Come scegliere la lavasciuga giusta?

Di Valerio Guiggi
lavasciuga candy bianca

In questo articolo parliamo di un particolare elettrodomestico, che è la lavasciuga. Si tratta di un prodotto che ha sia le funzioni della lavatrice che quelle dell’asciugatrice, particolarmente consigliato a chi non ha spazio per tenere entrambi gli elettrodomestici.

Ma come si comporta la lavasciuga rispetto ai due elettrodomestici separati? Fa risparmiare oppure il risparmio è solamente iniziale, al momento dell’acquisto?

Come cambiare tariffa luce e gas senza brutte sorprese?

In questo articolo scopriremo quanto consuma una lavasciuga e daremo tutte le informazioni per una scelta il più possibile consapevole.

Quanto consuma una lavasciuga?

Il consumo della lavasciuga è nettamente superiore rispetto a quello della lavatrice, perché la maggior quantità di energia elettrica è impiegata nel processo di asciugatura, rispetto a quello di lavaggio. L’energia consumata dalla lavasciuga per il lavaggio non è molto diversa da quella consumata da una lavatrice, per cui se si vuol risparmiare energia è opportuno utilizzare l’asciugatrice solo quando non c’è possibilità di appendere gli indumenti allo stenditoio, limitando l’utilizzo di questa funzione.

  • Il consumo energetico di un ciclo di lavaggio, secondo lo studio di un’associazione di consumatori, è di 1,5 kWh per ogni ciclo di lavaggio, all’incirca (considerando un costo totale, comprensivo delle quote fisse per l’energia elettrica di 20 centesimi a kWh) 30 centesimi di euro.
  • Il consumo energetico di un ciclo di asciugatura si assesta invece intorno ai 4,5 kWh, per un totale in euro di circa 90 centesimi: una bella differenza, dovuta al fatto che in asciugatura la resistenza elettrica deve necessariamente funzionare per più tempo rispetto al ciclo di lavaggio.

Questa è un’indicazione di massima relativa a un costo medio, che può variare in base ai singoli elettrodomestici che, però, sono difficili da confrontare tra loro: infatti, la legge che nel 2012 ha cambiato la maggior parte delle etichette energetiche non ha interessato le lavasciuga, che adesso invece di essere normata dal D.lgs. 104/2012 è ancora normata dal Dm 7/10/1998, una legge vecchia di quasi 20 anni.

Questo porta al fatto che per la lavasciuga non esistono (a differenza degli altri elettrodomestici) le classi A+, A++, A+++, ma la classe energetica più alta rimane ancora la A, e visto che gli standard sono andati avanti nel corso degli anni praticamente tutte le lavasciuga in commercio attualmente sono in classe energetica A (ce n’è anche qualcuna in classe B, ma sono pochissime).

L’etichetta energetica stessa ha inoltre il vecchio formato, non quello che troviamo negli altri elettrodomestici. Si compone di:

  • Nome e marchio del fornitore e modello della lavasciuga;
  • La classica “scala” con le classi energetiche, con indicata sulla destra la classe energetica a cui appartiene quel modello;
  • Il consumo di energia in kWh per ciclo completo di operazione, che comprende lavaggio, centrifuga e asciugatura; è il parametro da considerare per confrontare tra loro lavasciuga differenti;
  • Il consumo di energia per il solo lavaggio, più utile per confrontarla con le lavatrici;
  • La capacità dell’apparecchio in kg di indumenti (asciutti);
  • L’indicazione della rumorosità della lavasciuga per i cicli di lavaggio, asciugatura e centrifugazione.

L’aspetto positivo è che l’indicazione del consumo in kWh per ciclo, anziché per anno come accade con le nuove etichette, consente di capire indicativamente quanto andremo a spendere con ogni utilizzo, con un conto simile a quello che abbiamo fatto sopra (costo dell’energia elettrica x consumo in kWh per ciclo completo). Questo consente anche di capire quanto si può risparmiare con un modello piuttosto che con un altro.

Esempio: il consumo per ciclo di lavaggio di due lavasciuga è di 1,2 kWh. Il consumo in asciugatura è di 5 kWh per la prima, 4 kWh per la seconda. Entrambe sono in classe A. Quanto posso risparmiare con la seconda?

Considerando anche in questo caso un prezzo di 20 centesimi per kWh, ogni ciclo impiegherà (1,2×20)+(5×20)=124 centesimi per la prima, (1,2×20+4×20)=104 centesimi per la seconda. La differenza è di 20 centesimi a ciclo, e considerando 2 cicli a settimana (circa 100 cicli all’anno) il risparmio finale con la seconda lavasciuga sarà di circa 20 euro.

Bisogna naturalmente considerare il numero di cicli e anche l’orario a cui si utilizza la lavasciuga: con una tariffa bioraria, utilizzarla nelle ore notturne è nettamente più conveniente e garantisce un risparmio maggiore.

Meglio lavatrice+asciugatrice o lavasciuga?

Entrambe le soluzioni, come si può immaginare, hanno degli aspetti positivi e degli aspetti negativi, per cui la scelta tra le due soluzioni dipende molto dalle necessità personali.

In generale, il vantaggio della lavasciuga è lo spazio: nello spazio di un solo elettrodomestico ne abbiamo due, e questo garantisce un risparmio da questo punto di vista. Dal punto di vista dei consumi, invece, non ci sono particolari vantaggi come abbiamo visto nella sezione precedente. La questione pratica, invece, è di poco superiore alla soluzione di separazione perché la lavasciuga evita di spostare i vestiti lavati in un altro elettrodomestico, operazione comunque molto veloce che difficilmente influisce sulla scelta tra le due soluzioni.

Le motivazioni che possono far propendere per tenere i due elettrodomestici separati sono innanzitutto le prestazioni, che migliorano sia per la lavatrice che per l’asciugatrice, non essendo costrette a “condividere” il poco spazio a disposizione per i componenti elettrici. Di solito i due elettrodomestici singoli hanno anche più programmi a disposizione e sono più personalizzabili (specie in base ai tipi di tessuto), per cui si ha anche un vantaggio pratico. Inoltre, l’eventuale rottura o malfunzionamento di uno dei due elettrodomestici non pregiudica l’utilizzo dell’altro, quindi si rimane comunque con uno dei due funzionanti, cosa che invece non succede quando abbiamo la lavasciuga.

Dal confronto si può capire che, “pesando” le due motivazioni, la scelta dovrebbe propendere più sul tenere gli elettrodomestici separati che sull’acquisto della lavasciuga, fermo restando però che il requisito di spazio è indispensabile per poter optare per questa soluzione.

Quale dimensione della lavasciuga scegliere?

I criteri per scegliere le dimensioni, e soprattutto le capacità, della lavasciuga, sono esattamente gli stessi che si utilizzano per la lavatrice o per l’asciugatrice singola.

La capacità si calcola in chili, ma dipende molto da quanti cicli di lavaggio/asciugatura facciamo.

La capacità media valida per una famiglia di 4/5 persone è comunque di 7/8 chili come capacità di carico; diminuendo le persone diminuiscono anche la necessità, ma bisogna considerare che le lavasciuga hanno una capacità di carico minima di 3,5 Kg (adatta ad una o due persone) e massima di 15 Kg (adatte a molte persone e molti vestiti da lavare).

Quanto costa una lavasciuga?

La lavasciuga ha un costo generalmente superiore a quello di una lavatrice, mentre di solito è inferiore a quello della sola asciugatrice (si, sembra paradossale ma l’asciugatrice “singola” ha prestazioni maggiori rispetto alla lavasciuga).

I modelli di base si assestano su cifre che vanno dai 350 ai 500 euro, con una media di circa 400 euro. Hanno funzioni basilari, in questo caso.

Salendo con i prezzi, si arriva ad un massimo di circa 1000 euro , con un prezzo medio di circa 700 euro, per le lavasciuga che hanno programmi migliori, caratteristiche avanzate e, soprattutto, una capacità di carico più alta rispetto a quella media.

Sopra ai 1000 euro si trovano pochissimi modelli e comunque si entra in un settore pensato più per il professionale che per il casalingo.

Naturalmente la lavasciuga non richiede solo l’acquisto, ma anche il montaggio e il collegamento al sistema idraulico e a quello elettrico, che può essere fatto in proprio (fai-da-te) o direttamente dal venditore, pagando costi aggiuntivi. Poiché l’installazione è semplice, consigliamo di optare per la prima soluzione, ma se siete interessati ad acquistare online e ad avere un tecnico che faccia il lavoro per voi potete leggere questo articolo relativo alla consegna e installazione degli elettrodomestici.

Vuoi ricevere aggiornamenti sull'argomento?

Inserisci qui sotto nome ed indirizzo email, per ricevere gratis aggiornamenti e l'esclusiva guida "Come cambiare fornitore luce e gas senza avere sorprese?"! (condizioni del servizio)

Lascia un commento

La tua Mail non verrà publicata