Cosa sapere in breve
- Ogni contratto prevede un termine massimo di attivazione (in genere 30-60 giorni);
- se viene superato, invia un reclamo formale (raccomandata o PEC) e conserva le prove;
- non disdire il contratto prima di risolvere, o perdi il diritto all'indennizzo;
- se il reclamo non basta, apri la conciliazione gratuita su ConciliaWeb (Corecom);
- hai diritto a un indennizzo per ogni giorno di ritardo rispetto ai termini.
Cosa fare se l'attivazione è in ritardo
Il primo passo è verificare lo stato dell'attivazione dall'area clienti dell'operatore e controllare il termine massimo previsto dal contratto: molti operatori indicano tempi dell'ordine di 30-60 giorni dalla sottoscrizione. Se il termine è superato, hai diritto ad agire.
Un consiglio fondamentale: non disdire il contratto prima di aver risolto il problema. Annullare il servizio durante il ritardo ti fa perdere il diritto all'indennizzo, mentre il disservizio resta. Meglio procedere con reclamo ed eventuale conciliazione, tenendo il contratto attivo.
Il reclamo all'operatore
Superato il termine, il passo obbligato è presentare un reclamo formale all'operatore, in una forma che lasci traccia. Le modalità valide sono:
- raccomandata con ricevuta di ritorno;
- PEC (posta elettronica certificata);
- i canali ufficiali di reclamo indicati dall'operatore, che rilasciano un numero di pratica.
Nel reclamo indica chiaramente la data di sottoscrizione, il termine superato e la richiesta di attivazione immediata con indennizzo. Conserva tutte le copie e le ricevute: serviranno se dovrai passare alla conciliazione.
La conciliazione: Corecom e ConciliaWeb
Se il reclamo non risolve, il passo successivo è la conciliazione gratuita davanti al Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni), che si avvia online sulla piattaforma ConciliaWeb dell'AGCOM. È un tentativo obbligatorio prima di un eventuale ricorso e nella pratica è molto efficace.
I vantaggi sono concreti:
- è gratuita e si gestisce interamente online;
- mette sotto pressione l'operatore, che spesso accelera l'attivazione per evitare sanzioni;
- permette di ottenere un indennizzo economico per il disservizio;
- si conclude di norma in tempi ragionevoli, senza bisogno di un avvocato.
L'indennizzo per il ritardo
Le regole AGCOM prevedono un indennizzo per ogni giorno di ritardo nell'attivazione rispetto ai termini contrattuali. L'importo giornaliero è stabilito dalle delibere dell'Autorità e dalla carta dei servizi dell'operatore, e si accumula fino all'effettiva attivazione della linea.
In alcuni casi l'operatore riconosce l'indennizzo in automatico; più spesso va richiesto con il reclamo e ottenuto tramite la conciliazione. Per questo è importante documentare con precisione le date: più a lungo dura il ritardo, maggiore è il rimborso spettante.
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Domande frequenti
Il termine massimo è indicato nel contratto e nella carta dei servizi dell'operatore, in genere nell'ordine di 30-60 giorni dalla sottoscrizione. Superato quel termine, hai diritto a reclamo e indennizzo.
Sì. Le regole AGCOM prevedono un indennizzo per ogni giorno di ritardo. Va richiesto con il reclamo e, se necessario, ottenuto tramite la conciliazione gratuita davanti al Corecom su ConciliaWeb.
È la piattaforma online dell'AGCOM per la conciliazione tra utenti e operatori di telecomunicazioni. Permette di gestire gratuitamente la pratica con il Corecom senza recarsi di persona.
No: disdire prima di aver risolto ti fa perdere il diritto all'indennizzo. Meglio tenere il contratto attivo, procedere con reclamo e conciliazione, e cambiare operatore solo dopo aver chiuso la pratica.