Quanto spendo tenendo accesa una caldaia a gas metano per un’ora?

Di Valerio Guiggi
caldaia a condensazione

Con l’avvicinarsi della stagione invernale e quindi del freddo, torna la necessità di accendere la caldaia per riscaldare la casa. Il riscaldamento, però, lo sappiamo tutti, ha un costo che non è proprio bassissimo; è per questo motivo che, quando pianifichiamo l’accensione della caldaia, può essere utile capire a quanto corrisponde il consumo quando è accesa.

In altre parole, in questo articolo cercheremo di rispondere alla domanda più importante, cercando di stabilire qual è la spesa, almeno indicativa, del tenere la caldaia accesa per un’ora, da moltiplicare poi per il numero di ore in cui rimane accesa.

Da cosa dipende il consumo della caldaia?

Il consumo della caldaia dipende essenzialmente dalla potenza della caldaia. Più potenza (kW) ha una caldaia, più metri cubi di gas consumerà per tenere accesa la fiamma che scalda l’acqua (sia dei termosifoni che dei rubinetti, anche se a noi interessano i termosifoni).

Se la caldaia ha una capacità di 24 kW termici, che è la potenza media, significa che in un’ora consuma, appunto, 24 kW termici (un po’ come un’aspirapolvere da 2 kW consuma, in un’ora, 2 kWh di luce).

Il metano, il gas più diffuso per il riscaldamento, ha una potenza di riscaldamento di circa 10 kW per metro cubo (9,6, per la precisione): questo significa che se teniamo la caldaia accesa per un’ora, per fare 24 kW avremo bisogno di circa 2,5 Metri Cubi di Metano. Il costo al metro cubo si può vedere in bolletta (costo per SMC, Metro Cubo Standard), e in questo modo possiamo sapere quanto ci costa tenere accesa la caldaia.

Se, per esempio, paghiamo 25 centesimi al metro cubo, moltiplicati per 2,5 SMC consumati avremo un costo di 62 centesimi all’ora di componente materia prima; considerando, poi, che la materia prima conta, in bolletta, circa la metà del costo totale, la bolletta avrà un valore di 1,20 euro per ogni ora che la caldaia rimane accesa.

Questo conto è corretto? No.

Le variabili nel calcolo del costo della caldaia

Il conto che abbiamo fatto è corretto dal punto di vista matematico, ma non da quello pratico, come possiamo scoprire dai dati AEEGSI pubblicati nel 2016: il costo medio in Italia per il gas è stato di 1.222 euro a famiglia, per 971 euro di spesa totale per la bolletta del gas.

Fermo restando che questo valore tiene conto anche del gas consumato per la cucina e per quello dell’acqua calda (mentre qui parliamo solo di caldaia) bisogna fare una serie di considerazioni che modificano il costo per un’ora di funzionamento della caldaia.

  • Il potere riscaldante del metano. Il 9,6 kW è un valore teorico, che non si raggiunge mai, mentre all’incirca il potere riscaldante va nell’ordine degli 8,3 kW. Questo significa che il costo reale aumenta, perché in un’ora non consumiamo in realtà 2,5 SMC, ma di più (avendo il metano un potere riscaldante effettivo minore.
  • La capacità della caldaia: banalmente, non tutti hanno caldaie da 24 kW, ma ci sono anche più (e meno) potenti. Per chi ha una caldaia da 35 kW per una casa grande, il costo aumenta molto, e questo può giustificare la media dell’Autorità;
  • L’intermittenza della caldaia. Non sempre una caldaia lavora per un’ora ininterrottamente, ma se il termostato raggiunge una certa temperatura si spegne, per poi riaccendersi quando abbassa di nuovo. Per cui magari in un’ora è rimasta accesa 40 minuti, e questo fa abbassare il numero di SMC consumati.
  • La tecnologia a condensazione: le caldaie a condensazione recuperano parte del calore emesso, e consumano circa il 17% in meno rispetto a quelle tradizionali. Per cui nell’esempio precedente non si consumeranno 2,5 SMC, ma 2,1 (all’incirca), con un po’ di risparmio.
  • Il costo per SMC: è la componente che paghiamo in bolletta a determinare il costo finale di tenere accesa la caldaia per molto tempo. Se paghiamo 20, 25 o 30 centesimi per SMC, la differenza sulla bolletta si sente eccome. AEEGSI calcola come risparmio medio stimato con il mercato libero del gas ben 133 euro all’anno.

Precisamente, quindi, è molto difficile stabilire quale sia il consumo effettivo nel tenere un’ora di fila accesa una caldaia, anche se il conto che abbiamo fatto all’inizio può dare un’idea, così come un’idea importante può darcela la media AEEGSI: dividendo gli SMC medi consumati per la spesa media abbiamo un costo medio per SMC di 80 centesimi, nella media nazionale. A questo punto basta moltiplicare il numero di SMC che consuma all’ora la nostra caldaia (2, 3, 4 per avere il costo orario medio) del tenere accesa la caldaia nella nostra abitazione.

PS: Purtroppo il gas è caro.

Il “conto della serva”

Possiamo però provare a fare anche un altro conteggio per avere un’idea della nostra situazione specifica riguardo alla spesa per il riscaldamento. Anche questo è un conto generico, ma ci permette di avere almeno delle basi.

  • Prendi le bollette dello scorso anno del gas di Ottobre, Novembre, Dicembre, Gennaio, Febbraio, Marzo e sommale (es. 700 euro).
  • Adesso prendi le bollette di Aprile, Maggio, Giugno, Luglio, Agosto e Settembre e somma anche queste (es. 200 euro).
  • Sottrai il costo delle bollette estive, quelle in cui non hai acceso la caldaia, dal costo delle invernali, in cui invece l’hai accesa: otterrai una differenza (es. 500 euro) che (assumendo un consumo costante di fornelli e acqua calda tutto l’anno) rappresenta la spesa per il gas totale, annuale, per la caldaia, perché hai tolto quella relativa ai fornelli e all’acqua calda.

Adesso devi dividere quella somma (es. 500 euro) al numero di ore in cui la caldaia è stata accesa.

E il problema è… quante ore?

Questo devi calcolarlo manualmente, a meno che tu abbia un termostato smart che lo calcola per te.

Se non lo hai, puoi fare un conteggio empirico: se hai tenuto accesa la caldaia per tre ore la sera e due il giorno (che considera anche l’accensione intermittente, però) sono cinque ore al giorno, mettiamo caso che lo hai fatto per 6 mesi.

180 giorni per 5 ore sono 900 ore, che per un costo che, abbiamo detto nell’esempio, sono 500 euro, sono 55 centesimi all’ora di accensione.

Questo conto è molto più personale del precedente, e anche se è solo indicativo ti permette di capire la tua spesa specifica per il gas, e ti può aiutare anche a capire dove è possibile risparmiare sul costo del riscaldamento.

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