Internet of Things: le applicazioni per il risparmio energetico

Di Antonino Vento
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Uno degli acronimi che sentiamo più spesso in questi ultimi mesi è Internet of Things, abbreviato IoT e in italiano Internet delle Cose.

E’ un sistema che, nel suo complesso, serve a rendere più utili e migliori le funzioni degli oggetti che ci circondano: può aiutarci nel reperire informazioni, nelle comodità domestiche, nella sicurezza e, non ultimo, nel risparmio energetico.

Cos’è l’Internet of Things?

Internet of Things risparmio energetico
L’Internet delle Cose non è una tecnologia specifica, ma di un intero sistema: nato, come termine, nel 1999, è la possibilità di far connettere ad internet, quindi comunicare con altri dispositivi, oggetti che tradizionalmente non sono connessi. Dai termostati alle automobili, dagli impianti ai frigoriferi, dagli orologi agli interruttori, quando questi dispositivi diventano connessi ad internet si parla di Internet delle Cose.

I dispositivi IoT possono fare essenzialmente due cose: raccogliere informazioni ed effettuare azioni comunicando con altri dispositivi. Per cui una persona può sapere cose che altrimenti non potrebbe sapere, ma può anche richiedere un’azione, manuale o automatica, in remoto, cioè senza fisicamente essere presente dove si trova il dispositivo.

L’Internet delle Cose entra in stretta correlazione anche con la domotica, grazie ad una serie di dispositivi legati all’automazione in ambiente domestico.

Internet of Things e risparmio energetico

Come abbiamo visto prima, il risparmio energetico è una delle applicazioni più importanti che possiamo avere con l’Internet delle Cose, quando gli elettrodomestici sono connessi tra loro e con noi. Questo permette di aumentare l’efficienza energetica degli elettrodomestici e, di conseguenza, di tutto l’edificio: vediamo alcuni esempi di come l’IoT può aiutarci nella vita di tutti i giorni.

Caldaie Smart

alteas one net aristonMolte delle caldaie di nuova generazione sono caldaie IoT, ovvero la caldaia si può connettere alla Wi-Fi di casa.

In questo modo tramite un’app si può sapere quando è accesa o spenta, possiamo monitorare per quanto tempo è stata accesa, quanti sono stati i consumi, e poi possiamo impostare un orario di accensione e spegnimento direttamente dallo smartphone.

Non solo: esistono servizi che, oltre a comunicare con noi, comunicano anche con il produttore, che in caso di assistenza potrà immediatamente vedere l’errore o il problema della caldaia in tempo reale!

Climatizzatori smart

climatizzatore pompa di caloreIn modo molto simile alla caldaia, anche per i climatizzatori si può controllare l’accensione e lo spegnimento, impostare delle “regole” basate sul tempo o sulla presenza di persone in casa, e monitorare i consumi.

Se abbiamo più di un climatizzatore, tra l’altro, è possibile anche controllare le condizioni in diverse parti della casa.

Termostato Smart

Cronotermostato NestSolitamente il termostato smart è un modo economico per avere un sistema di risparmio energetico IoT a basso costo, senza sostituire la caldaia, né il condizionatore che già abbiamo.

Il termostato infatti controlla la caldaia o il climatizzatore, e se nei termostati tradizionali i comandi sono manuali o, al massimo, basati sul tempo, se il termostato è IoT possiamo:

  • Controllare caldaie e condizionatori in remoto;
  • Impostare l’accensione solo quando superata una certa temperatura ambientale;
  • Impostare l’accensione in base alla presenza in casa di persone;
  • Far imparare al termostato i nostri comportamenti (con la geolocalizzazione dello smartphone) così da personalizzare accensione e spegnimento;
  • Capire dove si può risparmiare sul controllo della temperatura.

Valvole termostatiche smart

valvole termostaticheSembra incredibile, ma anche le valvole dei termosifoni possono essere intelligenti.

In questo modo si può accendere o spegnere il singolo termosifone in remoto, controllare la sua temperatura, ma anche spegnere il termosifone se nella stanza fa troppo caldo, o se la finestra è aperta (lo rilevano in automatico) per evitare sprechi di energia.

Rispetto alla caldaia e al termostato, questo sistema permette di controllare la temperatura delle singole stanze, più che quella generale della casa.

Sistemi per il controllo delle tapparelle

Anche le tapparelle delle finestre si possono controllare in remoto, e non solo per apertura e chiusura, ma anche in base alla temperatura: in questo modo si può isolare termicamente la casa a orari precisi per migliorare l’efficienza energetica dell’edificio.

Impianti per il risparmio energetico smart

Questa è una cosa più complessa perché va fatta a livello di progettazione dell’impianto dell’edificio, per cui in fase di progettazione della casa.

Gli impianti possono essere anche smart, e controllare da un’unica postazione dispositivi diversi, compresi anche quello di illuminazione, i pannelli solari e gli accumulatori energetici.

Il linguaggio dell’IoT

Uno dei problemi più grandi dei sistemi IoT di oggi sono i protocolli di comunicazione.

Ogni dispositivo infatti ha il suo, e tra i più famosi ci sono HomeKit di Apple, Alexa di Amazon, IFTTT, e poi Nest (protocollo utilizzato dai dispositivi Nest per il risparmio energetico).

Il problema di avere tanti linguaggi rende impossibile per alcuni dispositivi comunicare tra loro, per cui ad esempio diventa difficile fare in modo che quando la temperatura si abbassa si accenda la caldaia e si chiudano le tapparelle, in contemporanea.

Questo non è un problema grave, perché qualsiasi linguaggio di comunicazione è compatibile con smartphone iOS e Android, per cui il telefono diventa uno “scettro” in grado di controllare tutti i dispositivi. Se gli oggetti, però, oltre che con noi comunicano anche tra loro con lo stesso protocollo i risultati sono sicuramente migliori, in generale.

Posso installare un impianto IoT da solo?

La risposta a questa domanda dipende da che tipo di impianto si vuole installare.

Se si tratta della sostituzione del termostato si, si può fare da soli perché basta installarlo seguendo le istruzioni e poi configurarlo, una cosa in generale semplice da fare. Più complesso può diventare il sistema di gestione delle tapparelle, che comunque si può riuscire ad installare.

Quando invece si tratta di una modifica più profonda dell’impianto si entra in un problema legale: per il D.M. 37/2008 bisogna rivolgersi necessariamente ad un installatore abilitato quando si tratta di sostituire una caldaia o mettere mano all’impianto elettrico. In questo caso si può fare da soli la configurazione dell’impianto IoT, ma per l’installazione (come accade per altri impianti) è necessario rivolgersi a dei professionisti.

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