Incentivi fiscali per l’efficienza energetica (ecobonus 2018)

Di Valerio Guiggi
detrazioni fiscali efficienza energetica

Nell’ambito della Legge di Bilancio 2018, varata alla fine dello scorso anno e in vigore dal 1 Gennaio 2018, una delle più importanti novità che riguardano tutti coloro che vogliono ristrutturare la propria abitazione è la possibilità di usufruire dell’Ecobonus 2018, una cifra messa a disposizione dello stato che coprirà, parzialmente ma in grande percentuale, le spese affrontate per la ristrutturazione degli edifici, con l’obiettivo del miglioramento della classe energetica dell’edificio stesso.

Tra gli interventi per cui è possibile chiedere il bonus ci sono tutti quelli relativi al miglioramento dell’efficienza energetica: si va dalla sostituzione di finestre e infissi, pavimenti e tetto, all’installazione di caldaie a condensazione e pompe di calore; è compresa anche la copertura per i costi di installazione dei pannelli solari e anche quella per alcuni interventi relativi alla domotica.

L’Ecobonus 2018 è un’agevolazione rivolta sia alle case che ai condomini, intesi come spazi comuni degli stessi.

Quali sono gli interventi ammessi e quanto si può risparmiare?

Gli interventi ammessi alla detrazione fiscale per il miglioramento energetico sono diversi, e si dividono in base all’immobile (condominio, inteso come spazi comuni, oppure abitazione).

I bonus previsti nel 2018 sono ragruppabili nelle 5 categorie qui sotto

1. Miglioramento termico dell’edificio
E’ confermato il bonus per gli interventi volti al miglioramento termico dell’edificio inteso in generale come isolamento termico, ovvero coibentazioni, sostituzione dei pavimenti, sostituzione delle finestre e degli infissi (per un massimo di 100.000 euro, 60.000 se gli interventi sono eseguiti sul solo involucro dell’edificio e non all’interno); per gli infissi e per le schermatura il bonus scende però al 50%, rispetto al resto degli interventi per cui rimane il 65%.

2. Pannelli solari
Gli interventi di installazione dei pannelli solari per la produzione di acqua calda (per un massimo di 60.000 euro, essendo considerati interventi da eseguire sull’involucro dell’edificio); il bonus è del 65%.

3. Impianti di riscaldamento (o climatizzazione invernale)
La sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, siano essi a gas, come le caldaie a condensazione, o elettrici quindi le pompe di calore, ma anche per le pompe di calore geotermiche (per un massimo di 30.000 euro), con una detrazione del 65%; per l’installazione dei climatizzatori a pompa di calore vi invitiamo a leggere l’articolo dedicato per capire se la detrazione spetta o meno.

Per la sostituzione delle caldaie a condensazione, però, i bonus sono differenziati e il 65% lo abbiamo solo in caso di installazione di una caldaia a condensazione di classe A con installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, mentre se si installa la sola caldaia la detrazione scende al 50% e non è prevista se si sceglie una caldaia che non è a condensazione.

Gli interventi relativi alla domotica, ma solamente quelli che riguardano l’installazione di dispositivi che permettano il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento (lampadine, videocamere di sorveglianza e quant’altro non sono compresi, quindi; il massimo è 100.000 euro, perché sono compresi nel primo punto e si sommano agli interventi eseguiti sull’edificio). La detrazione è del 65%.

Per tutti questi interventi può essere restituito un massimo del 65%, perché la cifra cambia in base al tipo di intervento; in generale, spendendo 100.000 euro per un intervento di riqualificazione energetica verranno restituiti 65.000 euro, sempre per interventi relativi alla casa.

L’importo massimo che si può spendere per rientrare nel bonus è di 40.000 euro per il numero di unità immobiliari del condominio, e possono accedere al bonus anche gli istituti autonomi che gestiscono le case popolari, per i loro condomini. Il bonus per le ristrutturazioni dei condomini, a differenza di quello per la ristrutturazione delle case, è del 75%.

Ricordiamo che sono inoltre attivi i seguenti bonus ristrutturazione, che comunque non fanno parte dell’ecobonus:

  • Il bonus ristrutturazione per le case del 50%, vale sia per le abitazioni che per i condomini; è compresa anche la manutenzione ordinaria.
  • Per l’acquisto dei beni mobili e degli elettrodomestici (non solo relativi al miglioramento energetico) è prevista una detrazione del 50%, ma solamente se l’acquisto viene fatto in seguito ad una ristrutturazione dell’edificio.

Requisiti per i pannelli solari

Da notare che per accedere all’ecobonus per i pannelli solari sono necessari due requisiti relativi ai pannelli stessi, requisiti che dobbiamo assicurarci siano presenti prima dell’acquisto dell’impianto, pena l’esclusione dal bonus. Questi requisiti sono:

  • Un termine minimo di garanzia di minimo 5 anni per i pannelli e 2 anni per gli accessori, offerto dall’azienda che li installa;
  • La conformità alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976; queste devono essere certificate da un organismo riconosciuto Accredia (per l’Italia) o comunque da un paese UE oppure dalla Svizzera. Senza questa certificazione di qualità non si può accedere all’Ecobonus.

Come vengono restituiti i soldi spesi?

Posto che per accedere alla richiesta del bonus per prima cosa bisogna dimostrare che l’immobile esiste (iscrizione al catasto, ricevute di pagamento ICI/IMU degli anni precedenti) e che le prestazioni sono state effettuate con l’obiettivo di migliorare le prestazioni energetiche dell’immobile (se viene riparata una parete pericolante e nel frattempo vengono cambiati gli infissi, si può accedere al bonus solo per la spesa relativa agli infissi).

Fatto questo, dovremo munirci della dichiarazione del direttore dei lavori per dimostrare che questi sono stati effettuati e dovremo sottoporre l’immobile a una qualificazione energetica eseguito da un professionista abilitato; entro 90 giorni dal termine dei lavori per la riqualificazione bisognerà trasmettere all’Enea questi documenti, pena l’esclusione dal bonus.

In questo modo verranno stimate le detrazioni (che variano in base al tipo di lavoro effettuato) e queste verranno restituite tramite detrazioni sull’IRPEF e sull’IRES in 10 rate annuali nel corso dei 10 anni successivi ai lavori di riqualificazione (se abbiamo diritto a 50.000 euro di rimborso, verranno restituiti 5.000 euro all’anno per 10 anni).

Da notare che il massimo importo che può essere restituito varia in base all’IRPEF o all’IRES che dobbiamo pagare: infatti, per una spesa di 50.000 euro che avrebbe diritto alla restituzione di 32.500 euro in 10 anni, il rimborso annuale è di 3.250 euro. Se l’IRPEF della persona fisica che beneficia dell’importo è, per esempio, di 3.000 euro, i restanti 250 vengono persi, per quell’anno, e non vengono accreditati gli anni successivi. E’ importante fare attenzione a questo meccanismo perché se la cifra che ci viene restituita è molto superiore al nostro IRPEF/IRES non avremo indietro il 65% della spesa ma una cifra più bassa.

Ricordiamo infine che l’Ecobonus non è cumulabile con il bonus ristrutturazioni del 50%, attivo anch’esso nel 2018; nel caso in cui rientrassimo nelle richieste per entrambi, dovremo scegliere di quale dei due usufruire.

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