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Cosa sapere in breve

  • Le biomasse sono materia organica (legna, pellet, scarti) usata per produrre energia;
  • sono rinnovabili se il prelievo non supera la rigenerazione naturale;
  • l'uso domestico più comune è nelle stufe e caldaie a pellet o legna;
  • accedono a detrazione fiscale e Conto Termico (fino al 65% della spesa);
  • hanno un'impronta ambientale bassa ma non nulla: emettono polveri sottili.

Cosa sono le biomasse

Secondo la normativa europea e nazionale, le biomasse sono la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall'agricoltura (sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie collegate, inclusi gli sfalci e le potature del verde pubblico e privato e la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.

È una definizione molto ampia: non tutta la materia biologica, però, rientra tra le biomasse "ai fini energetici". La normativa individua criteri precisi che delimitano quali materiali possono essere usati come combustibile.

Perché le biomasse sono rinnovabili

Una fonte è rinnovabile quando il suo tempo di rigenerazione è compatibile con quello di sfruttamento. Le biomasse rispettano questo criterio: a differenza dei combustibili fossili, che si formano in milioni di anni, si riproducono in tempi brevi e possono essere ricostituite.

La rinnovabilità dipende però da un equilibrio: finché la quantità di biomassa utilizzata non supera quella che il ciclo naturale rigenera, la fonte resta sostenibile. Se il prelievo eccede la rigenerazione — ad esempio con un disboscamento non compensato — il vantaggio ambientale viene meno.

Come producono energia

Le biomasse combustibili producono energia soprattutto tramite conversione termochimica, cioè usando il calore per innescare reazioni che trasformano la materia in energia. La forma più semplice è la combustione diretta: legna, pellet e sottoprodotti del legno bruciano in stufe e caldaie per riscaldare gli ambienti o l'acqua.

Il pellet è il combustibile domestico più diffuso, perché ha una resa elevata e costante. Le principali biomasse combustibili comprendono materiali vegetali da coltivazioni dedicate, residui di lavorazioni forestali e agricole, cortecce, segatura e trucioli di legno vergine.

Gli incentivi per le biomasse

A differenza delle caldaie a gas, escluse dall'Ecobonus, i generatori a biomassa (stufe e caldaie a pellet o legna) restano agevolati perché alimentati da fonte rinnovabile. Per installarli ci sono due strade, alternative sullo stesso intervento:

  • la detrazione fiscale, al 50% per l'abitazione principale e al 36% per gli altri immobili, recuperata in 10 rate annuali;
  • il Conto Termico (nella versione 3.0, in vigore da fine 2025), un contributo diretto del GSE che per gli impianti a biomassa può arrivare fino al 65% della spesa, erogato in tempi rapidi e calcolato in base a potenza, emissioni di polveri e zona climatica.

Le due misure non si cumulano sullo stesso intervento. Il dettaglio è nelle guide agli incentivi per stufe a pellet e caldaie a biomassa e al Conto Termico.

Biomasse: vantaggi e svantaggi

Le biomasse hanno un'impronta ambientale nettamente inferiore ai combustibili fossili, ma non nulla: il ciclo produttivo (coltivazione, raccolta, trasporto) genera comunque emissioni e la combustione libera polveri sottili. Ecco il bilancio.

Vantaggi

  • Fonte rinnovabile con tempi di rigenerazione brevi rispetto ai fossili
  • Impatto ambientale inferiore a carbone, petrolio e gas
  • Accesso a detrazione fiscale e Conto Termico fino al 65%
  • Valorizza scarti e residui biologici altrimenti smaltiti

Svantaggi

  • Il ciclo produttivo (raccolta, trasporto) genera comunque CO2
  • La combustione emette polveri sottili, un problema per la qualità dell'aria
  • La rinnovabilità dipende dall'equilibrio tra prelievo e rigenerazione
  • Richiede spazio per lo stoccaggio del combustibile (pellet, legna)

Domande frequenti

Sono la frazione biodegradabile di prodotti, rifiuti e residui di origine biologica (legna, pellet, scarti agricoli e forestali) usata per produrre energia, soprattutto calore per il riscaldamento.

Perché si rigenerano in tempi brevi, a differenza dei fossili. La condizione è che il prelievo non superi la capacità di rigenerazione naturale della risorsa.

La detrazione fiscale (50% prima casa, 36% altri immobili) oppure il Conto Termico, che per la biomassa arriva fino al 65% della spesa con erogazione rapida. Le due misure non si cumulano sullo stesso intervento.

Hanno un impatto molto inferiore ai fossili, ma la combustione emette polveri sottili e il ciclo produttivo genera CO2. Per questo contano molto l'efficienza dell'impianto e la qualità del combustibile.

Antonino Vento
Scritto da
Antonino Vento
Founder & Energy Expert
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