Recupero acqua piovana: una scelta economica ed ecologica.

Di Mariagrazia De Castro
Recupero acqua piovana

Il risparmio idrico è una pratica sostenibile che tutti, in casa o in azienda, dovremmo attuare per evitare lo spreco di una preziosissima e, purtroppo, quasi sempre più scarsa risorsa naturale. Nonostante l’acqua ci sembri non mancare perché ogni volta che apriamo il rubinetto scorre a volontà, questo non ci “autorizza” a sprecarla essendo un bene pubblico come ribadito e sancito in occasione del referendum del 2011.

Perché è importante recuperare l’acqua piovana?

In questo nostro “cammino” verso la consapevolezza dell’importanza del risparmio idrico, non sottovalutiamo quanto possa essere importante il recupero dell’acqua piovana, a maggior ragione se viviamo in zone dove in autunno e in inverno le precipitazioni sono abbondanti.



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Questa pratica non solo ci farà risparmiare in bolletta (i rincari dell’acqua in bolletta sono sempre più consistenti: secondo l’Ufficio Studi della Confartigianato, dal 2004 al 2014 le tariffe sono aumentate del 95,8 % circa) ma ci permetterà di non sprecare la nostra principale fonte di vita.

Uno dei problemi principali, infatti, è che utilizziamo nelle nostre case acqua potabile anche per usi per i quali non necessita (innaffiare orti, lavare automobili, riempire piscine) e per i quali potremmo impiegare con successo il recupero dell’acqua piovana.

L’acqua piovane è utilizzabile anche in ambito domestico

E non solo…l’acqua piovana può essere raccolta e filtrata e quindi utilizzata per la pulizia della casa e per il bucato.

Essendo priva di calcare può essere impiegata anche per lavare i piatti a mano e per lo sciacquone del gabinetto.Senza calcare i nostri elettrodomestici (lavatrice e lavastoviglie) lavoreranno meglio e questo ci farà risparmiare, come ulteriore effetto positivo indotto, anche sull’uso di prodotti specifici anticalcare…con benefici ulteriori per il portafoglio e per l’ecosistema!

L’impianto di recupero acqua piovana è la soluzione ottimale

Il modo più semplice e veloce per raccogliere l’acqua piovana è quello di posizionare secchi e contenitori di diversa grandezza intorno al giardino o sul balcone o ancora sui terrazzi.

Chiaramente ciò porterà a raccogliere un discreto quantitativo di acqua ma se vogliamo un sistema più organizzato in casa ma anche in azienda possiamo realizzare un impianto che convoglia le acque provenienti da grondaie e canali in serbatoi di accumulo.


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Se abbiamo in mente di recuperare acqua piovana e introdurla nel nostro processo produttivo – manifatturiero, non è certo il massimo – anche esteticamente parlando – disseminare nella sede aziendale cisterne e secchi vari. Per questo abbiamo bisogno di un sistema che immagazzini l’acqua piovana che può essere utilizzata quando e dove serve.

Il sistema di recupero dell’acqua piovana

In generale il sistema di raccolta di acqua piovana segue degli step logici:

  • Raccolta dell’acqua dai tetti;
  • Filtrazione dell’acqua piovana;
  • Conservazione in cisterne interrate anche fuori terra.

Il sistema è indipendente rispetto a quello di distribuzione dell’acqua potabile. Gli elementi base sono dunque: serbatoi di accumulo, filtri per tubazioni pluviali, pompa per il prelievo.

I serbatoi, che possono essere del tipo interrato o fuori terra, devono rispondere ad alcune caratteristiche tecniche: capacità di resistere al tempo, agli sbalzi termici, alla corrosione e all’ossidazione. Inoltre i serbatoi fuori terra devono essere leggeri e adatti al trasporto.

I filtri vanno ubicati a monte del serbatoio e, a seconda dell’impianto, anche in più punti dell’impianto stesso.I filtri separano l’acqua dalla sporcizia e per evitare che eventuali sedimenti si agitino la tubazione nella parte finale è rivolta verso l’alto.

Il prelievo dell’acqua avviene tramite pompa. In alcuni sistemi più sofisticati (e più ecologici) la pompa è collegata a un pannello fotovoltaico. Alcuni sistemi professionali smaltiscono l’acqua piovana in eccesso in modo automatico deviandola verso lo scarico. L’acqua in eccesso viene smaltita nella fognatura pubblica o tramite apposito sistema drenante.

In caso di precipitazioni abbondanti, il sistema di raccolta dell’acqua piovana potrebbe andare in saturazione anche se prevedere un sistema di controllo (con galleggiante che rileva il livello di saturazione) può evitare tutto ciò. Si ricorda, inoltre, che l’installazione di una gronda per raccolta di acqua piovana non deve entrare in conflitto con il regolamento condominiale per una questione di decoro della facciata del palazzo.



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Quando l’investimento è economicamente conveniente?

È ragionevole chiedersi, a fronte dell’investimento, se conviene installare un impianto e se i costi di realizzazione e manutenzione saranno coperti dai benefici: uno studio condotto dal CIR, Centro Internazionale di Ricerca olandese, ha concluso che la raccolta conviene dove mediamente cadono dai 100 ai 500 mm ogni anno.

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