Cosa sapere in breve
- Il risparmio energetico è l'energia che non consumi (anche cambiando abitudini);
- l'efficienza energetica è ottenere lo stesso risultato consumando meno;
- sono complementari: insieme riducono di più la bolletta;
- l'efficienza si misura con la classe energetica dell'immobile (APE, da A4 a G);
- la distinzione conta per gli incentivi, che premiano interventi specifici.
Qual è la differenza tra risparmio ed efficienza
La distinzione, definita anche dalla normativa europea sull'efficienza energetica, è semplice se si guarda al risultato. Il risparmio energetico è la quantità di energia risparmiata: la ottieni consumando meno, ad esempio riducendo o eliminando un uso. L'efficienza energetica è invece il rapporto tra il risultato ottenuto e l'energia impiegata: migliorarla — l'efficientamento — significa raggiungere lo stesso risultato con meno energia.
Un esempio con l'auto chiarisce tutto: se vado meno spesso al supermercato consumo meno carburante e ho un risparmio; se ci vado lo stesso ma per una strada più corta, ottengo lo stesso scopo con meno carburante e ho un efficientamento. Le due cose si combinano: andare meno spesso e per la via più corta dà sia risparmio sia efficienza. In casa vale lo stesso principio, e conoscere la differenza è importante perché gli incentivi premiano interventi ben precisi, che a volte rientrano nell'uno e a volte nell'altro ambito.
Gli interventi di efficientamento energetico
Efficientare significa sostituire ciò che consuma con qualcosa che consuma meno, a parità di servizio. Sono interventi che richiedono in genere un investimento, ma che riducono strutturalmente i consumi. I principali:
- la sostituzione dell'impianto di riscaldamento con una caldaia a condensazione o, meglio, una pompa di calore ad alta efficienza;
- la sostituzione dello scaldacqua con una pompa di calore o un impianto solare termico;
- l'installazione di un sistema di accumulo, che sfrutta meglio l'energia già prodotta;
- la gestione intelligente degli impianti con termostati e valvole smart (Smart Home e IoT).
Il risultato dell'efficientamento si può misurare: si legge nella classe energetica dell'immobile, certificata dall'APE (Attestato di Prestazione Energetica), che va dalla A4 (la più efficiente) alla G. Un tecnico può stimare il salto di classe — e quindi il risparmio in bolletta — prima e dopo i lavori.
Gli interventi di risparmio energetico
Il risparmio energetico riguarda tutto ciò che riduce il fabbisogno di energia, dalle opere sull'edificio ai comportamenti quotidiani. Alcuni interventi sono strutturali, altri a costo zero:
- il miglioramento dell'isolamento termico (cappotto, coibentazione del tetto, infissi e doppi vetri), che riduce le dispersioni;
- l'autoproduzione con un impianto fotovoltaico, che abbatte l'energia acquistata dalla rete;
- la sostituzione delle lampadine con i LED e degli elettrodomestici con modelli in classe alta;
- l'eliminazione degli sprechi, a partire dai consumi in stand-by e dalle abitudini d'uso.
A differenza dell'efficienza, il risparmio complessivo è più difficile da quantificare, perché dipende molto dai comportamenti. Ma proprio per questo è alla portata di tutti: molti interventi non richiedono alcun investimento, solo attenzione.
Domande frequenti
Il risparmio è l'energia che non consumi (anche cambiando abitudini); l'efficienza è ottenere lo stesso risultato consumando meno, grazie a impianti migliori. Sono complementari e insieme riducono di più la bolletta.
Con la classe energetica dell'immobile, certificata dall'APE (Attestato di Prestazione Energetica), che va dalla A4, la più efficiente, alla G. Più alta è la classe, minori sono i consumi.
In genere si parte dall'isolamento termico (che riduce il fabbisogno) e dalla sostituzione dell'impianto di riscaldamento. Un audit energetico aiuta a definire le priorità sul caso specifico.
Non sempre: molti interventi di risparmio (LED, eliminazione dello stand-by, abitudini d'uso) sono a costo quasi nullo. L'efficientamento richiede invece un investimento, spesso sostenuto da incentivi.