Rifiuto attivazione contratto energia elettrica o gas: quali possono essere le cause?

Di Valerio Guiggi

Quando stipuliamo un contratto per l’energia elettrica o per il gas, il processo di attivazione anche online è molto semplice ed immediato, perché l’Autorità Garante ha eliminato, negli ultimi anni, molti degli ostacoli al passaggio tra un operatore e un altro.

Tuttavia ci sono dei casi in cui è l’operatore a rifiutare la richiesta di cambio contratto, per motivi generalmente legati alla sfera economica. E’ infatti successo in passato che alcuni clienti, morosi in modo seriale, passassero da un operatore ad un altro solo per non pagare il precedente; per questo motivo, i gestori si sono attivati al fine di avere strumenti validi per conoscere il nuovo cliente e per sapere se, nel caso, non si trovi in una situazione del genere.

Quali sono i motivi di rifiuto della fornitura?

I motivi di rifiuto della fornitura sono molti e diversi, e possono essere messi in atto da tutti i gestori grazie ad alcuni database, gestiti da ARERA (l’Autorità Garante) a cui i venditori possono attingere informazioni per capire se accettare o rifiutare la fornitura.

Alcuni casi di rifiuto sono i seguenti:

  • Interruzione della fornitura per morosità. Il venditore può sapere quali sono i contatori la cui fornitura è stata sospesa, che vengono gestiti (fisicamente) dal distributore dell’energia elettrica o del gas nella zona di residenza. Se il contatore è sospeso, viene rifiutato il cambio di operatore.
  • Inaffidabilità nei pagamenti (cattivo pagatore): il venditore ha la possibilità di accedere al Sistema di Informazioni Creditizie sull’affidabilità dei pagamenti e nei rapporti di credito. Nel caso in cui il richiedente fosse in questo database, il fornitore potrà rifiutare la fornitura.
  • In caso di sospetto furto d’identità del richiedente: i gestori possono accedere al database SCIPAFI, sistema pubblico di prevenzione delle frodi del credito al consumo con specifico riferimento al furto di identità; nel caso in cui la persona facesse parte di questo database, verrebbero chieste ulteriori informazioni e, nel caso, la fornitura verrebbe rifiutata.
  • Nel caso in cui sul richiedente ci fossero dei protesti, a parte nel caso dei fallimenti;
  • Nel caso in cui si richieda un credito per iniziare la fornitura (è una casistica più voltata verso le aziende che non verso i clienti domestici) e la società creditizia non sia disposta a fornirlo;
  • Nel caso in cui, contattando i venditori precedenti (cosa che è legale fare, anche perché è il nuovo fornitore ad occuparsi del passaggio) ci fossero richieste di indennizzo per morosità, la fornitura potrà essere rifiutata (ARERA n. 219/2010 s.m.i. (CMOR)).
  • Nel caso in cui il contatore non sia stato ancora attivato;
  • Nel caso sia già attivo un contratto in essere con quello stesso fornitore (ad esempio, se siamo interessati a cambiare offerta ma non fornitore).

I fornitori dell’energia elettrica e del gas hanno diverse possibilità di accedere ai database per poter individuare i clienti che hanno avuto problemi dal punto di vista economico in passato, ed hanno quindi la possibilità di rifiutare contratti anche per morosità o problematiche (in particolare le richieste di indennizzo per morosità dagli altri fornitori) successe anche molti anni prima della richiesta.

In questi casi, la soluzione migliore è quella di provare con un fornitore luce e gas diverso, oppure quella di aprire un contenzioso con quel fornitore che, nel caso, potrà essere risolta tramite il servizio di conciliazione ARERA. Tuttavia, se il contratto viene rifiutato per problemi pregressi non è detto che queste strade portino ad un risultato positivo.

Nel caso di clienti che non hanno pagato in passato, infatti, il fornitore e l’Autorità faranno riferimento ai due Testi Integrati Morosità (per la luce, TIMOE, e per il gas, TIMG) per capire come procedere.

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