Antifurto casa: come scegliere quello giusto?

Di Roberto Rais
Impianto fotovoltaico domestico

Sempre più richiesto in tutta Italia, l’allarme antifurto permette di contenere il rischio di intrusioni indesiderate all’interno del proprio appartamento o della propria casa singola.
Ma cosa deve avere un impianto antifurto per proteggere bene i locali? Quali sono i suoi elementi principali?

Vediamo, punto per punto, quali sono i principali componenti dell’antifurto domestico, e quali sono i principali pro e contro di ciascuna tipologia.

1. Sensori su porte, finestre e tapparelle

Cominciamo dai sensori su porte e tapparelle, fondamentali per poter proteggere il perimetro del proprio immobile nei punti in cui le intrusioni sono altamente probabili.

1.1 contatti per tapparelle

Per quanto concerne i sensori per le tapparelle, il loro obiettivo è ovviamente quello di rilevare movimenti verso l’alto o verso il basso delle stesse, e percepire eventuali tagli o strappi che dovessero essere prodotti per favorire l’intrusione: in commercio trovate sensori a cordino, a scorrimento e ad asta, che generalmente si agganciano all’interno del cassonetto o all’infisso.

1.1 contatti per porte e finestre

Simile è l’obiettivo dei sensori per le porte e per le finestre: in questo caso si punta a intercettare il movimento dell’infisso, in maniera tale che un’apertura possa essere prontamente rilevata e segnalata alla centralina d’allarme.

2. Sensori volumetrici: radar e barriere

Oltre ai sensori perimetrali, che servono – come abbiamo visto – a proteggere le aree dell’appartamento che possono essere utilizzate per l’intrusione indesiderata in casa, un elemento fondamentale dell’antifurto domestico è rappresentato dai sensori volumetrici, particolari sensori di movimento che servono a rilevare il passaggio di persone nell’ambiente in cui vengono installati, o creare delle barriere invisibili su finestre e porte.

I sensori volumetrici hanno dunque come finalità quello di rilevare la presenza di persone nell’ambiente domestico, generando così una sorta di “radar”, o “barriera” nel proprio appartamento, e facendo scattare segnalazioni e allarmi in caso di intrusione.

È per questo motivo che tali sensori sono installati in zone di comune passaggio, come gli ingressi, i corridoi e le scale, o ancora in stanze che si desidera proteggere in maniera più specifica.

Per quanto concerne la loro tecnologia, il rilevamento può avvenire con infrarosso, infrarosso e rilevamento a fasci, o infine un mix tra infrarosso, rilevamento a fasci e microonda.

3. Le sirene interne ed esterne

La sirena è un altro dei classici componenti del sistema d’antifurto casalingo, con una duplice funzione. Non solamente la sirena permetterà di emettere un segnale acustico in grado di richiamare l’attenzione e allontanare così il male intenzionato, quanto anche – se installato opportunatamente all’esterno dell’abitazione – far intendere che nella casa è presente un sistema di antifurto valido e funzionante.

Le sirene installabili nel sistema di antifurto per la casa possono essere più di una, installate internamente o esternamente, e in grado di emettere non solamente segnali acustici, quanto anche visivi.

Le sirene esterne, solitamente sono dotate di batterie e sistemi antimanomissione.

4. Inseritori a chiave e tastiere

Elemento importante dell’antifurto per la casa è quindi rappresentato dagli inseritori a chiave e tastiere: si tratta dei punti di “attivazione e di “disattivazione” dell’antifurto e, per tale motivazione, sono fondamentali per poter garantire una reale efficacia del sistema.

In particolare, gli inseritori a tastiera sono piccoli pannelli che permettono l’inserimento o il disinserimento dell’antifurto digitando delle chiavi numeriche: gli stessi inseritori sono generalmente in grado di garantire una coerente personalizzazione del sistema d’antifurto, garantendo pertanto al proprietario di poter scegliere quali componenti attivare, quali escludere e eventualmente anche una tempistica predeterminata di attivazione / disattivazione.

Per quanto concerne invece le chiavi, si tratta di piccoli supporti manuali che possono essere in grado di dialogare con il sistema di antifurto domestico, permettendo anche in questo caso l’accensione o lo spegnimento dei sensori.

5. La centrale di allarme

Cuore e cervello dell’impianto di sicurezza è la centrale d’allarme, un dispositivo “base”, al quale si collegano tutti gli altri al fine di rendere pienamente funzionale l’antifurto. Controllabile anche mediante gli inseritori di cui sopra, la centralina serve dunque a “controllare” e gestire l’antifurto, in maniera integrata e sinergica con tutti i suoi componenti.

La centrale di allarme può essere collegata anche ad altri sistemi per la sicurezza domestica (per esempio un sensore fughe gas) o sistemi salvavita (utile se in casa ci sono anziani che vivono da soli).

6. Il combinatore telefonico

Il combinatore telefonico è un dispositivo installato direttamente all’interno della centralina, in grado di avvertire alcuni numeri pre-impostati (di norma, tra 3 e 5) dell’intrusione possibile, inviando un messaggio precedentemente registrato.

Si tratta pertanto del sistema di comunicazione principale tra la centralina d’allarme e il proprietario dell’appartamento o altri soggetti interessati, che riceveranno SMS o telefonate ai propri cellulari nel caso in cui la centralina d’allarme dovesse rilevare qualcosa di anomalo, come una possibile intrusione o, magari, una mancanza di alimentazione.

7. Antifurto filare e wireless: pro e contro

La scelta tra l’antifurto filare e l’antifurto wireless è una scelta condizionata da numerosi fattori: si pensi a quelli tipicamente ambientali, a quelli più pratici, o ancora a quelli economici. Ma è possibile individuare un sistema di antifurto che sia migliore degli altri?

Iniziamo con lo spendere qualche parola sui sistemi di antifurto filare che, sicuramente, sono la soluzione più gettonata nel caso in cui il proprietario di un’abitazione possa vantare la presenza di corrugati, di vani di passaggio (si pensi a controsoffittature o pavimenti flottanti), e così via: in questi scenari, l’antifurto filare è certamente quello più economico e sicuro, considerato che non subisce o genera interferenze elettromagnetiche.

L’antifurto filare è inoltre in grado di gestire una maggiore serie di sensori e di periferiche, permette di coprire delle aree più ampie e sono abbastanza sicuri anche sotto il profilo “materiale”, essendo tecnicamente realizzati in maniera tale da non subire l’effetto di tagli o strappi.

Di contro, l’antifurto wireless è quello che sta riscuotendo il maggiore successo soprattutto nelle piccole abitazioni: negli ambienti sprovvisti di qualsiasi tipo di predisposizione sono certamente la scelta privilegiata, e non solamente per l’assenza di fili e cavi.

Un antifurto senza fili può infatti essere installato praticamente ovunque e… da chiunque. Può inoltre essere integrato a piacere acquistando di volta in volta i sensori che si riterrà più importanti. Di contro, l’antifurto wireless è generalmente più costoso, richiede una sostituzione delle batterie, subisce interferenze elettromagnetiche ed è più facile da manomettere.

8. Antifurto fai da te o professionista del settore?

Al di là del tipo di antifurto che andrete ad acquistare, una scelta preliminare è certamente rappresentata dalla possibilità di poter contare su un antifurto fai da te, piuttosto che sull’installazione di un antifurto progettato da un professionista del settore.

Il nostro suggerimento non può che essere quello di far ricadere la vostra scelta sulla seconda opzione: solo un installatore professionista potrà infatti garantirvi la migliore pianificazione di un antifurto su misura delle vostre esigenze, assicurandovi altresì la migliore rispondenza tecnica alle vostre esigenze.

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