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Cosa sapere in breve

  • Due incentivi alternativi: detrazione fiscale oppure Conto Termico;
  • la detrazione (Bonus Ristrutturazioni/Ecobonus) recupera la spesa in 10 anni;
  • il Conto Termico è un contributo diretto del GSE, più rapido da incassare;
  • servono requisiti di rendimento ed emissioni (certificazione ambientale);
  • i due incentivi non sono cumulabili sullo stesso intervento.

La detrazione fiscale

L'installazione di un generatore a biomassa ad alta efficienza dà diritto a una detrazione IRPEF, recuperata in 10 quote annuali. Nel 2026 l'aliquota del Bonus Ristrutturazioni è del 50% per l'abitazione principale e del 36% per gli altri immobili; in alternativa si può usare l'Ecobonus per la sostituzione dell'impianto, entro i massimali di spesa previsti.

Per accedervi la stufa o caldaia deve rispettare precisi requisiti tecnici:

  • rendimento termico elevato, secondo le soglie di legge;
  • bassi livelli di emissioni, con la certificazione ambientale prevista (classe a stelle);
  • uso di pellet conforme allo standard di qualità (norma ISO 17225-2).

Le spese ammissibili comprendono apparecchio, installazione, rimozione del vecchio impianto e prestazioni professionali. È obbligatoria la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori e il pagamento con bonifico tracciabile.

Il Conto Termico

Il Conto Termico (nella versione aggiornata "3.0") incentiva i generatori a biomassa ad alta efficienza con un contributo diretto del GSE, non una detrazione. È spesso la scelta migliore per la biomassa, perché il rimborso arriva in tempi rapidi.

L'importo dipende da potenza dell'impianto, emissioni di particolato e zona climatica: è più alto nelle zone fredde (D, E, F) e più basso in quelle calde (A, B, C). L'erogazione avviene in un'unica soluzione sotto una certa soglia di importo, in rate annuali sopra tale soglia; la domanda si presenta sul portale del GSE. Per il dettaglio, vedi la guida al Conto Termico.

Quale incentivo conviene?

Non c'è una risposta valida per tutti: dipende dall'impianto e dalla zona climatica. In generale, il Conto Termico tende a essere più conveniente per stufe e caldaie a biomassa — soprattutto nelle zone fredde e per chi preferisce incassare subito — mentre la detrazione fiscale può convenire a chi ha capienza IRPEF ed effettua l'intervento nell'ambito di una ristrutturazione più ampia.

Trattandosi di importi e requisiti che cambiano nel tempo, la scelta va fatta con l'installatore, confrontando i due incentivi sul caso concreto. Ricorda che non sono cumulabili sullo stesso intervento.

Domande frequenti

Due, alternativi: la detrazione fiscale (Bonus Ristrutturazioni al 50%/36% o Ecobonus), recuperata in 10 anni, oppure il Conto Termico, un contributo diretto del GSE più rapido da incassare.

Per la biomassa il Conto Termico è spesso più conveniente, soprattutto nelle zone fredde e per chi vuole incassare subito. La detrazione conviene a chi ha capienza IRPEF e fa una ristrutturazione più ampia. Valuta con l'installatore.

No: detrazione fiscale e Conto Termico non sono cumulabili sullo stesso intervento. Bisogna sceglierne uno, in base a quale risulta più vantaggioso nel proprio caso.

Rendimento termico elevato, basse emissioni con la certificazione ambientale prevista (classe a stelle) e uso di pellet conforme alla norma ISO 17225-2. I valori esatti dipendono dalla normativa in vigore.

Antonino Vento
Scritto da
Antonino Vento
Founder & Energy Expert
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