Cosa sapere in breve
- Il phishing imita banche, corrieri e aziende per rubarti dati e password;
- nessuna azienda seria chiede credenziali o dati bancari via email;
- non aprire allegati inattesi e non cliccare link sospetti;
- controlla sempre l'indirizzo reale del mittente e diffida delle richieste urgenti;
- se sei caduto in trappola, cambia subito la password e avvisa la banca.
I principali pericoli via email
Le minacce che arrivano per email sono soprattutto truffe che puntano a farti consegnare dati o denaro, più che virus veri e propri come un tempo. È utile conoscerne i tipi principali per riconoscerle al volo:
- Phishing: email che si fingono di enti noti per rubare credenziali e dati bancari;
- Allegati e link dannosi: file o collegamenti che installano malware (anche ransomware);
- Truffe "troppo belle": premi, vacanze o offerte che chiedono un pagamento anticipato;
- Spam: messaggi indesiderati, a volte usati come veicolo per le truffe.
Come riconoscere un'email di phishing
Il phishing si smaschera con pochi controlli: le organizzazioni legittime non chiedono mai password o dati bancari via email. Ecco i segnali che devono farti sospettare:
- Indirizzo del mittente alterato: domini simili a quelli veri (ad esempio "poste-italiane.it" invece di "poste.it");
- Toni di urgenza o minaccia: "il tuo conto sarà bloccato", "verifica entro 24 ore";
- Richiesta di dati sensibili: password, codici, numeri di carta o PIN;
- Link ingannevoli: passa il mouse sul link (senza cliccare) per vedere l'indirizzo reale;
- Errori di grammatica o un saluto generico ("Gentile cliente") senza il tuo nome.
Nel dubbio, non usare i contatti indicati nell'email: verifica contattando l'azienda tramite il numero o il sito ufficiale trovato in modo indipendente. Incollare in un motore di ricerca il mittente o il numero sospetto aiuta anche a scoprire se altri hanno già segnalato la stessa truffa.
Allegati e link: massima attenzione
La via più comune per installare malware è farti aprire un allegato o cliccare un link. Per questo non vanno mai aperti allegati inattesi (documenti, ZIP, fatture "sospese"), anche se sembrano provenire da un conoscente: un account compromesso può inviare messaggi infetti alla sua rubrica.
Se ricevi un messaggio strano da un contatto noto, avvisalo così che possa controllare il proprio account. E se un link ti porta a una pagina che chiede di accedere, non inserire le credenziali: apri il sito ufficiale digitando tu l'indirizzo nel browser.
Come proteggersi dalle email pericolose
Alcune buone abitudini riducono drasticamente i rischi. Ecco le più importanti:
- Attiva l'autenticazione a due fattori sugli account importanti: protegge anche se la password viene rubata;
- Usa una password sicura e diversa per ogni servizio, gestita con un password manager;
- Segnala come spam i mittenti indesiderati, così i messaggi futuri finiscono nella posta indesiderata;
- Tieni aggiornati sistema operativo, browser e antivirus;
- Non fornire mai dati bancari in risposta a un'email, per quanto convincente.
Cosa fare se sei caduto in una truffa
Se hai inserito dati o cliccato un link sospetto, agisci subito per limitare i danni:
- Cambia immediatamente la password del servizio coinvolto e degli account che usano la stessa;
- Attiva l'autenticazione a due fattori se non l'avevi già;
- Avvisa la banca o l'emittente della carta se hai comunicato dati di pagamento, per bloccarli;
- Segnala l'accaduto alla Polizia Postale e conserva le prove (email, screenshot).
Domande frequenti
Controlla l'indirizzo reale del mittente, diffida di toni urgenti e di richieste di password o dati bancari, e verifica i link passandoci sopra il mouse. Nessuna azienda seria chiede credenziali via email.
Aprire il messaggio in sé è quasi sempre innocuo. Il rischio nasce cliccando i link o aprendo gli allegati: sono quelli a installare malware o a portarti su pagine-trappola.
Segnalalo come spam dal tuo servizio email, senza rispondere né cliccare link. Per le vere newsletter puoi usare il link di disiscrizione; evitalo però nei messaggi chiaramente sospetti.
Cambia subito la password del servizio coinvolto, attiva la verifica in due passaggi e, se hai dato dati di pagamento, avvisa la banca. Segnala poi l'accaduto alla Polizia Postale.