Conto Termico: incentivi per pompe di calore, caldaie a biomasse, solare termico e caldaie ibride

Di Antonino Vento

Il conto termico è uno strumento nato per incentivare la produzione di energia termica pulita e l’aumento dell’efficienza energetica degli edifici.

Questa strumento si affianca ad altre forme di incentivazioni più conosciute come ad esempio l’ecobonus per i privati e le detrazioni fiscali per la produzione di energia elettrica pulita tramite pannelli solari fotovoltaici.

In questa guida si considererà solo la parte degli interventi relativi agli impianti termici in quanto gli incentivi per l’efficienza degli edifici sono riservate alle pubbliche amministrazioni ed alle organizzazioni ad esse assimilate (clicca qui per approfondire)

Impianti incentivabili e durata dell’incentivo

Questi impianti ricadono nella Categoria 2 e sono definiti all’art. 4 comma 2 del DM 16 febbraio 2016 (interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza).

Come anticipato prima possono beneficiare degli incentivi per gli interventi compresi in questa categoria sia le pubbliche amministrazioni, i privati e le aziende.

La durata dell’incentivo e l’importo stesso varia al variare di tipologia e taglia dell’impianto stesso: la tabella sottostante riassume le durate per tipo di impianto.

Sigla Intervento incentivabile Durata
2A Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore elettriche o a gas, anche geotermiche con potenza termica utile nominale inferiore o uguale a 35 kW 2 anni
2A Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore elettriche o a gas, anche geotermiche con potenza termica utile nominale maggiore di 35 kW e inferiore o uguale a 2.000 kW 5 anni
2B Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre
esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con generatori di calore alimentati da
biomassa con potenza termica nominale al focolare inferiore o uguale a 35 kW
2 anni
2B Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre
esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con generatori di calore alimentati da
biomassa con potenza termica nominale al focolare maggiore di 35 kW e inferiore
o uguale a 2.000 kW
5 anni
2C Installazione di collettori solari termici, anche abbinati sistemi di solar cooling con superficie solare lorda inferiore o uguale a 50 metri quadrati 2 anni
2C Installazione di collettori solari termici, anche abbinati sistemi di solar cooling con superficie solare lorda superiore a 50 metri quadrati e inferiore o uguale a 2.500 metri quadrati 5 anni
2D Sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore 2 anni
2E Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore alimentati da biomassa con
potenza termica nominale al focolare inferiore o uguale a 35 kW
2 anni
2E Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore alimentati da biomassa con
potenza termica nominale al focolare maggiore di 35 kW
5 anni

Dalla tabella si nota che gli impianti con potenza minore godranno di una durata di incentivazione minore, ma come vedrai più avanti per questa tipologia di impianti è previsto un iter di accesso semplificato.

Quanto vale l’incentivo?

Impianto per impianto (mi riferisco alle varie categorie), l’incentivo annuo spettante va calcolato con una formula che tiene conto di determinati parametri come ad esempio il coefficiente di valorizzazione dell’energia o la zona climatica: cosa vuol dire?

Ipotizziamo di dover installare una pompa di calore modello x e marca y di potenza, l’incentivo dipenderà:

1. Dall’efficienza energetica della caldaia, cioè quanto energia fa risparmiare rispetto il vecchio modello (parametro uguale per tutti).

2. Da luogo di installazione della caldaia (fascia climatica): se l’installazione è a Catania il contributo all’abbattimento di energia è inferiore se questa caldaia viene installata a Bolzano, in quanto in quest’ultimo caso funzionerà più ore l’anno. La differenza tra le fasce climatiche estreme (la più calda e la più fredda) può far raddoppiare l’incentivo.

Quindi come fare allora a calcolare l’incentivo?
La maggior parte dei produttori hanno un simulatore, che in funzione del prodotto scelto (ovviamente quelli della loro marca) e della tua abitazione, stima il valore dell’incentivo con quella determinata macchina.

Come viene pagato e da chi viene pagato l’incentivo

Il soggetto che si occupa di erogare l’incentivo ed al quale dovrai inoltrare richiesta è il GSE (gestore dei servizi energetici).

Gli incentivi vengono erogati due mesi dopo la richiesta, che deve essere effettuata entro 60 giorni dal termine dei lavori, ed è prevista una rata unica se l’importo dovuto è inferiore a 5000€.

Facciamo un esempio?

A) Supponiamo che per aver installato un impianto di categoria 2A con potenza superiore 35 kW ti spettino 900€ l’anno per 5 anni, visto che l’ammontare totale dell’incentivo è inferiore a 5000€ (4500€), i 5 anni di incentivo ti verranno pagati per intero dopo 60 giorni.

B) Supponiamo che per aver installato un impianto di categoria 2A con potenza superiore 35 kW ti spettino 1100€ l’anno per 5 anni, visto che l’ammontare totale dell’incentivo è superiore a 5000€ (5500€), l’importo ti verrà pagato in 5 rate (1100€ annui).

Come posso richiedere gli incentivi?

I soggetti diversi dalle PA devono chiedere l’incentivo attraverso il cosiddetto accesso diretto: cioè presentare la domanda entro 60 giorni della messa in esercizio dell’impianto.

Iter semplificato

L’obiettivo del nuovo conto termico è quello di rendere più semplice le procedura di accesso agli incentivi, proprio per questo è stato creato un iter semplificato qualora si installino delle apparecchiature presenti nel catalogo GSE. Queste apparecchiature ricadono tutte nelle categorie di incentivazione a due anni (quindi generatori fino a 35 kW e collettori termici fino a 50 mq).

Per questo tipo di impianti non ci saranno calcoli da fare poichè il GSE ha calcolato l’incentivo (conosce l’efficienza della macchina e fara i calcoli in funzione della città di installazione).

Ma allora non è necessario un tecnico?
Diciamo che chiedere ad un tecnico specializzato di effettuare solo questa procedura non è così conveniente, visto che è piuttosto semplice; più utile è magari chiedere all’azienda che installa la pompa di calore o l’impianto a biomassa (visto che questa, no, non è una cosa che si può fare da soli). Spesso queste aziende, per una piccola aggiunta, seguono direttamente loro la procedura evitandoci di non doverla fare da soli.

Iter ordinario

Per gli impianti non ricadenti nel punto precedente ci saranno più documenti da produrre, ma trattandosi di impianti più grandi sicuramente ci sarà un progettista che avrà dimensionato tutto e quindi si occuperà anche delle pratiche con il GSE.

Il portale del GSE

Indipendentemente dal tipo di iter, la richiesta degli incentivi avviene in formato elettronico sul Portaltermico del GSE, sul quale dopo la registrazione devono essere inseriti i dati che riguardano il nostro intervento.

Sono così necessari tutti i documenti tecnici dell’intervento effettuato, e la documentazione anagrafica di chi richiede gli incentivi; al termine della procedura di inserimento sarà così possibile stampare un documento da firmare, da scannerizzare e da inviare (per terminare la procedura) insieme ad un documento d’identità in corso di validità.

La procedura è tutto sommato semplice, e l’accettazione o meno sarà comunicata direttamente dal GSE, così da poter sapere se siamo rientrati o meno nella richiesta.

4 commenti su “Conto Termico: incentivi per pompe di calore, caldaie a biomasse, solare termico e caldaie ibride”

    1. Salve,
      gli split inverter rientrano nella categoria pompe di calore, quindi potrebbe rientrare nell’incentivo. Perchè uso il condizionale, perchè l’incentivo si ottiene se l’installazione delle pompe di calore è in sostituzione dell’impianto di riscaldamento, quindi è da capire bene. Essendo un privato oggi è possibile percorrere altre due strade: la prima è quella della ristruttuazione edilizia, la seconda potrebbe essere quella dell’ecobomus.

      1) Se per caso sta ristrutturando casa, i due split sono elettrodomestici e quindi possono essere inseriti nel bonus ristrutturazione (50% detrazione fiscale)
      2) Se a seguito dell’installazione non si sostituisce totalmente il riscaldamento, ma si può dimostrare che ha seguito dell’installazione aumenta l’efficienza dell’impianto di riscaldamento, si può usufruire dell’ecobonus: trova maggiori dettagli qui https://taglialabolletta.it/detrazione-fiscale-climatizzatore-a-pompa-di-calore/

      Saluti

  1. salve, vorrei sapere un informazione sul conto termico per sostituire una stufa a pellet …come avviene,cioè prima acquisto una stufa a pellet di 2000 euro è dovrò pagarla tutta e poi la gse mi rimborsa i soldi???

Lascia un commento

La tua Mail non verrà publicata