Cosa sapere in breve
- L'audit energetico analizza i consumi e propone gli interventi per ridurli;
- è obbligatorio ogni 4 anni per grandi imprese e aziende energivore (D.Lgs 102/2014);
- per le case private è volontario, ma utile prima di una ristrutturazione;
- è diverso dall'APE, che certifica solo la classe energetica dell'immobile;
- lo redige un professionista qualificato: un EGE o una E.S.Co.
Cos'è l'audit energetico (e cosa non è)
L'audit energetico — o diagnosi energetica — è un'analisi sistematica dei consumi di un edificio o di un'impresa, che serve a individuare le inefficienze e a proporre gli interventi migliorativi più convenienti, con una stima dei risparmi ottenibili.
Da non confondere con l'APE (Attestato di Prestazione Energetica): l'APE è una certificazione che fotografa la classe energetica di un immobile (obbligatoria per venderlo o affittarlo), mentre l'audit è un'analisi molto più approfondita, che entra nel merito degli impianti e degli sprechi per indicare cosa conviene fare. Sono due strumenti diversi con finalità diverse.
Chi è obbligato a farlo
La diagnosi energetica è obbligatoria ogni quattro anni, ai sensi del D.Lgs 102/2014, per due categorie di imprese:
- le grandi imprese (oltre 250 dipendenti, oppure fatturato superiore a 50 milioni di euro o bilancio superiore a 43 milioni);
- le imprese energivore, cioè a forte consumo di energia, indipendentemente dalla dimensione.
Le imprese che adottano un sistema di gestione dell'energia certificato (ISO 50001) o ambientale (EMAS, ISO 14001) comprensivo di audit possono essere esentate. Per le abitazioni private l'audit non è obbligatorio, ma è fortemente consigliato prima di una ristrutturazione o dell'acquisto di casa: può rivelare opportunità di risparmio che spesso passano inosservate.
Come si svolge e chi lo redige
L'audit deve essere eseguito da un professionista qualificato: un EGE (Esperto in Gestione dell'Energia) o una E.S.Co. (Energy Service Company). L'analisi si articola in genere in tre fasi:
- l'esame di bollette e contatori, per ricostruire lo storico dei consumi;
- il monitoraggio dei consumi nel corso dell'anno, per coglierne l'andamento stagionale;
- i rilievi in loco, per valutare lo stato di impianti e involucro edilizio.
Al termine il professionista consegna un rapporto con i punti critici e un piano di interventi in ordine di convenienza: dalla sostituzione di impianti obsoleti alla coibentazione, fino a soluzioni contrattuali più adatte ai consumi reali.
I vantaggi dell'audit
Oltre a soddisfare l'obbligo di legge dove previsto, l'audit energetico è utile perché trasforma il "sospetto" di sprecare in dati concreti: dice quanto e dove si consuma di troppo e quanto si può risparmiare con ciascun intervento.
È anche il primo passo per accedere agli incentivi: molte agevolazioni per l'efficientamento richiedono di documentare la situazione di partenza e il miglioramento ottenuto. Per orientarti tra gli interventi, vedi la guida alla differenza tra risparmio ed efficienza energetica.
Domande frequenti
L'APE è una certificazione che fotografa la classe energetica di un immobile (obbligatoria per vendita e affitto); l'audit è un'analisi molto più approfondita che individua gli sprechi e propone gli interventi da fare.
Le grandi imprese (oltre 250 dipendenti o con fatturato/bilancio oltre le soglie di legge) e le imprese energivore, ogni 4 anni, ai sensi del D.Lgs 102/2014. Chi ha una certificazione ISO 50001 può essere esentato.
Non è obbligatorio, ma è molto utile prima di una ristrutturazione o dell'acquisto: individua gli interventi più convenienti e aiuta a definire le priorità di spesa.
Un professionista qualificato: un EGE (Esperto in Gestione dell'Energia) o una E.S.Co. (Energy Service Company), che al termine rilascia un rapporto con il piano degli interventi.