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Cosa sapere sulla disattivazione della linea

  • I costi di disdetta sono regolati dalla delibera AGCOM 487/18/CONS: devono essere proporzionati ai costi tecnici realmente sostenuti dall'operatore;
  • Nel 2026 le cifre vanno da 5 € (TIM) fino a 35 € (WindTre) per la cessazione standard, ben più basse delle penali di un tempo;
  • La maggior parte degli operatori applica la spesa solo se il recesso avviene entro i primi 24 mesi: oltre quel periodo molti contratti azzerano il costo;
  • La migrazione verso un altro operatore è in genere gratuita, mentre la cessazione totale della linea può comportare un costo aggiuntivo;
  • Se cambi gestore, il nuovo operatore offre quasi sempre uno sconto di benvenuto che ammortizza in pochi mesi i costi di disdetta del precedente.

La normativa AGCOM 487/18/CONS

Fino al 2018 i costi di disattivazione di un contratto fisso erano spesso calcolati in modo arbitrario dagli operatori, con cifre che superavano i 100 € anche dopo molti anni di permanenza. La delibera AGCOM n. 487/18/CONS ha messo ordine nella materia stabilendo tre principi base:

  • Le spese di recesso devono essere commisurate al valore del contratto e ai costi tecnici realmente sostenuti dall'operatore per la chiusura della linea o per la migrazione;
  • È vietato applicare penali nascoste o costi sproporzionati rispetto alle effettive operazioni svolte (disinstallazione, smistamento centrale, eventuale ritiro del modem);
  • L'operatore è obbligato a comunicare in modo chiaro e preventivo i costi di disdetta nel contratto e nelle condizioni economiche di ogni offerta.

L'AGCOM mantiene un potere di vigilanza sulle voci applicate e può sanzionare gli operatori che applicano costi sproporzionati. Negli anni successivi alla delibera tutti i principali gestori hanno rivisto al ribasso i costi di disattivazione, allineandoli ai valori attuali.

Costi di disattivazione per operatore (2026)

Le cifre seguenti riguardano le offerte di telefonia fissa, ADSL e fibra ottica attualmente in vendita. Possono variare in base alla data di attivazione del contratto e al tipo di tecnologia di rete (FTTC, FTTH, FWA).

Operatore Costo disattivazione Quando si applica
TIM 5 € Solo in caso di recesso entro i primi 24 mesi
Vodafone 15 € ADSL/FTTC/FTTH
18 € FWA
19 € solo telefono
Recesso anticipato (no vincolo di permanenza fisso)
WindTre 35 € Da febbraio 2026 su attivazioni recenti
Fastweb 1 mensilità di contratto Solo se disdetta entro 24 mesi (offerte Casa senza vincolo)
Tiscali Variabile (verificare contratto) In base alla tecnologia di rete

Le cifre sono indicative al momento della pubblicazione. Per il dato puntuale verifica sempre l'area clienti dell'operatore o la sezione "condizioni economiche" del contratto, che è la fonte legalmente vincolante.

Cessazione totale o migrazione: due scenari diversi

Quando chiudi un contratto di telefonia fissa o internet ci sono due strade molto diverse, e il costo dipende da quale scegli.

Migrazione verso un altro operatore

Se passi da un gestore all'altro mantenendo il numero e la linea attiva, l'operazione si chiama migrazione. In questo caso i costi sono in genere bassi (5-15 €) e quasi sempre coperti dallo sconto di benvenuto applicato dal nuovo operatore. La linea non viene mai disattivata: viene semplicemente trasferita all'altro provider, con un cambio di apparati che avviene in modo trasparente per il cliente.

Cessazione totale

La cessazione è la chiusura definitiva del contratto senza che un altro operatore subentri (per esempio quando ti trasferisci all'estero, vendi la casa o decidi di non avere più una linea fissa). I costi sono più alti perché includono la disinstallazione fisica della linea o degli apparati di rete, e nessun nuovo operatore ti compensa con uno sconto. Resta comunque sotto i 35-40 € con tutti i principali gestori italiani nel 2026.

Cambiare operatore conviene davvero?

Vantaggi

  • Lo sconto di benvenuto del nuovo operatore copre quasi sempre il costo di disdetta del vecchio entro i primi 1-2 mesi.
  • Sul medio periodo (12-24 mesi) il risparmio in bolletta è di 100-200 € rispetto a un contratto vecchio non rinegoziato.
  • Cambiando si accede spesso a una tecnologia di rete più recente (FTTH al posto di FTTC, 5G FWA al posto di ADSL).
  • Le offerte più recenti includono spesso il modem in comodato gratuito e attivazione a costo zero.

Svantaggi

  • La pratica di migrazione richiede 1-3 settimane: nel periodo di transizione la linea può subire microinterruzioni.
  • Se hai apparati a noleggio (modem, decoder TV) devi restituirli al vecchio operatore entro i tempi previsti, altrimenti si paga.
  • Per i contratti vecchi (pre-2019) i costi possono essere superiori a quelli attuali, quindi verifica sempre il contratto firmato.
  • Se la tua linea è in un edificio non ancora cablato in fibra, la migrazione può non portare nessun vantaggio reale.

In sintesi. Nel 2026 disattivare un contratto di telefonia fissa, ADSL o fibra costa al massimo 30-40 € con tutti i principali operatori italiani, grazie alla normativa AGCOM 487/18/CONS che ha riportato ordine sulle penali di recesso. Per la migrazione verso un altro gestore il costo è ancora più basso (5-15 €) e viene quasi sempre rimborsato dallo sconto di benvenuto del nuovo operatore.

In quasi tutti i casi cambiare gestore conviene: si paga meno, si guadagna in tecnologia di rete e si recuperano i costi di disdetta entro 1-2 mesi. Verifica sempre nel contratto attivo i termini esatti applicabili al tuo specifico caso e leggi le condizioni economiche della nuova offerta prima di firmare.

Domande frequenti

Sì, ma solo entro i limiti stabiliti dalla delibera AGCOM 487/18/CONS. L'operatore può addebitare i costi tecnici realmente sostenuti per la chiusura della linea o la migrazione, ma non penali sproporzionate. Se il tuo contratto prevede cifre molto alte (oltre 50-60 €) o non motivate, puoi contestare la voce e segnalare il caso ad AGCOM.

Dipende dal tipo di contratto. Se il modem è in comodato d'uso gratuito o in noleggio, va restituito entro 30 giorni dalla disdetta seguendo le istruzioni dell'operatore (in genere c'è un modulo di reso o ritiro a domicilio). In caso di mancata restituzione l'operatore può addebitare il valore commerciale dell'apparato. Se invece hai acquistato il modem o ti è stato regalato, è di tua proprietà e non va restituito.

In alcuni casi sì. La maggior parte degli operatori applica i costi di recesso solo se la disdetta avviene entro i primi 24 mesi di contratto: aspettando il superamento di quel termine alcune voci si annullano. Inoltre se l'operatore introduce modifiche unilaterali sfavorevoli al contratto (per esempio un aumento del canone), hai diritto al recesso gratuito entro 30 giorni dalla notifica della modifica.

L'operatore può inviare solleciti, applicare interessi di mora e, in caso di insoluti consistenti, segnalare il debito alle banche dati creditizie e procedere per via legale. Considerando che le cifre nel 2026 sono basse (5-35 €), conviene sempre saldare per evitare strascichi su altri contratti futuri (telefonia, energia, finanziamenti).

Quasi sempre sì, e per due ragioni. Primo, il costo tecnico della migrazione è inferiore a quello della cessazione totale (non c'è disinstallazione fisica della linea). Secondo, il nuovo operatore offre quasi sempre sconti di benvenuto che compensano in pieno il costo di disdetta del vecchio. La cessazione conviene solo se davvero non vuoi più una linea fissa: in quel caso non c'è alternativa.

I tempi tecnici sono regolati da AGCOM. Per la cessazione semplice di un contratto sono previsti fino a 30 giorni di preavviso, che decorrono dal momento in cui l'operatore riceve la richiesta scritta (raccomandata, PEC o canale dedicato dell'area clienti). Per la migrazione i tempi sono più rapidi, in genere 1-3 settimane, e la linea resta attiva fino al momento dello switch al nuovo operatore.

Antonino Vento
Scritto da
Antonino Vento
Founder & Energy Expert
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