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Cosa sapere in breve

  • Brucia pellet di legno e produce pochissima cenere (intorno allo 0,5%);
  • costa meno del gas per unità di calore, con un risparmio indicativo del 15-20%;
  • i modelli idro scaldano anche l'acqua e si integrano nel riscaldamento;
  • dà diritto a detrazioni fiscali o al Conto Termico (non cumulabili);
  • richiede sempre un tubo di scarico fumi e un collegamento elettrico.

Come funziona una stufa a pellet

La stufa a pellet usa come combustibile segatura di legno compressa. Un serbatoio alimenta la camera di combustione, mentre una centralina elettronica con termostato dosa combustibile e aria per una combustione ottimale; il collegamento elettrico serve alla ventilazione e ai controlli, non a produrre calore. Il residuo di cenere è minimo (intorno allo 0,5%) e tutte le stufe richiedono un tubo di scarico dei fumi.

Il prezzo del pellet varia con le stagioni: è più basso in primavera ed estate e sale in autunno, quando aumenta la domanda. I modelli smart permettono anche il controllo da smartphone.

Le tipologie di stufa a pellet

Esistono diverse tipologie, adatte a esigenze differenti:

  • Ad aria: le più semplici ed economiche, scaldano l'ambiente in cui si trovano, adatte ad appartamenti piccoli;
  • Idro (idrostufe): riscaldano anche l'acqua e si integrano nell'impianto di riscaldamento e per l'acqua calda sanitaria;
  • Canalizzate: distribuiscono l'aria calda in più stanze tramite un sistema di canalizzazione;
  • Multicombustibile: bruciano anche residui agricoli, più orientate all'uso aziendale;
  • Senza canna fumaria: scaricano i fumi da una parete esterna; richiedono installazione professionale a norma.

Perché con il pellet si risparmia

Il pellet ha in genere un costo per unità di calore inferiore a quello del gas, e nettamente più basso di gasolio e GPL. Il risparmio rispetto al metano può aggirarsi intorno al 15-20%, anche se il divario dipende dai prezzi del momento: il pellet ha conosciuto forti rincari in passato, quindi conviene sempre confrontare i costi aggiornati dei combustibili.

Per massimizzare il risparmio contano anche la qualità del pellet e il momento dell'acquisto: vedi come scegliere il pellet migliore.

Come scegliere la stufa giusta

La scelta della potenza dipende soprattutto dalle dimensioni dell'abitazione e dal suo isolamento. I parametri chiave da valutare, meglio con un tecnico, sono:

  • metratura e altezza dei soffitti dei locali da riscaldare;
  • possibilità di canalizzazione o posizione centrale della stufa;
  • livello di isolamento termico dell'abitazione;
  • preferenza per un funzionamento manuale o automatico.

Come regola generale, la potenza necessaria si stima moltiplicando i metri quadri per l'altezza e per un coefficiente termico che dipende dall'isolamento: un installatore saprà indicare il valore corretto per il tuo caso.

Gli incentivi per la stufa a pellet

L'installazione di una stufa o caldaia a biomassa ad alta efficienza dà diritto ad agevolazioni. Le due strade, alternative tra loro, sono la detrazione fiscale (Bonus Ristrutturazioni o Ecobonus, in genere il 50% per l'abitazione principale) e il Conto Termico, un contributo diretto del GSE più alto nelle zone climatiche fredde.

Per accedervi servono precisi requisiti di rendimento ed emissioni. Il dettaglio, con requisiti e come scegliere tra le due opzioni, è nella guida agli incentivi per stufe a pellet e caldaie a biomassa.

Quanto costa una stufa a pellet

I prezzi variano molto con la tipologia. In modo indicativo, per il solo apparecchio:

  • modelli base ad aria: circa 400-1.000 €;
  • modelli idro (idrostufe): circa 1.500-3.000 €;
  • modelli multicombustibile o canalizzati: circa 1.500-5.000 €.

A questi si aggiunge l'installazione, che va da poche centinaia di euro per una stufa ad aria fino a oltre 1.000-2.000 € per modelli idro o canalizzati. Conviene richiedere un preventivo chiavi in mano, che comprende apparecchio e posa in opera, e confrontarne più d'uno.

Domande frequenti

Il pellet costa in genere meno del gas per unità di calore, con un risparmio indicativo del 15-20%, e molto meno di gasolio e GPL. Il divario però dipende dai prezzi del momento, quindi conviene confrontare i costi aggiornati.

La stufa ad aria scalda l'ambiente in cui si trova; la idro (idrostufa) riscalda anche l'acqua e si integra nell'impianto di riscaldamento e per l'acqua calda sanitaria, come una caldaia.

Sì: la detrazione fiscale (Bonus Ristrutturazioni o Ecobonus) oppure il Conto Termico, in alternativa tra loro. Servono requisiti di rendimento ed emissioni; verifica le condizioni aggiornate.

Serve sempre un sistema di scarico dei fumi. Esistono modelli senza canna fumaria tradizionale che scaricano da una parete esterna, ma richiedono un'installazione professionale e a norma.

Ivano Vangone
Scritto da
Ivano Vangone
SEO Content Manager
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