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Cosa sapere in breve

  • Il ripensamento vale solo per i contratti conclusi a distanza o fuori dai locali del venditore;
  • hai 14 giorni per esercitarlo, gratis e senza dover dare motivazioni;
  • se il venditore non ti informa del diritto, il termine sale a 12 mesi;
  • il recesso vale per qualsiasi contratto e in qualsiasi momento;
  • entrambi si comunicano per iscritto (raccomandata A/R o PEC).

Cos'è il diritto di ripensamento

Il diritto di ripensamento permette di annullare un contratto luce o gas dopo averlo firmato, quando ci si accorge che l'offerta non è così conveniente come sembrava. Si applica solo ai contratti conclusi fuori dai locali commerciali del venditore, cioè online o con un incaricato porta a porta o al telefono. Non spetta invece per i contratti firmati direttamente in negozio.

Il ripensamento è gratuito, non richiede alcuna motivazione e dà diritto alla restituzione di quanto eventualmente già pagato. È una tutela pensata proprio per i canali di vendita in cui il cliente decide "a caldo", senza poter valutare con calma le condizioni.

Entro quanto esercitare il ripensamento

Il termine per il ripensamento è di 14 giorni, che decorrono dalla data di conclusione del contratto (in genere dal giorno in cui ricevi la lettera di accettazione firmata dal venditore). Entro questo termine puoi annullare tutto senza spese.

Se il venditore omette di informarti del diritto di ripensamento, il termine non è più di 14 giorni ma sale a 12 mesi (più i 14 giorni), sempre a partire dalla conclusione del contratto. È una sanzione a carico del venditore che non rispetta l'obbligo di informativa.

La differenza con il diritto di recesso

Il diritto di recesso è cosa diversa: può essere esercitato in qualsiasi momento e per qualsiasi contratto, a prescindere da come è stato concluso. Il motivo più comune, per luce e gas, è il cambio di fornitore o la chiusura della fornitura in caso di trasloco.

Quando cambi fornitore non devi inviare tu la disdetta: è il nuovo venditore a gestire il recesso da quello precedente. Il recesso è di norma gratuito; solo in alcune offerte a prezzo bloccato possono essere previsti conguagli o penali se te ne vai prima della scadenza, sempre indicati nel contratto.

Come comunicare il ripensamento

Il ripensamento va comunicato al venditore per iscritto, con un mezzo che lasci traccia: raccomandata A/R o PEC (alcuni venditori mettono a disposizione un modulo online). Non è necessario indicare i motivi. Ecco un fac-simile che puoi personalizzare:

Mittente: nome, indirizzo e recapito

Luogo e data

Destinatario: nome e indirizzo del fornitore

Oggetto: recesso per ripensamento dal contratto n. …… del …… relativo all'utenza luce/gas n. ……

Con la presente comunico che, esercitando il diritto di ripensamento previsto dagli artt. 52 e ss. del d.lgs. 206/2005 (Codice del Consumo), intendo recedere dal contratto in oggetto. Vi invito a restituirmi, senza ritardo e comunque entro 14 giorni dal ricevimento della presente, l'importo di …… euro eventualmente corrisposto alla conclusione del contratto.

Dati del cliente: cognome e nome, data e luogo di nascita, codice fiscale, indirizzo, codice contratto, codice POD (luce) o PDR (gas).

Firma

Domande frequenti

Il ripensamento annulla entro 14 giorni un contratto concluso a distanza o fuori dai locali del venditore, senza motivazione. Il recesso vale per qualsiasi contratto e in qualsiasi momento, tipicamente per cambiare fornitore.

Hai 14 giorni dalla conclusione del contratto. Se però il venditore non ti ha informato del diritto, il termine sale a 12 mesi più 14 giorni.

No, è gratuito e non serve giustificarlo. Hai anche diritto alla restituzione di quanto eventualmente già pagato al momento della firma.

No. È il nuovo venditore a gestire il recesso dal precedente. Devi solo verificare eventuali penali in caso di offerte a prezzo bloccato con vincolo di durata.

Antonino Vento
Scritto da
Antonino Vento
Founder & Energy Expert
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