7 min di lettura
Indice

Cosa sapere in breve

  • Non esistono più incentivi in tariffa (Conto Energia chiuso dal 2013, Scambio sul Posto chiuso ai nuovi impianti dal 26 settembre 2025);
  • l'agevolazione principale è la detrazione del 50% (prima casa) o 36% (altri immobili), in 10 rate;
  • su acquisto e installazione si applica l'IVA agevolata al 10%;
  • il Reddito Energetico Nazionale finanzia impianti gratuiti alle famiglie con ISEE basso;
  • chi aderisce a una Comunità Energetica (CER) accede alla tariffa incentivante del GSE.

Quali incentivi ci sono per il fotovoltaico nel 2026

Gli incentivi per il fotovoltaico sono cambiati radicalmente rispetto agli anni d'oro del Conto Energia, che remunerava direttamente ogni kWh prodotto ed è chiuso ai nuovi impianti dal 2013. Oggi il vantaggio economico si costruisce soprattutto con l'autoconsumo — l'energia che produci e usi subito, senza comprarla dalla rete — sostenuto da alcune agevolazioni fiscali ed economiche.

Per un impianto domestico gli strumenti disponibili nel 2026 sono principalmente quattro: la detrazione fiscale del Bonus Ristrutturazioni, l'IVA agevolata al 10%, il Reddito Energetico Nazionale (riservato a chi ha un ISEE basso) e le Comunità Energetiche Rinnovabili. Vediamoli uno per uno.

La detrazione fiscale (Bonus Ristrutturazioni)

È l'incentivo più usato per il fotovoltaico di casa. L'installazione dei pannelli rientra tra gli interventi di ristrutturazione e recupero edilizio, che danno diritto a una detrazione IRPEF recuperata in 10 quote annuali di pari importo. Nel 2026 l'aliquota è del 50% per l'abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, entro un tetto di spesa di 96.000 € per unità immobiliare.

La detrazione copre l'intero impianto, sistema di accumulo compreso. Un esempio: su un impianto con batteria da 12.000 €, con l'aliquota del 50% si recuperano 6.000 € in dieci anni (600 € l'anno di minori imposte); con il 36% il recupero scende a 4.320 €. Attenzione: per fruirne serve una capienza IRPEF sufficiente ad assorbire ogni rata.

Le regole pratiche sono poche ma tassative: pagare con bonifico "parlante" tracciabile (quello dedicato alle detrazioni), conservare fatture e ricevute e — trattandosi di un intervento di risparmio energetico — inviare la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Le aliquote e i requisiti vengono aggiornati ogni anno con la legge di bilancio, quindi conviene verificare le condizioni in vigore sul sito dell'Agenzia delle Entrate prima di procedere.

L'IVA agevolata al 10%

All'acquisto e all'installazione di un impianto fotovoltaico si applica l'IVA agevolata al 10%, al posto dell'aliquota ordinaria del 22%. L'agevolazione riguarda i moduli, l'inverter, le strutture di sostegno, la quadristica e i sistemi di accumulo collegati all'impianto, ed è stata prorogata fino al 31 dicembre 2026.

È un vantaggio automatico, applicato direttamente in fattura dall'installatore: non richiede domande né pratiche da parte tua. Si cumula con la detrazione, perché riduce a monte il prezzo su cui poi calcoli il 50% o il 36%.

Il Reddito Energetico Nazionale

Il Reddito Energetico Nazionale è una misura gestita dal GSE che finanzia l'installazione gratuita di un impianto fotovoltaico per le famiglie in condizione di disagio economico, coprendo i costi di realizzazione e la manutenzione per almeno dieci anni. È l'unica agevolazione che non richiede un esborso iniziale, ma è riservata a chi rientra in precisi limiti di reddito.

  • Requisito di reddito: ISEE inferiore a 15.000 €, che salgono a 30.000 € per i nuclei con almeno quattro figli;
  • Immobile: il richiedente deve risiedere nell'abitazione e vantarne un diritto reale;
  • Potenza: impianto tra 2 e 6 kW, installato sulla copertura o sulle pertinenze dell'abitazione;
  • Contributo: una quota fissa di 2.000 € più una quota variabile di 1.500 € per ogni kW installato.

La famiglia usa l'energia prodotta per l'autoconsumo, mentre l'eccedenza immessa in rete viene ceduta al GSE. Le domande si presentano tramite il portale del GSE quando il bando è aperto e i fondi disponibili.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)

Una Comunità Energetica Rinnovabile è un gruppo di cittadini, imprese o enti che producono e condividono l'energia rinnovabile prodotta localmente. Per l'energia condivisa all'interno della comunità il GSE riconosce una tariffa incentivante per 20 anni, che secondo il decreto CER (DM 414/2023) varia indicativamente da 60 a 120 €/MWh a seconda della taglia dell'impianto e del prezzo zonale dell'energia.

Per gli impianti realizzati nei comuni sotto i 5.000 abitanti è inoltre previsto, grazie al PNRR, un contributo in conto capitale fino al 40% della spesa (che in questo caso riduce la tariffa incentivante). È la strada più interessante per valorizzare l'energia che non autoconsumi, in alternativa alla semplice vendita in rete. Puoi approfondire i meccanismi del GSE nella nostra guida al GSE e al fotovoltaico.

E lo Scambio sul Posto?

Lo Scambio sul Posto, il meccanismo che compensava l'energia immessa in rete con quella prelevata, è stato chiuso ai nuovi impianti dal 26 settembre 2025 (ultima data utile per l'allaccio il 29 maggio 2025). Le convenzioni già attive restano valide fino alla loro scadenza, poi passano automaticamente al Ritiro Dedicato.

Per un impianto nuovo, quindi, l'energia in eccesso non si valorizza più con lo scambio sul posto ma con il Ritiro Dedicato (il GSE la acquista a prezzi di mercato), oppure — meglio — condividendola in una CER o riducendo l'immissione con un sistema di accumulo. I dettagli di scambio sul posto e ritiro dedicato sono nella pagina dedicata al GSE fotovoltaico.

Conviene ancora installare il fotovoltaico?

Sì, ma la convenienza oggi si gioca sull'autoconsumo più che sugli incentivi. Il calo dei prezzi dei pannelli e l'aumento del costo dell'energia rendono conveniente produrre e consumare la propria elettricità: più energia autoconsumi, più risparmi in bolletta. Un sistema di accumulo alza la quota di autoconsumo immagazzinando l'energia prodotta di giorno per usarla la sera.

Per capire se e quanto conviene nel tuo caso servono un dimensionamento corretto sui tuoi consumi e un'installazione a regola d'arte da parte di una ditta qualificata. Vedi la nostra guida per valutare un preventivo fotovoltaico e la panoramica su come funziona un impianto fotovoltaico.

Domande frequenti

Il Bonus Ristrutturazioni: 50% per l'abitazione principale e 36% per gli altri immobili, entro 96.000 € di spesa e in 10 rate annuali. Copre anche il sistema di accumulo.

No. Il Conto Energia è chiuso ai nuovi impianti dal 2013 e lo Scambio sul Posto non accetta nuovi impianti dal 26 settembre 2025. L'energia in eccesso oggi si valorizza con il Ritiro Dedicato o con una Comunità Energetica.

Le famiglie con ISEE sotto i 15.000 € (30.000 € con almeno quattro figli), residenti nell'immobile, per un impianto tra 2 e 6 kW. Il contributo del GSE copre realizzazione e manutenzione.

L'IVA al 10% si applica sempre e riduce il prezzo su cui calcoli la detrazione. La detrazione è compatibile con la partecipazione a una Comunità Energetica: puoi detrarre la spesa dell'impianto e, insieme, beneficiare della tariffa incentivante del GSE sull'energia condivisa. Non è invece cumulabile con il Reddito Energetico, che finanzia un impianto gratuito, senza una spesa da detrarre.

Antonino Vento
Scritto da
Antonino Vento
Founder & Energy Expert
Leggi di più