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In poche parole

  • Il salvavita (interruttore magnetotermico differenziale) è il presidio di sicurezza più importante: deve esserci e va testato ogni mese.
  • Prese, prolunghe e multiprese vanno controllate periodicamente: spine ballerine, ronzii e guaine rotte sono segnali da non ignorare.
  • Bagno e cucina sono gli ambienti più a rischio: acqua, calore e dispositivi sotto tensione sono una combinazione pericolosa.
  • Mai concatenare più multiprese ("piramidi"): è la prima causa di incendi da sovraccarico.
  • Per impianti datati o senza salvavita: chiama un elettricista qualificato e richiedi la dichiarazione di conformità.

Il salvavita: come funziona e come va testato

Il salvavita è il nome popolare dell'interruttore magnetotermico differenziale, un dispositivo presente nel quadro elettrico di casa che svolge tre funzioni di protezione contemporanee :

  • Magnetica: protegge in caso di cortocircuito ;
  • Termica: protegge in caso di sovraccarico, cioè quando si assorbe più corrente di quella sopportabile dall'impianto ;
  • Differenziale: scatta in caso di contatto accidentale con parti in tensione o di dispersione di corrente verso terra.

Il principio di funzionamento è semplice: il dispositivo confronta in tempo reale la corrente entrante e uscente dal circuito; se la differenza supera la soglia di intervento (tipicamente 0,03 A in ambito domestico) interrompe l'alimentazione in pochi millisecondi, evitando che la corrente attraversi il corpo umano.

I parametri che caratterizzano il salvavita

Se serve sostituire o aggiungere un salvavita, è utile conoscere le quattro caratteristiche principali :

  • Potere di interruzione: legato alla corrente di cortocircuito massima nel punto di installazione (4500 A, 6000 A, 10000 A) ;
  • Corrente nominale: la corrente massima che il circuito da proteggere può sopportare (6, 10, 16 A) ;
  • Corrente differenziale (Idn): la soglia di scatto (in genere 0,03 A per uso domestico) ;
  • Tipo: AC è il più diffuso in ambito residenziale; i tipi A e B intercettano anche forme d'onda non sinusoidali e sono utili in presenza di elettronica complessa (inverter, pannelli fotovoltaici).

Il test mensile che salva la vita

Ogni salvavita ha un pulsante di test (marcato con la lettera T). Premerlo simula un guasto differenziale e verifica che il meccanismo di scatto funzioni davvero. Va fatto una volta al mese: se premendo il pulsante la corrente non si interrompe, il salvavita è guasto e va sostituito subito da un elettricista. Un salvavita rotto può rimanere "in posizione ON" pur non proteggendo più nessuno.

Cosa fare se il salvavita scatta

Prova a riarmarlo: prima alza la leva dell'interruttore differenziale, poi quella del magnetotermico. Se la corrente torna e resta stabile, lo scatto era dovuto a un sovraccarico momentaneo (troppi elettrodomestici accesi insieme). Se invece scatta di nuovo subito, c'è un guasto a un elettrodomestico o all'impianto: scollega un dispositivo per volta e prova a riarmare finché non identifichi il colpevole. Se scatta anche con tutti i dispositivi scollegati, chiama l'elettricista.

Salvavita di nuova generazione

I salvavita connessi (come il Salvavita Connesso BTicino) permettono il riarmo automatico a distanza via smartphone, l'invio di notifiche in caso di guasto e il distacco volontario della corrente quando si è fuori casa per lunghi periodi. Sono utili soprattutto per chi ha un freezer o un acquario in casa, perché evitano la perdita del contenuto in caso di scatto durante un'assenza prolungata.

Prese elettriche: cosa controllare

Le prese sono il punto di contatto fra l'impianto e gli utilizzatori, e per questo sono i punti più vulnerabili. Tre controlli rapidi che chiunque può fare :

  • Aderenza al muro: la placca deve essere ben fissata. Se la piastrella balla o si intravedono i cavi, va sostituita subito ;
  • Rumori sospetti: un ronzio o un crepitio quando si inserisce la spina è il segnale di un contatto difettoso, da riparare ;
  • Surriscaldamento: una presa calda al tatto significa che sta dissipando troppa energia per un cattivo contatto o per un carico eccessivo.

Per i bambini, le prese vecchie senza protezione interna vanno coperte con copriprese a scatto. Le prese di nuova generazione (di tipo P30, P40 con alveoli schermati) hanno una protezione integrata che impedisce l'introduzione di oggetti diversi dalle spine.

Prolunghe e multiprese: le regole d'oro

Quando le prese a muro non bastano, prolunghe e ciabatte sono inevitabili, ma vanno scelte e usate con criterio:

  • preferisci modelli con interruttore di sgancio e con fusibile interno ;
  • verifica che le spine non balleranno nella presa: i contatti allentati surriscaldano e possono incendiarsi ;
  • controlla la guaina del cavo: se è incrinata o si vedono i conduttori interni, la prolunga va buttata ;
  • mai concatenare più ciabatte in serie ("piramidi di prese"): è la prima causa di incendio domestico per sovraccarico ;
  • non far passare i cavi sotto tappeti o mobili pesanti: schiacciamento e calore degradano l'isolante.

Approfondiamo la scelta delle prolunghe in una guida dedicata: prolunghe elettriche: meglio preconfezionate o fai da te?.

Elettrodomestici: folgorazione e incendio

Gli elettrodomestici non sono mai completamente sicuri, soprattutto quelli ad alto assorbimento. I rischi principali sono due :

  • Folgorazione: dovuta quasi sempre alla presenza di acqua o umidità in combinazione con un guasto. Tieni gli elettrodomestici lontano dall'umido, usali solo con le mani asciutte e ricovera quelli da esterno (tagliaerba, idropulitrici) all'asciutto dopo l'uso ;
  • Incendio: provocato da sovraccarichi, materiale infiammabile vicino a fonti di calore o cavi danneggiati. Stira mai vicino a tendine, non lasciare il phon attaccato a una multipresa già satura.

Attenzione al bagno

Il bagno è l'ambiente più rischioso: la presenza di acqua moltiplica il rischio di folgorazione. Mai usare il phon con le mani bagnate o vicino al lavandino pieno; piastre, arricciacapelli e radio vanno tenuti lontani da fonti d'acqua. Le norme richiedono prese stagne (IP44 o superiore) per il bagno, oltre alla presenza obbligatoria del salvavita sul circuito che le alimenta.

Coperte elettriche e stufe

Le coperte elettriche vecchie sono fra le principali cause di incendi notturni: se ne hai una di oltre 10 anni, sostituiscila con un modello certificato CE e con timer di spegnimento. Le stufe elettriche assorbono molta corrente: non vanno mai collegate a una multipresa già occupata da altri elettrodomestici, e mai lasciate accese in stanze chiuse con biancheria, carta o oggetti infiammabili nelle vicinanze.

Quando far controllare l'impianto da un elettricista

Un controllo dell'impianto elettrico da parte di un professionista qualificato è consigliato :

  • almeno una volta ogni 5-10 anni per impianti recenti ;
  • prima di acquistare o affittare casa, soprattutto se l'immobile è anteriore al 1990 ;
  • se il salvavita scatta spesso senza causa apparente ;
  • se vuoi installare nuovi dispositivi a forte assorbimento (climatizzatore, induzione, pompa di calore) ;
  • dopo lavori di ristrutturazione o sostituzione di componenti elettrici.

L'elettricista deve rilasciare una dichiarazione di conformità (DiCo) o di rispondenza (DiRi) ai sensi del D.M. 37/08: questi documenti certificano che l'impianto è a norma e sono richiesti in occasione di rogiti, locazioni e attivazioni di nuove utenze.

Domande frequenti sulla sicurezza elettrica

Apri il quadro elettrico (di solito è all'ingresso o accanto al contatore interno) e cerca un interruttore con un piccolo pulsante recante la lettera T di test. Quello è il salvavita. Se non lo trovi, e l'impianto è anteriore al 1990, è probabile che non ci sia: contatta un elettricista per installarlo.

Almeno una volta al mese. Premi il pulsante T e verifica che la corrente si interrompa. Se non scatta, l'interruttore è guasto e non sta proteggendo l'impianto: va sostituito subito.

Meglio di no. I climatizzatori fissi e portatili hanno picchi di assorbimento elevati (fino a 2.000-2.500 W) e una multipresa con altri dispositivi collegati rischia di surriscaldarsi. Il consiglio è collegarli direttamente a una presa a muro dedicata.

In genere è dovuto a una dispersione di un elettrodomestico in standby (frigorifero, lavatrice, caldaia). Può accadere in caso di umidità elevata o di un componente che inizia a deteriorarsi. Se succede ripetutamente, scollega i dispositivi uno per uno per isolare il colpevole, o chiama l'elettricista.

Sì, purché il prodotto sia certificato CE/IMQ e di marca affidabile. Le ciabatte molto economiche da bancarella possono surriscaldarsi o erogare tensioni instabili che danneggiano i dispositivi collegati.

In sintesi

La sicurezza elettrica in casa si gioca su tre fronti: un salvavita funzionante e testato ogni mese, prese e prolunghe in buono stato, abitudini d'uso prudenti soprattutto in bagno e in cucina. Per gli impianti anteriori al 1990 o in caso di scatti ripetuti, l'intervento di un elettricista qualificato con rilascio di DiCo o DiRi è la garanzia che l'impianto sia davvero a regola d'arte.
Ivano Vangone
Scritto da
Ivano Vangone
SEO Content Manager
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