Cosa sapere in breve
- Gli accessori chiave sono staffe, tubi in rame, scarico condensa e linea elettrica;
- le staffe universali in acciaio reggono l'unità esterna e smorzano le vibrazioni;
- i tubi in rame collegano le due unità e incidono su resa e costi;
- la condensa va convogliata verso l'esterno o raccolta e smaltita;
- meglio un installatore abilitato: il gas refrigerante va gestito in sicurezza.
Le staffe per l'unità esterna
Una volta scelto il climatizzatore adatto, il primo accessorio da considerare sono le staffe: l'unità esterna va fissata su supporti robusti, capaci di sostenerne il peso e di smorzare le vibrazioni. Non tutte le soluzioni sono uguali.
Il consiglio è puntare su staffe universali in acciaio, regolabili in base al modello e resistenti nel tempo. Di solito vengono fornite con il relativo kit di fissaggio e hanno un costo di poche decine di euro, spesso trascurabile rispetto al resto dell'impianto.
I tubi in rame
I tubi in rame collegano l'unità interna a quella esterna e vengono spesso sottovalutati, pur incidendo sia sulla resa sia sui costi. Il rame è il materiale d'elezione perché è un ottimo conduttore di calore, si lavora facilmente (consente curve strette senza crepe) e resiste alla corrosione, indispensabile in un circuito che lavora con i gas refrigeranti.
La lunghezza del percorso tra le due unità va tenuta il più contenuta possibile: tubazioni troppo lunghe riducono l'efficienza dell'impianto. È uno degli aspetti in cui la competenza dell'installatore fa davvero la differenza.
Lo scarico della condensa
Durante il funzionamento il climatizzatore produce condensa, che va gestita correttamente per evitare gocciolamenti e danni. La soluzione più semplice è convogliarla verso l'esterno tramite un tubo di scarico con la giusta pendenza.
Dove non è possibile portare lo scarico all'esterno, esistono pompe di scarico condensa che sollevano e allontanano l'acqua, oppure sistemi di raccolta da svuotare periodicamente. La scelta dipende dalla posizione dell'unità interna.
Il collegamento elettrico
Il climatizzatore va alimentato dalla corrente e questo aspetto può incidere sui costi, soprattutto se manca una predisposizione dedicata. La soluzione corretta è una linea elettrica dedicata con interruttore di protezione; in alternativa, per le macchine di piccola taglia, si può ricorrere ai sistemi a spina.
È invece sconsigliato collegare il climatizzatore a una linea priva di protezione dedicata. Servono inoltre i cavi per collegare unità interna ed esterna, meglio se di colori diversi per facilitarne il riconoscimento.
Fai-da-te o installatore abilitato?
Per uno split fisso è nettamente preferibile un installatore abilitato. Solo un tecnico esperto può operare in sicurezza su fori nel muro, collegamenti elettrici e soprattutto sul circuito del gas refrigerante: un errore nella connessione dei tubi in rame può causare la fuoriuscita del gas e compromettere la macchina.
Oltre alla sicurezza, l'installazione a regola d'arte garantisce la massima efficienza e preserva la garanzia del produttore. Il fai-da-te può avere senso solo per apparecchi portatili o, in alcuni casi, per i monoblocchi senza unità esterna.
Domande frequenti
Le staffe per l'unità esterna, i tubi in rame che collegano le due unità, il sistema di scarico della condensa e una linea elettrica dedicata con protezione, oltre ai cavi di collegamento tra le unità.
Per uno split fisso no: serve un tecnico abilitato, perché la gestione del gas refrigerante e i collegamenti devono essere a norma. Il fai-da-te è possibile solo per portatili e, a volte, monoblocchi a parete.
Perché tubazioni troppo lunghe riducono l'efficienza dell'impianto. Conviene tenere l'unità interna e quella esterna il più vicine possibile e affidarsi a un installatore per il dimensionamento corretto.
Va convogliata all'esterno con un tubo di scarico o, dove non è possibile, sollevata con una pompa di scarico o raccolta in un contenitore da svuotare. L'importante è evitare gocciolamenti e ristagni.