Cosa sapere in breve
- Con il Ritiro Dedicato il GSE acquista l'energia immessa in rete a un prezzo per kWh;
- è il principale regime attivo dopo la chiusura dello scambio sul posto ai nuovi impianti;
- la remunerazione segue il prezzo medio mensile della zona di mercato;
- gli impianti fino a 1 MW hanno i prezzi minimi garantiti, aggiornati ogni anno dall'ARERA;
- la convenzione si stipula online sul portale del GSE.
Cos'è il Ritiro Dedicato
Il Ritiro Dedicato (RID) è la modalità con cui un produttore, invece di vendere l'energia sul mercato, la cede direttamente al GSE, che la ritira e la remunera con un corrispettivo per ogni kWh immesso in rete. È una procedura semplice, pensata soprattutto per i piccoli produttori.
Dopo la chiusura dello scambio sul posto ai nuovi impianti (dal 26 settembre 2025), il Ritiro Dedicato è diventato il principale regime commerciale offerto dal GSE per valorizzare l'energia che non si autoconsuma.
Come viene remunerata l'energia
Il valore riconosciuto per ogni kWh dipende dall'andamento medio mensile dei prezzi nella zona di mercato in cui è connesso l'impianto: in pratica, si viene pagati ai prezzi dell'energia all'ingrosso, che variano nel tempo.
Per i piccoli impianti esiste però una tutela: gli impianti da fonti rinnovabili con potenza fino a 1 MW accedono ai prezzi minimi garantiti, una soglia minima sotto la quale la remunerazione non può scendere, applicata a una quota annua di energia immessa (nel 2025 fino a 1.500.000 kWh). I prezzi minimi garantiti sono fissati e aggiornati ogni anno dall'ARERA: per il 2025, ad esempio, il valore per il fotovoltaico è di circa 46,8 €/MWh. Se il prezzo di mercato è più alto del minimo garantito, al produttore viene riconosciuto il valore più alto.
Chi può aderire al Ritiro Dedicato
Possono accedere al Ritiro Dedicato i produttori con impianti che rientrano in determinate soglie di potenza e tipologia di fonte. In particolare:
- impianti da fonti rinnovabili con potenza apparente nominale inferiore a 10 MVA (comprese le centrali ibride);
- impianti da fonti rinnovabili programmabili (o non rinnovabili) di piccola taglia, entro le soglie previste;
- per gli impianti di taglia maggiore l'accesso è possibile solo in casi specifici e per determinate fonti.
Per un impianto fotovoltaico domestico, quindi, il Ritiro Dedicato è sempre accessibile. Non è invece cumulabile, sullo stesso impianto, con le tariffe incentivanti onnicomprensive (come i vecchi Conto Energia) che già remunerano l'energia immessa.
Come si attiva la convenzione
La convenzione di Ritiro Dedicato si stipula con il GSE tramite l'apposito applicativo sul portale. Per i nuovi impianti fotovoltaici l'attivazione è integrata nella procedura semplificata del Modello Unico, quindi in gran parte gestita dall'installatore.
Il GSE eroga i corrispettivi con acconti periodici e un conguaglio, e i prezzi minimi garantiti aggiornati sono consultabili sul portale del GSE e sul sito dell'ARERA. Per valutare se convenga di più il Ritiro Dedicato o l'ingresso in una Comunità Energetica, vedi la guida agli incentivi per il fotovoltaico.
Domande frequenti
È la modalità con cui il GSE acquista l'energia che un impianto immette in rete, remunerandola con un corrispettivo per kWh. Dopo la chiusura dello scambio sul posto ai nuovi impianti, è il principale regime commerciale del GSE.
Segue il prezzo medio mensile di mercato della zona. Gli impianti fino a 1 MW hanno però i prezzi minimi garantiti aggiornati ogni anno dall'ARERA (per il 2025 circa 46,8 €/MWh per il fotovoltaico), applicati a una quota annua di energia.
Sì: per gli impianti domestici il Ritiro Dedicato è sempre accessibile e per i nuovi impianti si attiva direttamente con il Modello Unico, insieme alla richiesta di connessione.
Dipende: il Ritiro Dedicato paga l'energia immessa ai prezzi di mercato, la Comunità Energetica dà accesso a una tariffa incentivante sull'energia condivisa. Spesso conviene comunque massimizzare prima l'autoconsumo.