Luce e gas: quando è dovuto il deposito cauzionale?

Di Valerio Guiggi
Bolletta luce e gas

Quando sottoscriviamo un nuovo contratto con un operatore di luce o gas, sia esso del mercato libero oppure del servizio Maggior Tutela (che, ricordiamo, tutela contro le variazioni di prezzo, non contro le morosità!), abbiamo la possibilità di pagare in due modi: con le bollette, quelle cartacee proprio come avviene da tanti anni, o con la domiciliazione, ovvero l’addebito su conto corrente bancario o postale del totale da pagare.

Nel caso in cui non vogliamo, per motivi vari, addebitare sul conto corrente e scegliessimo quindi la bolletta, troveremo una cifra superiore da pagare sulla prima bolletta che ci arriverà: è il deposito cauzionale, che maggiora la prima bolletta.

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Ma questo deposito a che cosa serve? Quando verrà restituito? E può variare tra i singoli operatori?

Il deposito cauzionale

Innanzi tutto, il deposito cauzionale serve a mettere il fornitore del servizio di luce o gas al riparo da eventuali inadempimenti (di solito bollette non pagate in tempo) che si possono trovare nel corso della fornitura. Questo deposito, come quello degli alberghi, non verrà restituito se non rispetteremo gli accordi, mentre ci sarà dato indietro se li avremo rispettati.

Ma quando? I casi sono due: il primo, quando interrompiamo il contratto, perché disattiviamo la linea elettrica o del gas (se andiamo via dall’immobile) o se, più comunemente, cambiamo operatore. Il secondo, se ad un certo punto cambiamo idea e optiamo per la domiciliazione delle bollette: il deposito ci verrà scalato dal primo addebito sul conto corrente.

Nel caso di interruzione del contratto, considerando che comunque dopo la disattivazione arriva una bolletta (quella con cui paghiamo l’ultima parte della fornitura), il deposito cauzionale verrà scalato da quella bolletta.

C’è una quota fissa da pagare?

La quota relativa al deposito cauzionale non è fissa, ma l’Autorità Garante ha stabilito dei tetti massimi che gli operatori non possono superare nell’importo del deposito cauzionale. In altre parole, un operatore li può anche togliere, in teoria, o abbassarli, per la bolletta, ma mai alzarli sopra al tetto stabilito. Nella domiciliazione invece non ci possono essere.


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Per la luce, il deposito cauzionale è di 11,50 € per ogni Kw di potenza del contatore (nelle case di solito è 3 Kw, quindi 34,50 € massimo).

Per il gas, si parte da una somma di 30 euro per un consumo annuo fino a 500 SMC, valore ricavato dalle vecchie bollette. Altrimenti il valore del deposito sarà di:

  • 90 € per consumi da 500 a 1.500 SMC/anno;
  • 150 € per consumi da 1.500 fino a 2.500 SMC/anno;
  • 300 € per consumi da 2.500 fino a 5.000 SMC/anno
  • Una mensilità di consumo medio annuo per i consumi di oltre 5.000 SMC/anno.

Da notare che per i clienti che usufruiscono del bonus sociale i depositi si abbassano di circa il 18%.

E gli interessi?

Per quanto riguarda gli interessi, la questione è dibattuta e, nonostante sia regolamentata (dir. AAEGSI nr.229 del 2001) gli operatori difficilmente la rispettano. Nonostante sia chiaro che, anche se pochi, quei soldi nel corso degli anni di fornitura possono aver maturato degli interessi.

Di per sé la cifra non sarà altissima, e di normale gli interessi non vengono restituiti, ma bisogna dire che qualcuno ha provato ad andare per vie legali e il 18 settembre 2008 il Giudice di Pace di Velletri ha condannato una società erogatrice di gas alla restituzione degli interessi maturati su € 34,40, ossia € 33,90.

Una cifra bassa, ma comunque significativa, per cui però il cliente si è dovuto rivolgere ad un’associazione di consumatori, o comunque avrebbe dovuto rivolgersi ad un avvocato; considerando il tempo che si perde con il contenzioso, in pochi intraprendono questa strada, ma la sentenza del Giudice di Pace crea un precedente che ci fa capire come la restituzione degli interessi è cosa lecita, anche se tutt’altro che automatica.



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