Lavaggio dell’impianto di riscaldamento: obblighi, pro e contro

Di Antonino Vento
lavaggio tubazioni impianto riscaldamento

Una delle operazioni che vengono proposte sempre più spesso da coloro che si occupano della caldaia è il lavaggio dell’impianto di riscaldamento. Si tratta di un intervento utile che fa parte della manutenzione dell’intero impianto, e diventa tanto più utile quanto più l’impianto è vecchio; in alcuni casi, poi, è un’operazione resa obbligatoria per legge, quindi è necessario farla.

In questo articolo cercheremo di capire se il lavaggio dell’impianto di riscaldamento è una cosa effettivamente utile, quali sono i vantaggi, gli svantaggi e quando conviene farlo.

Lavaggio impianto di riscaldamento: cos’è

impianto di riscaldamento a termosifoni
L’acqua che abbiamo nell’impianto di riscaldamento, ovvero che va dalla caldaia ai termosifoni, nella maggior parte delle situazioni non viene mai cambiata, ma è un circolo continuo e chiuso in cui la stessa acqua, vecchia di anni (20, 30 anni) passa dalla caldaia ai termosifoni di casa e viceversa, senza mai interrompere questo ciclo.

Naturalmente, questo è un problema a lungo andare; nonostante l’impianto sia ermetico, alla lunga i componenti dell’acqua hanno un’azione sull’impianto stesso, sulle tubature, sui termosifoni e sulla caldaia. Il cloro contenuto nell’acqua, ma anche i metalli, fanno azione di corrosione che porta a piccole perdite specialmente nei punti di aggancio di due componenti separati. L’ossidazione dei componenti fa sì che possano entrare altri piccoli componenti (come delle alghe, che si moltiplicano in acqua) che a un certo punto faranno ostruzione e andranno ad intaccare l’efficienza dell’impianto di riscaldamento.

Questo meccanismo va avanti spesso per anni ed anni, e ovviamente alla lunga ci possono essere dei problemi, che di solito portano a dover smontare la caldaia o il termosifone: il lavaggio dell’impianto evita che questo possa succedere, ripristinando la funzionalità iniziale.

Viene eseguito sfruttando la pompa della caldaia stessa o (meglio) una pompa a parte, e va ad inserire un prodotto aggressivo (acido) che viene sciolto in acqua e lasciato agire per poco tempo, per rimuovere le incrostazioni senza danneggiare l’impianto. A questo punto viene rimossa tutta l’acqua presente e viene sostituita con nuova acqua, così da ripristinare la condizione iniziale del nostro impianto.

Lavaggio impianto di riscaldamento: è obbligatorio?

Il lavaggio dell’impianto di riscaldamento è obbligatorio solamente in certe situazioni.

Il Decreto del Presidente della Repubblica 59/2009 ci dice, all’Articolo 4, punto 14, lettera A, che in alcuni casi è necessario “un trattamento chimico di condizionamento” dell’impianto, un altro modo per parlare del lavaggio dell’impianto (che infatti viene trattato chimicamente con i prodotti che abbiamo menzionato prima).

Il lavaggio è obbligatorio solamente quando si effettua un intervento sull’impianto, ovvero nello specifico (Art. 14):

  • Nel caso della realizzazione di un nuovo impianto, non esistente precedentemente;
  • Nel caso di ristrutturazione di un edificio, quando la ristrutturazione va ad interessare anche l’impianto stesso;
  • Nel caso in cui vengano sostituiti i generatori di calore, ovvero le caldaie. Va fatto qualunque sia il motivo della sostituzione, e per motivi tecnici è importantissimo quando si sostituisce la caldaia tradizionale con la caldaia a condensazione.

In questi casi non si può evitare il lavaggio, mentre negli altri casi può essere comunque effettuato, ma è facoltativo. E’ consigliato, perché ci sono problemi da ostruzione, nei seguenti casi:

  • Alcune stanze sono più fredde rispetto ad altre;
  • L’impianto impiega molto tempo per riscaldarsi;
  • Alcuni radiatori sono freddi anche se aperti, in particolare nella parte inferiore;
  • La caldaia è più rumorosa del normale.

Pro e contro del lavaggio dell’impianto

I vantaggi del lavaggio dell’impianto di riscaldamento sono quelli che abbiamo appena visto: in linea di massima, infatti, il lavaggio è sempre un vantaggio, a meno che l’impianto sia nuovo (andrebbe fatto una volta ogni 10 anni, considerando la velocità di insorgenza di corruzione o ostruzioni dell’impianto). Tra i problemi che vengono risolti, infatti, ci sono:

  • La corrosione dovuta alle sostanze che stagnano in acqua;
  • L’eliminazione delle alghe che si possono essere formate nell’impianto;
  • La rimozione degli eventuali depositi di calcare.

Tutto questo, se è passato molto tempo dall’ultimo lavaggio o se per 30 anni non è stato mai eseguito, porta ad un risparmio energetico sul consumo di gas metano che arriva fino a 150 euro all’anno, per una famiglia media.

Tra i contro di questa procedura c’è chiaramente il costo, che comprende l’intervento e la manodopera.

Il lavaggio va fatto chiaramente quando l’impianto deve rimanere spento (di solito in autunno, in vista dell’utilizzo dell’impianto di climatizzazione invernale nei periodi freddi dell’anno), ma è un intervento costoso: i prezzi vanno da 200 a 400 euro, in modo molto indicativo, che comprendono la chiamata, il tempo necessario per il lavoro e soprattutto il prodotto utilizzato per la pulizia: il costo si ammortizza se al contempo viene anche installata la nuova caldaia, mentre è più alto qualora lo effettuiamo senza altri interventi, anche solo per una questione di costi della manodopera.

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2 commenti su “Lavaggio dell’impianto di riscaldamento: obblighi, pro e contro”

  1. Buongiorno,
    richiedo cortesemente vs. consulenza in merito ad una prestazione di
    lavaggio al mio impianto di riscaldamento recentemente effettuato:
    Durante un intervento di normale controllo periodico della mia Caldaia
    (Sime Format 25 di 15anni di età ma perfettamente funzionante), mi fu
    proposto dal caldaista di effettuare il lavaggio dell’impianto per
    aumentare il redimento ed evitare inconvenienti dovuti ad I depositi di 15
    di utilizzo dello stesso.Io ovviamente accettai ed il giorno successive si
    presentò e cominciò immettendo nell’impianto del liquido apposito e
    mi chiese di accendere al minimo il riscaldamento fino alla mattina
    successiva per poi effettuare la pulizia effettiva con una pompa esterna.
    Risultato–>La mattina successiva mi sono ritrovato la caldaia rotta
    (Scambiatore rotto e pompa bruciata poichè la perdita dell’acqua
    sporca dell’impianto colava sulla stessa.
    Domanda:
    Posso avvalermi per una richiesta danni?
    E’ un metodo abituale effettuare il lavaggio dell’impianto
    utilizzando la caldaia?
    Attendo con premura una vs. consulenza.
    GRAZIE 1000

    1. Salve, se ritiene che il danno possa essere derivato dall’intervento del tecnico si. Per poter fare una vera consulenza bisognerebbe recarsi sul posto e valutare l’operato, ma purtroppo ciò non mi è possibile. Saluti.

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