • Caldaia: indica la presenza di una caldaia, una caldaia a condensazione oppure una pompa di calore, con la stessa icona. Può essere sia un apparecchio primario che secondario.
    • Pannelli solari: indica la presenza dei pannelli solari, ed è un’icona a forma di pannello con il sole. Può essere primario o secondario.
    • Controllo della temperatura: indica la presenza di un termostato specifico per quel dispositivo. Può essere solo secondario, ha l’icona di una tastiera con una mano.
    • Serbatoio: indica la presenza di un serbatoio di acqua calda, che non la produce ma la conserva solamente. Ha l’icona di una cisterna con l’acqua dentro, può essere solo secondario.
  • Nella parte destra dell’etichetta troviamo poi la classe energetica, che può essere costituita da un solo riquadro oppure da due. In alto a sinistra si trova il disegno di un termosifone, ad indicare la funzione di riscaldamento, oppure di un rubinetto (accompagnato dalle lettere S-M-L-XL, a seconda del quantitativo di acqua processata) ad indicare la produzione di acqua calda sanitaria. Si possono trovare anche due termosifoni, per le pompe di calore a media temperatura (che indicano l’efficienza a 35 e a 55 gradi). Sotto alle due icone ci sono le barre colorate, da A+++ a G (da verde a rosso) che indicano la classe energetica, mentre sulla destra si trova la freccia nera, corrispondente alla scala, che indica la classe energetica di quell’apparecchio.

Come dicevamo prima, l’etichettatura energetica è molto standardizzata a causa delle tecnologie che sono state messe in questi anni a disposizione dei clienti.

Per la precisione, i vari apparecchi hanno una classe energetica ben definita, e il consumo varia proprio in base a questi dispositivi, e con esso la classe energetica.

Nello specifico, gli apparecchi sono così distribuiti.

Per il riscaldamento dell’ambiente:

  • Classe A++ – A+: pompe di calore elettriche e a gas;
  • Classe A: caldaie a condensazione;
  • Classe B-G: caldaie tradizionali. Oggi è vietato immetterle sul mercato, per cui la classe minima che possiamo trovare è sempre la A.

Per la produzione di acqua calda sanitaria:

  • Classe A: Caldaia/Pompa di calore + Pannelli Solari;
  • Classe B: Caldaia/Pompa di calore + Scaldabagno a gas istantaneo;
  • Classe B-C: Scaldabagno a gas;
  • Classe C-E: Scaldabagno elettrico.
  • Classe F-G: dispositivi che non possono essere più immessi sul mercato.

Come leggere l’etichetta di sistema

Per quanto riguarda l’etichetta di sistema, la sua interpretazione è più semplice rispetto a quella del singolo prodotto, ed è costituita da queste voci:

  • Nella parte in alto si trova il logo blu dell’Unione Europea, seguito dalle informazioni dell’intero impianto.
  • Sotto si trova un riquadro o due riquadri (con le icone di termosifone e/o rubinetto) e le bande della classe energetica, con la freccia nera ad indicare la classe energetica dell’intero impianto, e non dei singoli dispositivi che lo compongono.
  • Un riquadro che indica le emissioni sonore dell’intero impianto, mostrato come una casa con dentro un altoparlante e il valore delle emissioni indicate in dB.
  • Un riquadro con il consumo in kW dell’intero impianto (indipendentemente dal consumo in gas).
  • Un riquadro, non sempre presente, con un orologio che indica la possibilità di programmazione dell’impianto stesso. Se non è presente, l’impianto non può essere programmato.

L’etichettatura d’insieme può essere conservata con i documenti relativi all’impianto.

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