Il piano di cottura a induzione: pro e contro

Di Valerio Guiggi

In questo articolo andremo ad analizzare una questione molto interessante per tutti coloro che vogliono intraprendere la strada del risparmio energetico e abbandonare quindi i combustibili fossili nella propria vita di tutti i giorni, ma anche allo stesso tempo risparmiare in bolletta: parliamo infatti di piani cottura ad induzione.

Se, infatti, da ormai decenni in tutte le case sono disponibili dei piani cottura a gas, in questi ultimi anni si stanno facendo strada i piani cottura ad induzione, che sfruttano il calore generato dal consumo di energia elettrica piuttosto che il normale gas per far cuocere i cibi.

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In questo articolo vedremo pro e contro di questi piani, non solo sull’aspetto dei consumi in bolletta, ma anche le caratteristiche legate alla sicurezza ed al rispetto dell’ambiente.

Piani ad induzione: da non confondere con i piani alogeni e radianti

Per prima cosa, bisogna considerare che non esiste un solo tipo di piano cottura elettrico, ma che ne esistono almeno tre tipi: i piani radianti, i piani ad induzione e i piani alogeni.

I piani radianti ed alogeni a volte vengono impropriamente detti “ad induzione”, almeno dai negozianti, e bisogna far bene attenzione a non sbagliare, perché l’efficienza energetica di questi piani è molto inferiore rispetto ai piani ad induzione propriamente detti.

Questi piani sono infatti superfici di vetroceramica con sotto una resistenza elettrica (radianti) o una lampada a infrarossi (alogeni) che producono calore; gran parte di questo calore è trattenuto dal materiale che lo disperde, e questo porta ad un’efficienza energetica di poco superiore a quella del gas (60%, all’incirca) perché il rimanente 40% viene disperso nell’ambiente (per il gas il calore assorbito è il 40%, quello disperso il 60%). E considerando che l’energia elettrica costa più del gas, questi due tipi di piani non sono convenienti.

Come funziona un piano di cottura a induzione?

Il piano ad induzione funziona invece in modo diverso, perché trasferisce l’energia creando un campo elettromagnetico: come se fosse una calamita gigante alimentata ad energia elettrica, l’energia viene trasferita direttamente al fondo della pentola sotto forma di calore, sfruttando il magnetismo che si viene a creare tra pentola e piano. In questo modo la dispersione di calore è inferiore al 10%, con quasi tutto il calore che arriva dalla rete elettrica trasferito al cibo.

Questo sistema rovina meno le pentole, rispetto alla fiamma viva, anche se il risultato in cottura è praticamente identico, perché le temperature sono sempre maggiori, sia con il gas che con l’induzione, ai 100 gradi di bollitura dell’acqua o 200 di bollitura dell’olio, per la frittura, per cui non ci sono differenze percettibili in corsi di cottura.

Piani ad induzione: si risparmia rispetto al gas?

Se in termini di efficienza energetica, relativamente alla dispersione di calore, i piani a induzione sono sicuramente convenienti rispetto a quelli a gas, sono sicuramente migliori anche dal punto di vista dell’impatto ambientale: se, infatti, la corrente elettrica può arrivare anche da fonti rinnovabili oltre che da fonti fossili, per il gas non è così, perché il gas è comunque un combustibile fossile e libera comunque CO2, cosa che, ad esempio, una pala eolica o un pannello solare non fanno.

Per quanto riguarda, invece, il risparmio energetico inteso come risparmiare in bolletta, le cose sono un po’ diverse.

Dal punto di vista economico va valutato infatti innanzitutto l’investimento iniziale. In questi ultimi anni i prezzi dei piani ad induzione sono diminuiti, e oggi mediamente costano di più rispetto a quelli a gas, ma non tantissimo. Si parte infatti da una base di circa 300 euro (per quelli più semplici), quando un piano a gas costa mediamente 200. Il costo del piano a induzione è quindi ancora maggiore rispetto al piano tradizionale, ma non tantissimo, per cui l’investimento è facilmente recuperabile nel corso degli anni.

Oltre a questo, bisogna valutare il costo in bolletta, sia elettrica che del gas.

La potenza elettrica contrattuale

Per prima cosa, il contatore. Bisogna considerare che un piano ad induzione può avere una potenza assorbita che raggiunge anche il KW (arriva anche a 1,5 KW) perché chiaramente assorbe potenza per generare calore, e la potenza nn solo si somma a quella di altri elettrodomestici eventualmente attivi come forno elettrico o lavatrice, ma soprattutto si somma agli altri punti fuoco attivi: nel senso che se abbiamo un piano a cinque fuochi, superare i 3 KW di potenza del contatore classico delle case è molto comune, e rischia di saltare tutto.

Per evitare questo fastidioso problema potrebbe esserci bisogno di un aumento della potenza del contatore, che chiaramente deve essere preso in considerazione perché per aumentare, ad esempio, la potenza massima a 4,5 o a 6 KW ci sono dei costi (leggi l’articolo Quanto costa passare da 3kW a 4,5 o 6 kW di potenza contrattuale?).

Bisogna considerare che alcuni piani ad induzione, però, di solito quelli più costosi, hanno una funzione autolimitante della potenza assorbita, e questo significa che se la potenza massima è, per esempio, 2 kW (considerando che in casa ci sono anche altri elettrodomestici) il rischio che possa staccare il contatore o l’interruttore generale. Chiaramente, se la potenza è limitata non si potranno usare tutti i fuochi, o al massimo si potranno usare ma con potenza minore.

Per evitare lo scatto del salvavita è comunque opportuno cercare dei piani a induzione con la limitazione automatica dell’energia assorbita.

Il risparmio in bolletta

Se prendiamo in considerazione il costo a SMC (Metro Cubo Standard, per il gas) attuale e il costo a kWh (per la luce) attuale medio, considerando anche l’efficienza energetica dei due sistemi (per il gas quasi la metà del calore è disperso, per la luce viene assorbito quasi tutto dal cibo), con due piani medi abbiamo che, per 50 euro spesi, in bolletta del gas per un piano cottura standard, spenderemmo circa:

  • 80 euro per un piano cottura ad induzione;
  • 120 euro per un piano cottura alogeno o radiante.

Come possiamo vedere, quindi, ad oggi il piano ad induzione, considerando anche i costi di ammortamento che, comunque, ci sono, non è ancora conveniente rispetto al normale piano a gas, principalmente perché è più economico produrre calore con il gas che non con la corrente elettrica.

L’autoproduzione di energia elettrica potrebbe fare la differenza

Stiamo ovviamente parlando di pannelli solari fotovoltaicie di pale eoliche, quelle piccole, che qualcuno ha messo, con un investimento tra l’altro importante, intorno alla propria abitazione.

Se riusciamo, ad esempio, a produrre metà dell’energia elettrica che ci è necessaria per la nostra quotidianità, è chiaro come il costo effettivo del piano ad induzione diventa la metà, diventando così 40 euro ovvero meno rispetto al piano a gas.

Da questo punto di vista quindi le cose iniziano a diventare convenienti, e lo sono tanto di più quanta più è la percentuale di energia che riusciamo a produrre.

Aspetti pratici e di sicurezza

E’ stato visto l’aspetto economico, adesso vediamo il confronto induzione-gas anche dal punt di vista di praticità e sicurezza.

Pulizia e cottura dei cibi

Rispetto alle normali cucine elettriche o a gas, i piani ad induzione garantiscono un’assoluta pulizia: mantenendo infatti una temperatura ambiente ai bordi delle pentole, gli schizzi e le fuoriuscite non generano fastidiose incrostazioni; tramite un display digitale è possibile regolare il calore della piastra, che va a sostituire la regolazione manuale delle fiammelle delle cucine a gas, e la cottura dei cibi risulta molto più rapida: basti pensare che per portare l’acqua sul punto d’ebollizione si impiegherà la metà del tempo.

Con il sistema ad induzione si può utilizzare solamente con pentole che possono sfruttare l’energia magnetica, ovvero quelle di materiale ferroso come il ferro e l’acciaio (che è ferro e carbonio). Le pentole in alluminio, le pentole in rame e men che meno quelle in terracotta non si possono usare. E il fondo delle pentole deve essere piatto per poter sfruttare al meglio l’efficienza energetica del piano ad induzione. Quindi in caso di cambio da gas ad induzione bisogna comperare una batteria di pentole nuove.

Sicurezza e impianti

Sicuramente non si ha necessità di portare tubazioni di gas in casa, con conseguente aumento della sicurezza domestica. Di contro però nel cambio gas-induzione bisogna verificare che la linea elettrica che collega il piano di cottura sia idonea a sopportare il nuovo carico elettrico.

Impatto ambientale

Chiaramente ci sono delle considerazioni che dobbiamo fare: oltre a quella già fatta relativamente all’impatto ambientale, per cui le persone attente all’ambiente potrebbero addirittura optare per spendere qualcosa in più nel rispetto del nostro pianeta, qualcuno ha anche la possibilità di produrre energia elettrica in proprio.

Quanto costa un piano di cottura a induzione?

Il costo dei piani a induzione è molto diminuito nel corso di questi anni, e oggi anche nel nostro paese sono arrivati, rispetto al passato, ad essere alla portata di tutti.

I piani di base, quelli con funzioni più limitate, hanno un costo di 250-300 euro, come abbiamo detto prima differenze minime rispetto a quelle di un piano a gas tradizionale.

Il problema è che i piani economici hanno pochi fuochi e non hanno impostazioni avanzate, come invece succede con i piani più potenti: se iniziamo ad aggiungere i fuochi e le impostazioni avanzate, tra cui quelle di sicurezza (come l’autolimitazione dell’energia assorbita di cui abbiamo parlato prima) si può arrivare a superare i 1000 euro per un piano a induzione.

Quindi in conclusione

Se si valuta non solo il consumo energetico ma tutti gli extra costi quali il cambio contratto di fornitura (3kW non bastano) ed eventuali extra spese per adeguare impianti e pentole allo stato attuale non avrebbe senso scegliere un piano ad induzione solo per ridurre i consumi in bolletta. Come visto però le cose cambiano in presenza di impianti fotovoltaici o di autoproduzione in genere ed in tutti quei casi dove è antieconomico l’approvvigionamento del gas rispetto l’energia elettrica. Quindi in conclusione non ce la sentiamo di esprimere un giudizio negativo su di esso: in futuro infatti le cose potrebbero cambiare, grazie agli investimenti in termini di rinnovabili, e comunque con un piano ad induzione avremo fatto del nostro meglio per dare una mano, nel nostro piccolo, all’ambiente.

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5 commenti su “Il piano di cottura a induzione: pro e contro”

  1. Queste considerazioni erano forse valide 7 anni fa… ormai i piani ad induzione costano 200 euro ovvero come i piani a gas e il risparmio c’è eccome. Ho sosotituito tutta la cucina con elettrodomestici nuovi quindi classe a++ e messo calderina nuova a condensazione. Risultato spendo la stessa corrente di prima 40 euro a bimestre e ci cucino pure col mio piano ad induzione della NEFF. Dimenticavo ho un normale contatore da 3.3 KW (non ho condizionatori). Consiglio il 4.5 KW per stare tranquilli ma già così 2 fuochi al max li posso usare o 3 fuochi medi.

  2. Io volevo sapere un informazione sulla sicurezza di queste cucine.
    Ovvero, il campo magnetico che viene sviluppato da queste cucine può dare problemi a persone con protesi metalliche o portatori di pacemaker??? Sono certificate per queste persone???
    Inoltre basta avere un contatore da 4,5kw se vogliamo tenere accesa una cucina a induzione, un condizionatore e un altro elettrodomestico???

  3. Sono single, pensionato e dovrei trasferirmi in un monolocale con cucinino. Avrei necessità di qualche sugerimento per un eventuale acquisto di un piano cottura ad induzione per l’utilizzo di 2, massimo 3 recipienti in contemporanea. O mi conviene un piano cottura tradizionale? Grazie per le risposte.

  4. Buongiorno,complimenti per il sito,interessantissimo!
    Ho un dubbio. Devo acquistare un piano cottura,sono intenzionato ad acquistarlo ad induzione,ma ho paura che per poter far funzionare i vari elettrodomestici,etc in contemporanea all’induzione debba passare ad un contratto da 3 kw a 4,5 kw,annullando tutti i vantaggi di riduzione consumi. Devo andare a vivere in un nuova appartamento,non conosco quanto consumerò annualmente,siamo io e la mia compagna e lavoriamo entrambi. Un consiglio?Grazie

    1. Tutto dipende dal piano di cottura che desidera acquistare, in quanto è importante la potenza assorbita massima e quella con funzionamento ridotto, da qui è possibile fare una scelta.

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