Quanto costa fare un contratto o un allaccio del gas metano?

Di Antonino Vento
offerte e prezzo gas metano

In questo articolo ci occupiamo dei costi da sostenere per attivare una fornitura di gas metano per uso domestico, indipendentemente che l’immobile sia stato allacciato o meno precedentemente alla rete pubblica di distribuzione del gas metano.

I tre casi sono la voltura, il subentro e l’allacciamento, ed hanno costi diversi tra loro che variano da zona a zona e in base al distributore: vediamo quanto costa fare le tre operazioni e i documenti necessari per portarle a termine.

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Indice

L’allacciamento alla rete del gas metano

Nel caso in cui manchi il contatore, che deve essere installato, o addirittura quando manca la conduttura che porta il gas dalla rete nella nostra casa, si parla di allacciamento del gas, che ha costi e procedure diverse dalla voltura e dal subentro.

L’installazione del contatore del gas ha un costo di 40 euro che vengono addebitati al cliente nel momento in cui viene effettuato l’accertamento che l’allaccio alla rete del gas sia avvenuto correttamente: questo passaggio, preceduto dall’invio di una serie di documenti, è necessario per poter attivare una nuova fornitura.

Se l’accertamento non può essere effettuato (per esempio perché il cliente manca all’appuntamento) c’è un onere da pagare di 15 euro. La fornitura può essere comunque attivata, ma l’accertamento verrà fatto dal comune successivamente, e avrà un costo di 60 euro che troveremo nella prima bolletta che ci arriverà, emessa dal distributore della nostra zona.

Nel caso in cui, invece, oltre al contatore non ci fosse nemmeno la conduttura, oltre ai costi che abbiamo visto sopra c’è da pagare un onere per l’allacciamento, che però varia da comune a comune, quindi è necessario informarsi personalmente per capire a quanto ammonti. Il minimo stabilito dall’Autorità, comunque, è 47 euro per gli impianti domestici.

Quanto costa una voltura o un subentro per il gas?

Nel paragrafo precedente abbiamo valutato la fattispecie in cui nella casa in cui siamo non ci sia mai stata una fornitura di gas attiva.

Se invece nella casa in cui siamo c’era una fornitura di gas, a seconda dello stato della fornitura possiamo effettuare una voltura o un subentro.

Si parla di voltura quando l’utenza gas è già attiva, quindi dobbiamo solamente cambiare intestatario; si parla invece di subentro quando l’intestatario precedente ha interrotto la fornitura, quindi dobbiamo riattivarla.

La voltura

I costi per la voltura comprendono :

  • Un costo fisso di 23 euro, qualunque operatore scegliamo;
  • Un contributo fisso (che di solito ammonta a 27,03 euro) che tuttavia può essere tolto dall’operatore che abbiamo.
  • A questi costi potrebbero aggiungersi anche altri oneri, e un deposito cauzionale, il cui importo varia in base all’operatore.

Il fatto è, comunque, che per fare la voltura non c’è scelta: bisogna necessariamente farla con l’operatore che aveva l’intestatario precedente, e se poi vogliamo cambiare possiamo farlo quando la procedura di voltura sarà completata.

Per conoscere il costo preciso bisogna chiedere quindi al vecchio operatore, considerando che il costo minimo è 23 euro, mentre il costo massimo è intorno alle 80-90 euro.

Il subentro

Il costo per il subentro è diviso in due parti:

  • Gli oneri amministrativi, che ammontano a 30 euro se il contatore è di classe G6 o inferiore, a 45 euro se ha una potenza superiore;
  • Un costo per la gestione della pratica, che varia in base al distributore locale e che di solito ha un costo di 20/30 euro.
  • Può essere richiesto un eventuale deposito cauzionale dal distributore locale.

Il subentro quindi, considerando le differenze degli operatori, ha un costo che va dal minimo di 50 euro ad un massimo di 100-120 euro, considerando anche il deposito cauzionale.

Come per la voltura, anche per fare il subentro non c’è scelta: deve essere fatto necessariamente con il distributore locale, per cui la quota da pagare è fissa e non c’è possibilità di variazione. Da notare che, a differenza del subentro per la luce, per il gas deve venire un tecnico a casa che tolga il sigillo al contatore, prima di poter usare nuovamente il gas: per farlo può impiegare fino a 12 giorni lavorativi.

Voltura e subentro verso una persona defunta

Nel caso in cui dobbiamo subentrare o volturare a causa del decesso del precedente intestatario della fornitura, vengono tolti gli oneri amministrativi (23 euro per la voltura, 30/45 euro per il subentro), mentre rimangono tutti gli altri costi.

Questo significa che la procedura ha un costo più basso, ma non che è completamente gratuita: i costi addebitati dal fornitore, così come il deposito cauzionale, infatti rimangono e devono essere pagati comunque. Se il precedente intestatario era moroso, poi, bisogna anche pagare il suo debito (in caso di voltura).

Che documenti servono per la voltura della luce e del gas?

Per effettuare la voltura e il subentro del gas sono necessari i seguenti documenti e dati, che verranno scritti su un modulo che il distributore/fornitore ci invierà al momento della richiesta di voltura o di subentro:

  • I dati anagrafici di chi effettua la voltura o il subentro, che sarà poi il nuovo intestatario della bolletta;
  • Il codice PDR, che si trova sulle vecchie bollette (ecco come trovarlo), che identifica il nostro contatore; in caso di allaccio non serve, perché ancora non esiste il nostro codice PDR;
  • Le autoletture del contatore, per sapere il momento in cui noi iniziamo a pagare il gas; si trova sul contatore ed è importante non sbagliare per non avere una lettura stimata (e quindi pagare di più nella prima bolletta!);
  • L’autodichiarazione della residenza, se presente; consideriamo però che per il gas non c’è differenza di costo tra residenti e non residenti;
  • L’indirizzo a cui spedire le bollette e l’indirizzo del vecchio intestatario, per spedire a lui le bollette di chiusura;
  • I dati catastali dell’immobile, che si trovano sul contratto di affitto/acquisto dell’immobile stesso;
  • Il tipo di utilizzo della fornitura, che può essere: riscaldamento, riscaldamento+cottura, riscaldamento+acqua calda, cottura+acqua calda+riscaldamento;
  • L’IBAN bancario, se ci interessa la domiciliazione delle bollette;
  • Una fotocopia di un documento d’identità dell’intestatario della fornitura.

Solo nel caso di allacciamento, poi, il distributore locale al quale si fa richiesta ci invierà dei moduli da compilare, che devono essere restituiti per poter avviare la pratica. La restituzione deve avvenire entro 90 giorni da quando li abbiamo chiesti, altrimenti la pratica viene annullata.

  • Allegato G: Non va compilato ma solo firmato, e contiene le istruzioni per l’attivazione della nuova fornitura;
  • Allegato H: Da compilare, contiene l’indirizzo per il quale abbiamo richiesto l’allacciamento;
  • Allegato I: E’ l’attestazione di conformità, e la compila il tecnico che si occupa dell’allacciamento, anche se noi dobbiamo comunque firmarla.

Inoltre, il tecnico deve compilare anche l’attestazione della tenuta dell’impianto del gas, che dovrà essere anch’essa firmata anche da noi.

E’ possibile cambiare operatore nella voltura o nel subentro?

Per il gas no, non è possibile cambiare operatore né nella voltura, né nel subentro, e dobbiamo necessariamente rimanere con l’operatore che già aveva il vecchio inquilino.

Questo, però, non significa che non possiamo risparmiare comunque: è vero, i costi della pratica li ha “scelti” per noi il vecchio inquilino, ma dal momento dell’attivazione della fornitura possiamo cambiare immediatamente operatore per risparmiare.

Il vecchio operatore, infatti, ci inserirà in automatico in una delle offerte per la voltura o per il subentro, che sono le più costose: ecco perché è importante cambiare subito operatore, per risparmiare!

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