In poche parole
- I pannelli fotovoltaici sono classificati come RAEE professionali o domestici a seconda della potenza.
- Per gli impianti incentivati dal Conto Energia, il GSE trattiene una garanzia di smaltimento di 10-12 €/pannello.
- Lo smaltimento corretto è obbligatorio: il pannello fotovoltaico non è un rifiuto comune.
- Oltre il 95% dei materiali (vetro, alluminio, silicio, rame) è recuperabile e riciclabile.
- I costi sono in larga parte già coperti dal contributo iniziale o dal produttore (RAEE).
I pannelli solari sono rifiuti RAEE
Con il D.Lgs. 49/2014 i pannelli fotovoltaici sono entrati ufficialmente nella categoria dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE). Questo significa che il loro smaltimento è soggetto alle stesse regole di altri dispositivi elettronici: non possono finire in discarica indifferenziata, ma vanno conferiti a impianti specializzati che recuperano i materiali riciclabili.
La classificazione cambia in base alla taglia dell'impianto :
- Impianti con potenza inferiore a 10 kW di picco: i pannelli sono RAEE domestici ;
- Impianti con potenza superiore a 10 kW: RAEE professionali.
La distinzione è importante perché determina chi paga lo smaltimento e attraverso quale canale.
Il ruolo del GSE e la garanzia trattenuta
Per gli impianti che hanno usufruito degli incentivi del Conto Energia (i quattro Conti Energia che si sono susseguiti fra il 2005 e il 2013), il Gestore Servizi Energetici (GSE) trattiene una quota destinata allo smaltimento dei pannelli a fine vita.
In pratica, una piccola parte della tariffa incentivante è "accantonata" come garanzia: quando l'impianto verrà dismesso, il proprietario potrà recuperare quella cifra (in genere 10-12 € per pannello) presentando al GSE la prova del corretto smaltimento attraverso un consorzio RAEE accreditato.
Per gli impianti non incentivati o installati dopo il termine del Conto Energia, lo smaltimento è invece a carico del produttore dei pannelli: i fabbricanti sono obbligati per legge ad aderire a un consorzio di filiera che si occupa del ritiro e del trattamento dei moduli a fine vita.
Cosa si recupera da un pannello dismesso
Un pannello fotovoltaico al silicio è composto per oltre il 95% da materiali recuperabili :
- Vetro (circa 70-75% del peso): facilmente fondibile e riutilizzabile ;
- Alluminio della cornice (10-15%): rifuso e riutilizzato ;
- Silicio delle celle (3-5%): può essere ripurificato e reimpiegato ;
- Rame dei collegamenti (1%): metallo ad alto valore di recupero ;
- Plastiche e polimeri (EVA, tedlar): destinati a recupero energetico.
Il vero punto critico sono i pannelli con materiali speciali, come quelli al tellururo di cadmio (CdTe) o al seleniuro di rame-indio-gallio (CIGS): contengono metalli rari o tossici che richiedono processi di recupero più complessi e impianti specializzati.
Come procedere allo smaltimento
Quando arriva il momento di dismettere l'impianto, la procedura è la seguente :
- contatta un installatore o un consorzio RAEE accreditato per la rimozione dei pannelli ;
- fai consegnare i pannelli a un centro di raccolta autorizzato per RAEE, che rilascerà un formulario di trasporto ;
- conserva la documentazione del corretto smaltimento ;
- se l'impianto era incentivato dal Conto Energia, invia la documentazione al GSE tramite il portale online per richiedere il rimborso della quota trattenuta ;
- per impianti non incentivati, il produttore dei pannelli o il consorzio di filiera coprirà i costi del trattamento.
Tempi tipici: 3-6 mesi fra la rimozione e la chiusura della pratica con il GSE.
In sintesi
Lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici non è un costo da temere: il sistema RAEE e gli accantonamenti GSE coprono la maggior parte degli oneri per chi ha installato l'impianto con il Conto Energia. Il vero rischio è il fai-da-te o l'abbandono: un pannello rotto contiene tracce di metalli pesanti che, se non gestiti correttamente, sono inquinanti. La regola è semplice: sempre un consorzio o un centro di raccolta autorizzato.