Manutenzione caldaia stagione 2018-19: cosa bisogna fare?

Di Antonino Vento
caldaia a condensazione

La manutenzione della caldaia a gas è un’operazione di fondamentale importanza sia sul piano della sicurezza che del punto di vista dell’efficienza energetica (caldaie non manutenzionate consumano troppo a parità di comfort ambientale).

I possessori di caldaie sono tenuti ad affettuare, ad intervalli di tempo regolari, dei controlli approfonditi del proprio apparecchio al fine di verificarne la corretta combustione, l’effcienza energetica e la composizione dei fumi, da cui è possibile riscontrare facilmente delle anomalie di funzionamento, che in alcuni casi possono divenire potenzialmente pericolosi. In questa guida scoprirai perchè far controllare la caldaia e quando l’attività di manutenzione è obbligatoria per legge.

Indice della guida “Manutenzione della caldaia a gas”

1. Perché occorre un controllo periodico della caldaia?

Durante la combustione vengono liberati gas molto acidi che possono col tempo corrodere le pareti esterne di alcuni componenti della caldaia, inficiandone il funzionamento e la vita utile dell’intero impianto.

Oltre alla pericolosità dei prodotti di combustione, esiste anche il problema delle impurità, presenti in sospensione nell’acqua, e del calcare che ad elevate temperature tende a precipitare molto più velocemente, concorrendo alla generazione di spessi strati di incrostazioni sulle pareti interne dello scambiatore di calore; questa situazione porta solitamente ad un netto scadimento dell’efficienza della caldaia, con un conseguente aumento dei consumi di gas.

I controlli periodici sono volti anche all’individuazione di eventuali alterazioni della normale combustione: durante la revisione viene valutata la composizione dei fumi e se dovessero risultare delle anomalie, significherebbe che il processo di combustione non avviene nelle condizioni ottimali.

Quindi volendo riassumere la manutenzione è un intervento che riduce il decadimento delle prestazioni della caldaia e quindi ci aiuta a contenere la spesa per consumi di gas, oltre ovviamente a farci riscaldare con un buon livello di sicurezza (non dimentichiamo che c’è del gas che viene bruciato).

2. La revisione della caldaia è obbligatorio per legge?

Il controllo del buon funzionamento della caldaia è prescritto dalla legge, e le modalità con cui deve avvenire variano a seconda del tipo di impianto utilizzato.

Per tali operazioni si fa riferimento alle indicazioni riportate nel DPR n. 74 del 2013: questa norma specifica in modo molto chiaro che a verificare lo stato della caldaia e dell’impianto devono essere tecnici specializzati, in possesso della specifica abilitazione.

Occorre tuttavia fare una distinzione tra la semplice manutenzione ordinaria e i controlli più approfonditi previsti dal decreto: i primi, sempre secondo la legge, devono essere effettuati secondo le tempistiche indicate dalla ditta che ha effettuato l’installazione della caldaia, e nel caso in cui nel libretto non vi fosse alcuna indicazione in merito, sarà necessario reperire tali informazioni direttamente nelle istruzioni tecniche fornite dal costruttore al momento dell’acquisto.

Nel secondo caso, ossia per tutte le operazioni di controllo dei fumi, dell’efficienza energetica e del rendimento della combustione, l’intervallo di tempo che passa tra una revisione e quella successiva dipende dal tipo di impianto installato e in ogni caso tali indicazioni sono contenute nell’Allegato A alla suddetta norma; in particolare viene fatta la seguente distinzione:

  • Impianti termici a combustibile liquido o solido con potenza pari o inferiore a 100 kW: 2 anni;
  • Impianti a gas metano o GPL con potenza pari o inferiore a 100 kW: 4 anni;
  • Impianti termici a combustibile liquido o solido con potenza superiore a 100 kW: 1 anno;
  • Impianti a gas metano o GPL con potenza superiore a 100 kW: 2 anni.

Al termine delle operazioni di verifica, il tecnico deve rilasciare al proprietario della caldaia un documento con l’esito della revisione, da allegare al libretto dell’impianto.

2.1 Quali sono gli obblighi del manutentore?

Innanzitutto, gli installatori e i manutentori degli impianti termici devono essere abilitati ad effettuare questo tipo di operazioni, secondo quanto afferma il decreto del Ministero dello sviluppo economico n. 37 del 22 gennaio 2008, ed inoltre devono fornire al proprietario dell’impianto un documento che, facendo riferimento alla documentazione tecnica del progettista dell’impianto o del costruttore, rechi le seguenti informazioni:

  • le operazioni di controllo e manutenzione necessarie affinché l’impianto possa funzionare in condizioni di sicurezza, senza quindi arrecare danno alle persone e alle cose;
  • la frequenza con cui queste operazioni devono essere eseguite.

Al termine del controllo, l’operatore deve redigere e sottoscrivere un documento che certifichi lo stato di buon funzionamento dell’impianto e una copia viene rilasciata al proprietario della caldaia, il quale deve conservarlo e allegarlo al libretto della caldaia, e allo stesso tempo il manutentore deve trasmettere una copia del suddetto documento all’indirizzo indicato dalla Regione o dalla Provincia autonoma competente per territorio.

In caso di mancata trasmissione sono previste delle sanzioni.

2.2 Cosa succede se vengono rilevati dei malfunzionamenti?

Il DPR n. 74 del 2013 stabilisce che il rendimento della combustione, che deve essere misurato alla massima potenza termica al focolare, in condizioni di buon funzionamento non deve essere inferiore ai valori contenuti nell’ Allegato B della norma stessa.
Se al termine della revisione vengono rilevati dei valori più bassi rispetto a quelli presenti nell’allegato, e che non possono essere risolti mediante interventi di manutenzione, è necessario provvedere alla sostituzione della caldaia entro 180 giorni solari, conteggiati a partire dalla data in cui è stato fatto il controllo.

3. La manutenzione della caldaia volontaria

Oltre la manutenzione obbligatoria, per i motivi che abbiamo visto all’inizio, è bene effettuare anche quella volontaria, effettuata dal padrone di casa spontaneamente negli anni in cui non è necessaria fare quella obbligatoria.

La manutenzione volontaria (o ordinaria) della propria caldaia ha lo scopo di controllare la stessain modo da non incorrere in improvvisi malfunzionamenti durante la stagione invernale, ma anche per risparmiare gas attraverso la pulizia degli ugelli del bruciatore.

4. Quanto costa fare la revisione della caldaia?

Il costo dipende ovviamente dalla ditta che viene incaricata e in linea generale sono di circa 70 – 80 euro, mentre per le operazioni di controllo dei fumi occorre spendere oltre 100 euro.

Queste cifre sono puramente indicative in quanto è facoltà di ogni Regione e Provincia autonoma emanare delle regole specifiche in materia e quindi la spesa complessiva necessaria per gli adempimenti burocratici possono variare di molto; per tali motivi è sempre meglio controllare i regolamenti locali, spesso disponibili anche in rete.

Concludo questa guida evidenziandotene altre che possono aiutarti a ridurre i costi per riscaldamento e quindi alleggerire la tua bolletta del gas.

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