Cosa sapere in breve
- In generale non si può condividere un contatore tra due utenze distinte;
- è consentito solo in tre casi: pertinenza, stesso condominio, servizio finale unico;
- chi usa il contatore di un altro senza titolo è un "cliente nascosto";
- i clienti nascosti devono regolarizzarsi presso il distributore locale;
- in mancanza di regolarizzazione sono previste sanzioni sugli oneri.
Si può condividere un contatore? La regola generale
La regola di base è no: ogni unità di consumo deve avere il proprio contatore e il proprio punto di connessione alla rete. Accorpare due utenze distinte a un unico contatore, dividendo poi la bolletta, comporterebbe infatti di pagare una sola volta imposte e oneri fissi che spetterebbero due volte — un vantaggio fiscale non consentito.
Chi utilizza l'energia sfruttando il contatore di un altro senza averne titolo viene definito dall'Autorità (ARERA) un "cliente nascosto": un soggetto a cui è attribuito un consumo ma che non ha un punto di prelievo proprio. Salvo i casi consentiti, questi clienti vanno regolarizzati.
I tre casi in cui la condivisione è consentita
La normativa individua tre situazioni in cui più unità di consumo possono restare collegate a un unico contatore:
- Vincolo di pertinenza: due unità immobiliari dello stesso soggetto legate da pertinenza (es. abitazione e garage o soffitta), sulla stessa particella catastale o su particelle contigue;
- Stesso condominio: unità che fanno parte di un unico condominio, anche se a disposizione di persone diverse (es. un garage condominiale affittato);
- Servizio finale unico: unità contigue, messe a disposizione di terzi, che concorrono a un unico prodotto o servizio finale (tipico delle attività, non delle abitazioni private).
Al di fuori di questi tre casi, i contatori devono essere separati.
Come regolarizzarsi ed evitare sanzioni
Se ti trovi nella condizione di "cliente nascosto" fuori dai casi consentiti, occorre regolarizzare la posizione. La richiesta va fatta al fornitore del servizio elettrico territoriale (quello indicato in bolletta per l'assistenza sui guasti, non necessariamente la società che emette la fattura), in genere tramite un'autodichiarazione: conviene chiedere direttamente al distributore le modalità aggiornate.
La regolarizzazione è importante perché, in caso di accertamento, sono previste sanzioni: gli oneri in bolletta possono essere maggiorati a titolo di penale e applicati retroattivamente. Mettersi in regola spontaneamente evita queste conseguenze.
Domande frequenti
In generale no: ogni utenza deve avere il proprio contatore. È consentito solo in tre casi (pertinenza, stesso condominio, servizio finale unico); fuori da questi, i contatori vanno separati.
Sì, se casa e garage sono legati da vincolo di pertinenza (stesso proprietario, stessa particella catastale o particelle contigue) o fanno parte dello stesso condominio. È uno dei casi consentiti.
È chi consuma energia sfruttando il contatore di un altro, senza avere un proprio punto di prelievo e senza rientrare nei casi consentiti. Deve regolarizzarsi presso il distributore locale.
Sanzioni: in caso di accertamento gli oneri di bolletta possono essere maggiorati come penale e applicati retroattivamente. La regolarizzazione spontanea evita queste conseguenze.