Stufe e caldaie a pellet: guida agli incentivi statali

Di Roberto Rais
stufa a pellet

Scegliere una stufa a pellet non significa solamente optare per una forma di riscaldamento domestico confortevole e ecologica. Significa altresì compiere la contemporanea scelta legata all’individuazione delle migliori agevolazioni fiscali che il legislatore italiano ha previsto per poter incentivare questa opzione di benessere ambientale, sempre più preferita all’interno del mercato nazionale.

Ma quali sono gli incentivi statali che sono oggi fruibili per tutti coloro i quali scelgono di acquistare una stufa o una caldaia a pellet?

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su questa materia spesso oggetto di confusione, andando a confrontare le due principali forme di incentivo disponibili: detrazione fiscale e conto termico.

Detrazione fiscale al 50% (Ecobonus 2018)

La prima delle due alternative di agevolazione fiscale per le stufe a pellet è quella riconducibile agli interventi di sostituzione o di nuova installazione di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, una macro categoria che contiene stufe e caldaie a pellet.

Chi può accedere al bonus fiscale?
Possono accedere alla detrazione fiscale del 50% tutti quei contribuenti che effettuano spese di riqualificazione energetica, in possesso di un diritto reale (come la proprietà) sulle unità immobiliari in cui vengono effettuati gli interventi. I quali, ben inteso, devono essere “esistenti”, ovvero accatastati o con richiesta di accatastamento in corso, e in regola con il pagamento di eventuali tributi. In seguito alle più recenti modifiche normative, rammentiamo come in luogo della detrazione fiscale sulla propria dichiarazione dei redditi ai fini Irpef, sia possibile cedere il credito ai soggetti autorizzati.

A quanto ammonta il bonus fiscale su stufe e caldaie a pellet?
L’Ecobonus permette di detrarre il 50% delle spese totali sostenute tra il 1 gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018, per un massimo di 30.000 euro per unità immobiliare.

Quali sono i requisiti tecnici dell’intervento?
Per poter validamente usufruire del bonus NON è necessario che l’intervento sia necessariamente configurabile come una nuova installazione nell’unità immobiliare oggetto di azione, potendosi infatti ammettere a beneficio anche l’operazione di sostituzione parziale o totale di un vecchio generatore termico.

Sempre in termini tecnici, l’impianto dovrà disporre di rendimento utile nominale minimo non inferiore all’85%, certificazione ambientale (di cui al d.m. 186/2017), rispetto di normative locali per generatore e biomassa, conformità alla normativa UNI EN ISO 17225-2.

Quali sono le spese agevolabili?
Sono agevolabili le spese di installazione della stufa a pellet, di smontaggio e di dismissione dell’impianto eventualmente esistente, e le spese per le prestazioni professionali che siano necessarie per la realizzazione degli interventi (nonché della documentazione tecnica che si renda necessaria).

Quale documentazione bisogna produrre e conservare?
Per poter usufruire del beneficio è necessario trasmettere all’Enea la scheda descrittiva dell’intervento. La trasmissione della scheda dovrà essere effettuata in modo esclusivamente telematico entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, mediante sito web finanziaria2018.enea.it.

L’originale della documentazione inviata all’ENEA (con la ricevuta dell’invio effettuato – codice CPID), unitamente all’asseverazione redatta da un tecnico abilitato sui requisiti tecnici sopra sintetizzati, le schede tecniche, la ricevuta del bonifico bancario o postale di pagamento e le fatture relative alle spese sostenute, dovranno essere conservate a cura del cliente.

Conto Termico 2.0 e incentivi per le stufe a pellet

Un’altra strada utile per poter perseguire l’obiettivo di usufruire di interessanti incentivi statali sull’acquisto di stufe a pellet e caldaie a biomassa in genere è rappresentato dalla possibilità di accedere al Conto Termico 2.0, che per i privati incentiva gli impianti di climatizzazione invernali da fonti rinnovabili generatori ad alta efficienza energetica alimentati da fonti rinnovabili, tra cui rientrano anche le stufe a pellet e a biomassa (il pellet è biomassa).

Chi può accedere al contributo. Possono accedere al contributo tutti coloro che acquistano e installano un impianto che risponda agli standard qualitativi previsti dalla normativa, sia in termini di rendimento che di emissioni in atmosfera.  Proprio per questo motivo è fondamentale condividere le prestazioni eco-energetiche della propria stufa a pellet con il fornitore dell’impianto.

A quanto ammonta il contributo?
Il calcolo del contributo è più complesso rispetto a quanto abbiamo sopra visto in occasione dell’Ecobonus. Si tratta infatti di un beneficio (non in detrazione, bensì monetario) che può raggiungere il 65% delle spese sostenute per realizzare l’intervento, il cui meccanismo di calcolo tiene in considerazione sia la potenza nominale dell’impianto, sia le emissioni di polveri in atmosfera che sono rilasciate dall’impianto, che la zona climatica in cui verrà installata la stufa (le aree sono suddivise in relazione alle ore medie di funzionamento stimate per ogni comune / provincia).

A titolo di maggiore esemplificazione si può affermare che questo sistema di incentivazione erogherà un contributo maggiore in tutte le zone in cui si prevede un maggiore utilizzo dell’impianto energetico, quali quelle indicate nella zona D, E e soprattutto F, mentre le zone A, B e C (quelle più calde) potranno godere di un beneficio da Conto Termico in misura minore rispetto a quanto avviene altrove.

Come si richiede il contributo?
Richiedere il contributo del Conto Termico 2.0 non è difficile, sebbene la procedura sia un po’ più complessa rispetto a quanto abbiamo visto in occasione dell’Ecobonus 50%.

La normativa prevede infatti che il soggetto responsabile dell’intervento (o un suo delegato appositamente autorizzato) compili il modulo applicativo informatico sul sito GSE (Gestore dei servizi energetici: ha il compito di erogare gli incentivi) entro 60 giorni dalla data di termine dei lavori dell’impianto. La compilazione dell’applicativo non dovrebbe generare particolari criticità ma, in ogni caso, il Gestore dei Servizi Energetici ha predisposto un’apposita guida che trovate sullo stesso sito gse.it nell’area dei servizi.

Ecobonus o Conto Termico: cosa conviene?

A margine di questa breve riflessione sulla natura e sulle caratteristiche dell’Ecobonus e del Conto Termico, non ci rimane che cercare di capire che cosa convenga scegliere per i propri investimenti nell’acquisto e nell’installazione di una stufa a pellet.

Purtroppo, anche se ci piacerebbe poter semplificare un meccanismo di valutazione di massima convenienza tra le due alternative forme di beneficio fiscale, non è possibile individuare ex ante che cosa possa essere meglio scegliere tra Ecobonus e ContoTermico.

Come infatti abbiamo visto, notevoli sono le differenze tra le due diverse forme di incentivo: più semplice e di proporzione predeterminabile quella dell’Ecobonus, variabile in base alle caratteristiche dell’impianto e della zona climatica di installazione quella del Conto Termico. Ancora, il benefit dell’Ecobonus andrà ad esser valido in termini di detrazione fiscale ai fini Irpef, mentre il Conto Termico erogherà un contributo in denaro in capo al beneficiario, entro 90 giorni per importi inferiori a 5.000 euro, o in due tranche (la prima entro 90 giorni, la seconda l’anno successivo) per importi superiori a 5.000 euro.

Chiarito ciò, non ci rimane che consigliarvi di valutare con un esperto installatore la singola fattispecie, ponderando opportunamente la forma più idonea per  le vostre esigenze. Concludo evidenziando la possibilità di richiedere, gratis e senza impegno, preventivi per la fornitura e posa di stufe e caldaie a pellet utilizzando il bottone qui sotto.

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