Cosa sapere in breve
- Scalda l'acqua con il calore del sole; non produce elettricità come il fotovoltaico;
- è composto da un collettore solare e da un serbatoio di accumulo;
- per uso domestico si usano impianti a bassa temperatura (fino a 120 °C);
- riduce la spesa per l'acqua calda sanitaria integrando o sostituendo la caldaia;
- si ammortizza in genere in 5-10 anni, meno con gli incentivi del Conto Termico.
Come funziona e che tipi esistono
Il principio è semplice: un collettore solare cattura la radiazione solare e la trasferisce a un fluido, che cede il calore all'acqua accumulata in un serbatoio. I sistemi si classificano in base alla temperatura raggiunta:
- bassa temperatura (fino a 120 °C): la categoria più comune per uso residenziale;
- media temperatura (da 120 a 500 °C): per applicazioni industriali e commerciali;
- alta temperatura (oltre 500 °C): per le centrali termoelettriche.
Da non confondere con il solare termodinamico, che invece produce energia elettrica. Il solare termico domestico serve essenzialmente a scaldare l'acqua.
I componenti dell'impianto
Un impianto solare termico ha due elementi principali:
- collettore solare (o pannello): cattura l'energia solare e la trasferisce al fluido. Le varianti più diffuse sono i pannelli piani selettivi e i collettori sottovuoto, che differiscono per costo ed efficienza;
- serbatoio di accumulo: immagazzina il calore prodotto per renderlo disponibile anche quando non c'è sole, garantendo continuità nell'acqua calda.
Le tipologie di circolazione
Il fluido può circolare nell'impianto in tre modi, con diversi livelli di efficienza e costo:
Circolazione naturale
È il sistema più semplice ed economico: il fluido si muove per differenza di densità, senza pompa. Ha un'efficienza minore per le maggiori dispersioni ed è adatto a climi miti e a fabbisogni contenuti.
Circolazione forzata
Usa una pompa e un fluido antigelo: è più complessa e costosa, ma offre un'efficienza nettamente superiore. È la soluzione consigliata per la maggior parte delle case.
Sistema a drenaggio
Simile alla forzata, ma si svuota automaticamente quando le condizioni lo richiedono, proteggendo l'impianto da surriscaldamento e gelo.
Vantaggi economici e incentivi
Il solare termico riduce sensibilmente la bolletta per l'acqua calda, soprattutto nelle regioni con buon irraggiamento. Il risparmio dipende da esposizione dell'impianto, fabbisogno di acqua calda e sistema di riscaldamento preesistente, con tempi di ammortamento indicativi di 5-10 anni.
A ridurre i tempi di ritorno contribuiscono gli incentivi: il solare termico rientra tra gli interventi finanziabili con il Conto Termico del GSE, in alternativa alle detrazioni fiscali. Rende ancora di più se abbinato a una caldaia a condensazione, che interviene solo quando il sole non basta.
Domande frequenti
Il solare termico scalda l'acqua con il calore del sole; il fotovoltaico produce energia elettrica. Sono due tecnologie diverse, che si possono anche installare insieme sullo stesso tetto.
Il risparmio riguarda soprattutto l'acqua calda sanitaria e dipende da irraggiamento, esposizione e fabbisogno. L'investimento si ammortizza in genere in 5-10 anni, ridotti dagli incentivi.
La naturale è più economica ma meno efficiente, adatta a climi miti; la forzata, con pompa e antigelo, è più efficiente ed è la scelta consigliata per la maggior parte delle abitazioni.
Sì: rientra tra gli interventi finanziabili con il Conto Termico del GSE, in alternativa alle detrazioni fiscali. Le condizioni cambiano nel tempo: verifica quelle in vigore.