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Cosa sapere in breve

  • Tenere la fornitura attiva comporta costi fissi pagati tutto l'anno, pro-rata;
  • disattivare e riattivare comporta costi una tantum di distacco e subentro;
  • il distacco conviene quando la casa resta inutilizzata gran parte dell'anno;
  • più mesi la usi, meno conviene: il risparmio si riduce;
  • ogni riattivazione richiede un subentro (nuovo contratto, lettura, alcuni giorni).

Il costo di tenere la fornitura sempre attiva

Anche senza consumare energia, una fornitura attiva ha dei costi fissi: la quota fissa di vendita, la spesa per il trasporto e la gestione del contatore, la quota potenza e gli oneri. Sono importi annui, ma conteggiati su base giornaliera: se la fornitura resta attiva tutto l'anno li paghi per intero, se resta attiva solo per una parte dell'anno ne paghi la quota corrispondente.

Per una seconda casa tenuta accesa 12 mesi ma usata 3, quindi, gran parte di questi costi fissi è "sprecata" nei mesi di non utilizzo. È da qui che nasce la convenienza potenziale del distacco.

Il costo di disattivare e riattivare

Dall'altro lato, disattivare e poi riattivare non è gratis. La disattivazione comporta oneri amministrativi; la riattivazione avviene tramite subentro, con i suoi oneri e l'imposta di bollo sul nuovo contratto. Gli importi sono in parte regolati dall'ARERA e vanno verificati nel preventivo: nel complesso si tratta di una spesa una tantum non trascurabile, da mettere sul piatto della bilancia.

La regola pratica è semplice: conviene staccare se il risparmio sui costi fissi dei mesi di non utilizzo supera la spesa di distacco + riattivazione. Più a lungo la casa resta inutilizzata (e più alta è la potenza del contatore), più il distacco conviene; se la usi per la maggior parte dell'anno, in genere non vale la pena.

L'aspetto burocratico e i tempi

L'interruzione volontaria della fornitura equivale alla chiusura del contratto: per riavere la corrente dovrai stipularne uno nuovo con un subentro (anche se il precedente intestatario eri tu). Ti serviranno il codice fiscale e un documento, il codice POD del contatore, la lettura del contatore e il titolo di possesso dell'immobile.

La riattivazione richiede alcuni giorni lavorativi dall'invio della documentazione, quindi va programmata con qualche giorno di anticipo rispetto all'arrivo in casa. Considera anche l'eventuale necessità di recarti sul posto per leggere il contatore: un aspetto pratico da non sottovalutare per le case lontane.

Domande frequenti

Conviene se la casa resta inutilizzata gran parte dell'anno: il risparmio sui costi fissi dei mesi vuoti deve superare la spesa una tantum di distacco e riattivazione. Se la usi per molti mesi, di solito non conviene.

Un subentro: codice fiscale e documento, codice POD, lettura del contatore e titolo di possesso dell'immobile. La riattivazione richiede alcuni giorni lavorativi.

Ci sono oneri di disattivazione e, per la riattivazione, gli oneri del subentro più l'imposta di bollo. Gli importi sono in parte regolati dall'ARERA: verifica la cifra nel preventivo.

Antonino Vento
Scritto da
Antonino Vento
Founder & Energy Expert
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