Come scegliere le lampade a risparmio energetico fluorescenti compatte

Di Antonino Vento

Nel panorama della lampade a risparmio energetico, le fluorescenti compatte (FLC) sono tra le più utilizzate del momento e stanno sostituendo quelle a incandescenza, ormai messe al bando dalla comunità europea.
La loro storia risale all’inizio degli anni Settanta, durante la prima crisi energetica la Philips cominciò sia a miniaturizzare le lampadine sia a farle durare più a lungo, dandogli una luminosità intensa.

Solo agli inizi del 1980 fu portata sul mercato la prima lampada a risparmio energetico fluorescente compatta (SL). Questa incorporava lo starter e il reattore, che a quei tempi, era molto pesante. Nuovi esperimenti e nuovi studi hanno condotto alle lampade a risparmio energetico fluorescenti compatte (FLC) che conosciamo oggi.

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Il principio di funzionamento delle lampade fluorescenti compatte

Le lampade a risparmio energetico fluorescenti compatte con attacco a vite sono costituite da uno zoccolo (E14 o E27) contenente reattore, starter ed elettrodi; a questo zoccolo è attacato un bulbo di vetro, rivestito di materiale fluorescente, contenente un gas nobile ed una piccola quantità di vapori di mercurio.
Quando si accende l’interruttore, all’interno della lampada il flusso di elettroni, che arriva dall’elettrodo, si scontra con gli atomi di mercurio, che eccitati provocano una luce ultravioletta. Questa quando entra in contatto con il materiale fluorescente, posto sulla parete del bulbo, si trasforma in luce visibile.

Quali le forme in commercio delle lampade a risparmio energetico a neon?

Oggi in commercio si trovano svariati modelli per forma, potenza ed attacco, in modo da soddisfare le esigenze estetiche più disparate. La figura sottostante illustra una panoramica delle forme disponibili a catalogo dei principali produttori (Osram, Philips, Beghelli, ecc).

Come scegliere la tonalità della luce di questa famiglia di lampade a risparmio energetico?

Abbastanza articolata è la disponibilità di tonalità della luce emessa, infatti in commercio si trovano diversi modelli di lampade a risparmio energetico con luce compresa tra la tonalità molto calda e la molto fredda.

Come capire la tipologia di luce emessa guardando i dati della confezione?
La tonalità della luce emessa dalla lampada è legata alla “temperatura di colore” che viene espresso in gradi Kelvin (°K).

Sul mercato, troviamo lampade a risparmio energetico che offrono varie tonalità di luce “calda” (con sfumature che tendono al giallo), “neutra” e “fredda” (con sfumature che tendono all’azzurro).

Una temperatura del colore (tra i 2.000K ed i 3.000K) è associata ad una luce calda simile a quella emessa dalle tradizionali lampadine a incandescenza, una temperatura del colore sui 6000 K è associata ad una luce fredda tipica delle lampade a neon.

Per una stanza adibita al relax, dunque si sceglierà una luce “bianca calda” (intorno ai 2700 K), mentre per lavorare si opterà per una luce “bianca fredda” (più di 4000K).

Durata, risparmio energetico e costi delle lampade FLC

La durata delle fluorescenti compatte a risparmio energetico è fortemente legata al numero di cicli di accensione/spegnimento della stessa, quindi il loro utilizzo ottimale è in quelle applicazioni con tempi di accensione lunghi.

La vita media di questa tipologia di lampade a risparmio energetico varia tra le 5.000 e le 10.000 ore (la durata dipende dalla tecnologia usata dal produttore ed è sempre riferita al funzionamento con ciclo di funzionamento di 8h), qui di gran lunga superiore di quella delle vecchie lampade ad incandescenza.

Il consumo energetico, a partità di flusso luminoso emesso, delle lampade fluorescenti compatte è di circa il 75-80% in meno rispetto alle lampadine a incandescenza; mentre i costi possono essere fino a 5 volte maggiori di quest’ultime (tutto dipende dalla marca del produttore e dalla forma della lampada scelta).

La tabella sottostante riporta un confronto tra lampade a risparmio energetico FLC e lampada ad incandescenza, a parità di illuminamento emesso.

Fluorescente compatta Lampada incandescenza
Modello Potenza Costo Modello Potenza Costo
20 W
15 W
11 W
da 2 a 8 € 100 W
75 W
60 W
da 0,9 a 1,5 €
11 W
7 W
5 W
da 4 a 10 € 60 W
40 W
25 W
da 1 a 2 €

La classe energetica delle lampade a risparmio energetico FLC

Nella prima parte della confezione è riportata la classe energetica della lampada, questa etichettatura (a colori o in bianco e nero) riporta le classi di efficienza energetica (associate alle lettere dell’alfabeto che vanno dalla A alla G). Una lampadina contrassegnata dalla lettera A sarà una lampadina caratterizzata da consumi piuttosto bassi. Generalmente le lampade fluorescenti vengono considerate di classe A o B.

Smaltimento delle fluorescenti compatte

Una lampada FLC, una volta esaurita, non può essere gettata nei normali rifiuti urbani in quanto rifiuto speciali RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche); quindi deve essere consegnata agli appositi centri raccolta presenti nel proprio comune di residenza, o ai rivenditori qualora se ne acquisti una in sostituzione (ritiro uno contro uno).

Probabili effetti delle fluorescenti compatte sull’uomo

Alcuni scienziati ritengono che le fluorescenti compatte possano disturbare persone con problemi di fotosensibilità, cioè coloro che soffrono di autismo, epilessia, lupus, forme di dermatite o eczema, emicrania, forse dipende dalla luce tremolante.

Quali le prospettive per il futuro per questo tipo di lampade a risparmio energetico?

Il futuro di queste lampadine a risparmio energetico, però, potrebbe non essere così roseo, in quanto dovranno fare i conti con la tecnologia LED, oggi ancora troppo cara, ma molto più efficiente è realizzata con materiali eco-sostenibili.

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