Etichetta energetica dei climatizzatori split: come leggerla?

Di Valerio Guiggi

Quando si procede all’acquisto di un climatizzatore, a pompa di calore o classico, è importante visionare l’etichetta energetica, etichetta che il produttore deve obbligatoriamente inserire : ma come leggere le informazioni in essa contenute? E’ importante solo la classe di efficienza energetica o ci sono altre informazioni importanti da valutare?

In questo articolo capiremo, in modo più approfondito possibile, come si legge l’etichetta energetica di un condizionatore, interpretandone tutte le voci.

Come ti accennavo l’apposizione di questa etichetta è obbligatoria sia nel libretto di istruzioni del climatizzatore sia, soprattutto, nel materiale pubblicitario, per cui confezione ma anche volantini e siti internet sui quali il climatizzatore viene venduto. E’ indifferente che si tratti di una pompa di calore che produce solo aria calda o anche aria fredda, ed è la stessa sia che si tratti di un climatizzatore fisso che di un portatile, perché la classe del prodotto è la stessa.

L’etichetta energetica per i climatizzatori

L’Unione Europea propone quattro tipi di etichette diverse ma molto simili tra loro (condizionatori a singolo e a doppio condotto con solo raffreddamento, condizionatori a singolo e doppio condotto reversibili, condizionatori a singolo e a doppio condotto con solo raffreddamento, condizionatori a singolo e a doppio condotto con solo riscaldamento) per cui tratteremo in un solo elenco tutte le voci, spiegando le differenze.

Comunque sia, se sull’etichetta non trovate tutte queste voci non spaventatevi: non è negligenza del produttore, è semplicemente che alcuni valori, per quel condizionatore, semplicemente non servivano.

Produttore e classe di efficienza energetica

Qui sotto ti riporto l’etichetta energetica di un climatizzatore split capace di lavorare lavorare sia in modalità riscaldamento che in modalità raffrescamento (fonte ENEA); se il climatizzatore non prevede la modalità riscaldamento nell’etichetta non ci sarà la sezione in rosso, così come se il climatizzatore effettua solo la funzione riscaldamento mancherà la sezione in blu.
etichetta energetica climatizzatore caldo freddo

Nella parte più alta troviamo sotto il logo dell’Unione Europea che serve ad identificare l’etichetta, tre informazioni essenziali. Queste sono il nome del produttore, il modello del condizionatore e, subito sotto, l’icona di una ventola con dell’aria che può essere colorata di rosso, di blu oppure possono essercene due (una rossa e una blu); queste indicazioni ci dicono se il condizionatore riscalda (rosso), raffredda (blu) oppure entrambe.

La seconda parte, quella più grande, riporta la classe energetica del dispositivo. Si tratta di un’indicazione messa bene in evidenza perché è il riassunto dell’efficienza energetica del climatizzatore: più in basso si scende, più il climatizzatore consuma. Le classi energetiche, in generale, vanno da A+++ a G, e la differenza è enorme: un condizionatore in classe G consuma 9 volte tanto quello che consuma un condizionatore in classe A+++. Per cui è una differenza fondamentale nella scelta.

In questo spazio può comparire anche l’ecolabel dell’Unione Europea, indice di parametri ulteriori rispettati nell’ottica del risparmio energetico. Bisogna notare che non per tutti i climatizzatori la classe energetica va da A+++ a G: questa scala valeva infatti nel 2013, perché man mano le lettere più basse vengono eliminati e i climatizzatori troppo “spreconi” banditi. Nel 2013 la classe minima raggiungibile era la G, diventata F nel 2015, E nel 2017 (per cui adesso la classe minima che troviamo è la E) e nel 2019 il valore minimo sarà la classe D, in un’ottica di climatizzatori sempre più efficienti.

Sulla parte destra rispetto alla scala, colorata, delle classi energetiche, si può vedere una grande freccia nera, che serve a mettere in evidenza la classe energetica e dove si pone sulla scala proposta dall’UE. Per questo può essere più in alto oppure più in basso, nell’etichetta.

Potenza, rumore ed altri parametri

Nella parte inferiore dell’etichetta sono poi riportati gli altri valori. A seconda che il climatizzatore abbia una sola funzione (riscaldamento/raffreddamento) o entrambe, i valori vengono riportati in un riquadro a sé stante (se c’è una sola funzione) oppure nel riquadro del ventilatore rosso o blu che abbiamo visto all’inizio, e ci sono valori diversi per ognuna delle due funzioni. Anche di classi energetiche possono essercene due, una per il riscaldamento e una per il raffreddamento (un climatizzatore può essere ottimo per una e pessimo per l’altra).

I valori che troviamo nella parte bassa dell’etichetta sono:

  • La potenza nominale in kWh: questa non manca mai essendo l’apparecchio un dispositivo elettrico, e fa capire quanto consuma il climatizzatore in generale, per capire anche la potenza massima di contatore di cui abbiamo bisogno;
  • EER: è l’indice di efficienza energetica nominale, e viene utilizzato per calcolare l’efficienza in raffreddamento;
  • COP: è il coefficiente di rendimento nominale, utilizzato per l’efficienza in riscaldamento.
  • SEER: è l’indice di efficienza energetica nominale stagionale, e viene utilizzato nei condizionatori split che hanno prestazioni diverse in base alla stagione (avendo un’unità all’esterno);
  • SCOP: è l’indice di rendimento nominale stagionale, utilizzato per il riscaldamento nei condizionatori split.
  • Il consumo per 60 minuti di funzione, calcolato in kW; viene calcolato un valore medio, in linea con quanto stabilito dall’UE per come svolgere i test di valutazione del consumo.
  • Il consumo kW/anno, per i condizionatori che hanno i valori stagionali (SCOP, SEER); visto che il consumo cambia proprio in base alla temperatura esterna, viene calcolato un consumo medio che prende in considerazione l’utilizzo durante tutto l’anno.
  • Il rumore emesso indicato in dB. Di questo valore possono essercene fino a quattro: due per riscaldamento/raffreddamento, due per interno/esterno, in base a quante unità ha il condizionatore. Se l’unità è solamente una e interna ci sarà solo il simbolo dell’interno (l’altoparlante dentro la casina), mentre se ci sono due unità, una interna e una esterna, ci saranno due simboli (quello di prima e il simbolo con l’altoparlante fuori dalla casa). Questi valori permettono di capire quanto è rumoroso il climatizzatore, e più il valore è basso, più il dispositivo è silenzioso.
  • La cartina dell’Unione Europea che indica le fasce climatiche del continente. Se è presente la cartina, che serve solo a capire la zona in base a dove ci troviamo, cambia leggermente la disposizione delle altre informazioni: troviamo quindi non una freccia nera ad indicare la classe energetica, ma tre frecce nere, nelle varie zone: il rendimento di solito è più alto nelle fasce calde (Italia centro-meridionale) che non nelle fasce medie (Nord Italia) o in quelle fredde (altri paesi dell’UE). Il valore che ci interessa è ovviamente quello in cui abitiamo.

Il valore dell’EER, o del SEER, o del COP, o del SCOP: quelli che ci sono dipendono dalle funzioni del climatizzatore, e il migliore è quello più alto. Va da sé che è possibile confrontare solamente voci uguali, tra due climatizzatori diversi; si può quindi confrontare EER e EER, ma non EER e COP o COP e SCOP, perché sono valori diversi (sarebbe come confrontare chili e litri).

Il valore che non è indicato nell’etichetta energetica è invece il BTU che, sebbene sia una misura convenzionalmente usata per i climatizzatori, non è obbligatoria anche perché non specifica; il consumo energetico, per questi apparecchi, deve essere sempre ufficialmente misurato in kW, che è l’unità di misura accettata dall’Unione Europea.

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