Cosa sapere in breve
- Fa circolare acqua a bassa temperatura (circa 35 °C) in tubi sotto il pavimento;
- diffonde il calore in modo uniforme, senza termosifoni a vista;
- fa risparmiare il 10-15%, di più se abbinato a condensazione o pompa di calore;
- può funzionare anche d'estate come raffrescamento, con acqua refrigerata;
- ha un'inerzia termica alta: sconsigliato per accensioni brevi o saltuarie.
Com'è fatto un pavimento radiante
L'impianto è costituito da tubazioni posate sotto il pavimento, a una certa profondità dalla superficie calpestabile. A contatto con la soletta si posa uno strato di materiale isolante che limita le dispersioni verso il basso; sopra vengono annegate nel massetto le tubazioni, e infine si posa il pavimento.
Lo spessore totale (isolante, massetto e pavimento) varia in genere tra i 10 e i 15 cm. Le tubazioni confluiscono in un collettore che distribuisce il fluido termovettore alle varie zone, e lavorano con acqua a bassa temperatura (in media intorno ai 35 °C), il che è alla base della loro efficienza.
Quanto si risparmia
In media un pavimento radiante permette di risparmiare dal 10 al 15% sui consumi rispetto a un impianto a termosifoni tradizionale, proprio perché lavora a bassa temperatura.
Il risparmio aumenta se l'impianto è abbinato a generatori efficienti, come una caldaia a condensazione, una pompa di calore o il solare termico: sono proprio i sistemi a bassa temperatura a valorizzare al massimo la condensazione.
I vantaggi (e l'uso estivo)
Oltre al risparmio, il pavimento radiante offre un comfort superiore: il calore sale dal basso in modo uniforme, senza sbalzi tra pavimento e soffitto e senza i moti d'aria dei termosifoni, che sollevano polveri (un vantaggio per chi soffre di allergie). Inoltre libera le pareti dai caloriferi.
Lo stesso impianto può funzionare anche d'estate come raffrescamento, facendo circolare acqua refrigerata (intorno ai 15 °C). La resa in raffrescamento non eguaglia quella di un climatizzatore, ma offre un fresco dolce e senza correnti d'aria.
Quando è sconsigliato
Il limite principale è l'inerzia termica: il pavimento radiante impiega tempo a portarsi a temperatura e altrettanto a raffreddarsi. Per questo è sconsigliato dove il riscaldamento si usa per poche ore al giorno o solo in alcuni giorni, come le seconde case: in questi casi un sistema più reattivo è più adatto.
Quanto costa
L'installazione ha una spesa indicativa di circa 30-60 € al metro quadro, una stima di massima che varia molto con il sistema scelto, l'ampiezza dei locali e le caratteristiche dell'edificio. Va inoltre messo in conto che l'intervento richiede di rifare il pavimento, quindi si realizza tipicamente in costruzione o in ristrutturazione.
Nonostante il costo iniziale, il pavimento radiante è un investimento a lungo termine: recupera nel tempo con i minori consumi rispetto a un impianto a termosifoni datato, oltre a migliorare il comfort abitativo.
Domande frequenti
In media dal 10 al 15% rispetto a un impianto a termosifoni, grazie al funzionamento a bassa temperatura. Il risparmio cresce se abbinato a caldaia a condensazione, pompa di calore o solare termico.
Sì, facendo circolare acqua refrigerata (intorno ai 15 °C). Offre un fresco uniforme e senza correnti, ma la resa non eguaglia quella di un climatizzatore.
Quando il riscaldamento si usa per poche ore al giorno o in modo saltuario: la sua alta inerzia termica lo rende poco adatto, ad esempio, alle seconde case usate nei weekend.
Indicativamente 30-60 € al metro quadro, con ampie variazioni in base al sistema, ai locali e all'edificio. Richiedendo di rifare il pavimento, si realizza in genere in costruzione o ristrutturazione.