Fotovoltaico: cosa ci riserva il futuro?

Di Antonino Vento

L’integrazione del fotovoltaico nel design degli edifici costituisce la principale opportunità da perseguire, per favorire la piena affermazione del fotovoltaico come migliore soluzione per il risparmio energetico. Non a caso, infatti, a partire dallo scorso 31 maggio, è previsto l’obbligo di installare pannelli fotovoltaici e solari termici in caso di costruzioni di nuovi edifici o ristrutturazioni di particolare importanza. Pertanto, la necessità di coniugare le esigenze di sostenibilità ed eco compatibilità con quelle di confort e funzionalità estetica, hanno spinto le aziende del fotovoltaico, ad adottare soluzioni integrate ed innovative.

Il Quinto Conto Energia, infatti, privilegia la diffusione di impianti integrati con caratteristiche innovative, sostenendoli con il riconoscimento di tariffe incentivanti, particolarmente vantaggiose. Per queste ragioni, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), ad agosto 2011, ha pubblicato una “Guida alle applicazioni innovative finalizzate all’integrazione architettonica” nella quale si identificano una serie di soluzioni, tra le quali i moduli non convenzionali, i componenti speciali ed i sistemi per superfici verticali.

I moduli non convenzionali sono prodotti edilizi unici, inscindibili e certificati. Appartengono a tale categoria, i moduli flessibili, i nastri in film sottile su supporto rigido, le cellule fotovoltaiche ed i moduli trasparenti vetro-vetro.

I componenti speciali sono costituiti, invece, dall’assemblaggio e dall’integrazione dei seguenti elementi: modulo fotovoltaico laminato e sistema di montaggio dotato di brevetto europeo.

In ogni caso, la tecnologia fotovoltaica sta attraversando un periodo di grande sviluppo, impegnando le migliori risorse scientifiche ed universitarie alla ricerca di soluzioni e tecnologie sempre più innovative e compatibili con le crescenti esigenze di impatto ambientale.

L’innovazione ecosostenibile è, infatti, oggetto di particolare interesse e studio da parte dei centri di ricerca che sono continuamente alla ricerca di nuovi materiali da impiegare nel fotovoltaico con l’obiettivo di diminuire i costi ed aumentare l’efficienza.

Tale frenetica attività si è concretizzata nello sviluppo di nuove tecniche quali ad esempio, celle fotovoltaiche a film sottile, pannelli fotovoltaici che si puliscono da soli, pannelli che si srotolano, pannelli prodotti da celle di plastica stampata fotosensibile e pannelli fotovoltaici trasparenti che andranno a sostituire le finestre.

A fronte di tali importantissime innovazioni tecnologiche, il tema da affrontare e da risolvere per il futuro, in vista della fine degli incentivi, è l’effettiva convenienza ed economicità degli impianti, sia per quanto concerne i costi di installazione che per quelli di acquisto dei kw. Si parla, in questo caso, di grid parity, come momento in cui la differenza tra il costo di un kw prodotto con un impianto fotovoltaico e la stessa unità di energia prodotta da un impianto a combustibile fossile, è pari a zero.

Si tratta di un obiettivo ambizioso ma perseguibile che consentirà al nostro Paese di evolversi, effettuando dei risparmi significativi anche in termini di riduzione dell’inquinamento.

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Un commento su “Fotovoltaico: cosa ci riserva il futuro?”

  1. Buonasera,
    tra agosto e settembre andrò a vivere nella mia nuova casa fatta in bioedilizia classe A+. E’ stato previsto un fabbisogno energetico di 7500Kw annuali tra climatizzazione e acqua calda sanitaria. Monterò una pompa di calore con inverter che assorbe 6Kw e ho previsto un consumo per le utenze di casa di 3000Kw annui. Ho la possibilità di montare 5.5Kw di fotovoltaico integrato con esposizione a sud. Avendo ormai chiaro che non usufruirò di nessun conto energia cosa mi consigliate in quanto a dimensionamento dei contatori, a quale contatore allacciarmi con il fotovoltaico e quanti Kw usare dei 5.5 teorici disponibili?
    Ultima domanda. Usando la detrazione del 36% posso chiedere lo scambio sul posto?

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