Cosa sapere in breve
- Un edificio NZEB ha un fabbisogno energetico quasi nullo, coperto da rinnovabili in situ;
- è stato lo standard per le nuove costruzioni dal 2019 (2018 per gli edifici pubblici);
- la direttiva Case Green (EPBD 2024) introduce l'edificio a emissioni zero;
- nuovi edifici pubblici a emissioni zero dal 2028, tutti i nuovi dal 2030;
- si ottiene lavorando su tre fronti: involucro, impianti e fonti rinnovabili.
Cos'è un edificio NZEB
Un edificio NZEB (dall'inglese Nearly Zero Energy Building, edificio a energia quasi zero) ha una prestazione energetica altissima: il fabbisogno per riscaldamento, raffrescamento, acqua calda ed elettricità è talmente basso da risultare quasi nullo. La poca energia che serve deve essere coperta in gran parte da fonti rinnovabili, meglio se prodotte sul posto (ad esempio con il fotovoltaico).
Non è un'etichetta commerciale ma un requisito di legge: in Italia, dal 2019 tutti i nuovi edifici (dal 2018 quelli pubblici) devono essere costruiti come NZEB, in attuazione della direttiva europea sulla prestazione energetica (EPBD). Esistono anche protocolli volontari più spinti, come lo standard Passivhaus o il CasaClima altoatesino.
Cosa cambia con la direttiva Case Green (EPBD 2024)
La nuova direttiva Case Green (Direttiva UE 2024/1275, in vigore dal 28 maggio 2024) supera il concetto di NZEB e introduce quello, più ambizioso, di edificio a emissioni zero. Gli Stati membri devono recepirla entro il 29 maggio 2026. Le scadenze principali:
- 2028: i nuovi edifici di proprietà pubblica dovranno essere a emissioni zero;
- 2030: tutti i nuovi edifici dovranno essere a emissioni zero;
- 2030-2035: per gli edifici residenziali esistenti, riduzione del consumo medio di energia del 16% al 2030 e del 20-22% al 2035;
- 2040: stop all'installazione di nuove caldaie alimentate a combustibili fossili;
- 2050: obiettivo di un parco immobiliare a emissioni zero.
In pratica, la direzione è chiara: gli edifici del futuro non solo consumeranno pochissimo, ma non dovranno più produrre emissioni dirette. Per questo il riscaldamento va progressivamente verso soluzioni elettriche efficienti come le pompe di calore, a scapito delle caldaie a gas. Le regole di dettaglio dipenderanno dal recepimento italiano.
Come si ottiene un edificio a bassissimo consumo
Non esiste una formula unica: si lavora in modo integrato su tre fronti, partendo da principi di architettura bioclimatica che sfruttano il clima esterno (orientamento, ombreggiamento, ventilazione naturale) per ridurre il ricorso agli impianti.
- Involucro: isolamento termico spinto di pareti, tetto e infissi per azzerare le dispersioni;
- Impianti efficienti: pompe di calore, ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, gestione smart;
- Fonti rinnovabili in situ: soprattutto il fotovoltaico, spesso abbinato a un sistema di accumulo.
Sono gli stessi interventi che migliorano la classe energetica di un immobile esistente: un edificio non nasce necessariamente NZEB, ma può avvicinarvisi con una riqualificazione profonda. Un audit energetico aiuta a individuare gli interventi prioritari.
Domande frequenti
NZEB sta per Nearly Zero Energy Building, edificio a energia quasi zero: ha un fabbisogno energetico bassissimo, coperto in gran parte da fonti rinnovabili prodotte sul posto. In Italia è lo standard obbligatorio per i nuovi edifici dal 2019.
È la direttiva UE 2024/1275 (EPBD) che porta gli edifici verso le emissioni zero: nuovi edifici pubblici a emissioni zero dal 2028, tutti i nuovi dal 2030, con obiettivi di riduzione dei consumi per gli edifici esistenti e stop alle nuove caldaie fossili dal 2040.
La direttiva prevede lo stop all'installazione di nuove caldaie alimentate solo da combustibili fossili dal 2040. Le regole operative dipenderanno dal recepimento italiano, ma la direzione è verso pompe di calore e sistemi ibridi.
Un edificio esistente difficilmente diventa NZEB, ma può avvicinarvisi con una riqualificazione profonda su involucro, impianti e rinnovabili, migliorando sensibilmente la classe energetica. Un audit energetico aiuta a definire le priorità.