Come scegliere il pellet migliore?

Di Valerio Guiggi
miglior pellet per stufa

I pellet necessari per il funzionamento della stufa a pellet possono sembrare tutti uguali, ma non lo sono. Le differenze dal punto di vista visivo sono poche, ma per il risparmio possono essere molto importanti: scegliere un pellet di alta qualità permette di avere un potere calorifico maggiore per chilo di pellet, che consente di guadagnare in termini di efficienza con la stufa a pellet.

Se infatti scegliere la stufa a pellet migliore è importante, come abbiamo visto nella guida dedicata, è importante anche scegliere il pellet giusto, anche se più costoso rispetto agli altri che abbiamo a disposizione.

Le certificazioni

In linea di massima, i pellet derivanti da legno di faggio e abete sono migliori rispetto a quelli di altri legni, ma il problema è che sulle confezioni non è riportato il legno di provenienza perché spesso si tratta di una miscela di legno di tipo diverso.

Ciò che ci consente quindi di avere informazioni precise riguardo alla qualità del pellet sono le certificazioni, indicazioni di qualità che si possono trovare direttamente sulle confezioni del pellet. In Italia non esiste una certificazione nazionale, mentre in altri stati esiste e garantisce che il pellet abbia sempre la stessa qualità, sia migliore rispetto a quelli concorrenti. Nel nostro paese è però in vigore la certificazione UNI EN 14961-2, riportata sulle certificazioni come EN Plus, che fornisce informazioni di base riguardo al pellet.

La certificazione prende in considerazione i seguenti parametri:

  • Origine del pellet: può essere il tronco dell’albero, che è la parte con maggior potere calorifico, oppure la corteccia, residui del taglio, legno da esbosco di minor qualità, sottoprodotto della lavorazione del legno. Il legno può essere trattato chimicamente o meno, operazione che ne riduce la qualità;
  • Umidità: la percentuale di acqua nel pellet;
  • Residuo in cenere: quanta cenere viene prodotta da un chilo di pellet iniziale. Meno è, maggiore è la qualità del pellet;
  • Durezza e densità del pellet: due parametri produttivi. Più sono alti, maggiore è la qualità del pellet.

La certificazione europea è strutturata in tre classi:

  • A1: è la miglior qualità di pellet, e si distingue per la provenienza, sempre da tronchi interi, e per il basso residuo in cenere.
  • A2: le differenze dall’A1 sono un residuo in cenere leggermente maggiore, la durezza minima ammessa inferiore e la provenienza che può comprendere parti dell’albero che non sono il tronco e residui di lavorazione del legno, ma non trattati chimicamente;
  • B: il pellet peggiore, che può derivare anche dal legno da esbosco e da sottoprodotti della lavorazione del legno, che possono essere anche trattati chimicamente.
Da notare che, nonostante il pellet ti categoria B sia peggiore rispetto agli altri due, è comunque da preferire rispetto a pellet non certificati, che potrebbero avere potere calorifico anche peggiore del pellet di categoria B.

Le informazioni riportate si trovano direttamente nell’etichetta dell’imballo del pellet, e possono essere consultate sulla confezione. 

Il fatto che esista una certificazione europea non significa che quelle dei singoli paesi europei (precedenti) abbiano perso di valore: esistono ancora, infatti, altre certificazioni europee che, in linea di massima, denotano un pellet ancora migliore rispetto a quello che risponde allo standard EN A1 (perché le certificazioni nazionali considerano anche parametri diversi).

Non esiste una certificazione italiana, ma quelle principali delle altre nazioni che si possono trovare in Italia sono:

  • Din, certificazione tedesca;
  • Din Plus, certificazione tedesca di qualità superiore;
  • ÖNM7135, certificazione austriaca;
  • SN 166000, certificazione svizzera.

Caratteristiche sensoriali da valutare nel pellet

Le certificazioni sono importanti nella scelta del pellet, ma non sono tutto. I pellet vanno guardati, prima dell’acquisto, per valutare anche alcuni aspetti che si possono verificare “a mano”, ma non per questo sono meno importanti:
  • La confezione deve essere integra, altrimenti il pellet potrebbe aver accumulato umidità che riduce il potere calorifero;
  • I pellet devono essere integri e la superficie liscia, altrimenti potrebbero crearsi dei vuoti (piccole bolle interne) che non possono bruciare;
  • Nel sacco non deve essere presente segatura, indice della poca compattezza del pellet che fa perdere in materia secca;
  • Cercando di spezzare un pellet, questo deve essere difficile da spezzare, altrimenti sono stati usati molti agenti leganti che riducono il potere calorifico.

Quando acquistare il pellet?

Infine, bisogna considerare che il prezzo del pellet cambia in base alla richiesta: lo stesso, identico, pellet ha un costo minore nei mesi primaverili (perché cala drasticamente la richiesta), quindi aumenta considerevolmente in autunno ed è stabile durante l’inverno.

Questo significa che, se avete spazio a disposizione, è conveniente acquistare il pellet nei mesi in cui è più conveniente, pre risparmiare addirittura fino al 20% nell’acquisto: considerando che il pellet non scade, acquistarlo nella stagione “sbagliata” è una delle scelti più convenienti che possiamo fare.

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