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Cosa sapere su Chromecast e Google TV Streamer

  • Il marchio Chromecast è stato pensionato a ottobre 2024: il successore nel catalogo Google è il Google TV Streamer, un cubo da posizionare con sistema Google TV ;
  • Il protocollo Google Cast (quello che permette di trasmettere contenuti da smartphone o Chrome al televisore) continua a funzionare ed è integrato nel Google TV Streamer e in molti televisori smart ;
  • Esistono ancora milioni di vecchi Chromecast (1ª/2ª/3ª gen, Chromecast Ultra, Chromecast con Google TV) in uso: continuano a funzionare ma ricevono aggiornamenti software a tempo limitato ;
  • Il Google TV Streamer ha 4 GB di RAM, 32 GB di storage, Ethernet integrata Gigabit, Wi-Fi 6 e telecomando con Google Assistant ;
  • Per il confronto con il diretto concorrente vedi Fire TV Stick o Google TV Streamer.

Da Chromecast a Google TV Streamer: la storia

Google ha lanciato il primo Chromecast nel 2013: una chiavetta HDMI senza interfaccia propria, che si limitava a ricevere contenuti "trasmessi" da smartphone, tablet o browser Chrome tramite il protocollo Google Cast. La logica era opposta a quella di un decoder tradizionale: nessun telecomando, nessuna app store sul dispositivo, tutto il controllo passava dal telefono.

Negli anni Google ha aggiornato il prodotto in più generazioni — Chromecast 2 (2015), Chromecast 3 (2018), Chromecast Ultra (4K e Ethernet, 2016), Chromecast con Google TV (2020) — fino a quando, nel 2020, ha aggiunto un'interfaccia con telecomando dedicato e sistema operativo Google TV. Era il segnale del cambio di filosofia: da semplice ricevitore di cast a vero e proprio media streamer competitivo con Fire TV e Apple TV.

A ottobre 2024 Google ha chiuso il capitolo Chromecast e lanciato il Google TV Streamer, completamente ridisegnato: cubo da posizionare invece di chiavetta, hardware decisamente più potente (4 GB RAM, 32 GB storage), Ethernet Gigabit integrata, telecomando rinnovato con tasto "trova" che lo fa squillare quando è disperso. Il sistema operativo (Google TV) e il protocollo (Google Cast) restano gli stessi: chi viene da un vecchio Chromecast trova un'esperienza familiare.

Cos'è Google TV Streamer e come si usa

Il Google TV Streamer è un piccolo dispositivo a forma di cubo da posizionare vicino al televisore. Si collega all'ingresso HDMI del TV, all'alimentazione (o alla porta USB se compatibile) e alla rete domestica via Wi-Fi 6 o Ethernet Gigabit (cavo). La configurazione iniziale richiede un account Google e dura pochi minuti: si scelgono le app preferite, si fa login a Prime Video, Netflix, Disney+ e altre piattaforme, e si è pronti a usare la TV come una smart TV moderna.

L'esperienza ha due modalità complementari. La prima è la navigazione classica con telecomando: l'interfaccia Google TV mostra un'home con suggerimenti basati sulle proprie preferenze, le app installate, le ricerche recenti. Si naviga con i tasti direzionali del telecomando o con la voce tramite Google Assistant integrato.

La seconda è il casting da smartphone, tablet o Chrome (il protocollo Google Cast originale di Chromecast). All'interno di app compatibili (YouTube, Netflix, Spotify, Chrome desktop, ecc.) compare un'icona "trasmetti" che invia il contenuto al Google TV Streamer collegato in rete. Utile quando si trova un video sul telefono e si vuole vederlo sul televisore senza navigare di nuovo.

Cosa puoi vedere

L'app store di Google TV è ben fornito per il mercato italiano: tutte le principali piattaforme streaming hanno un'app dedicata che si scarica gratuitamente e si gestisce dal Google TV Streamer (login, profili, riproduzione).

Le app installabili includono:

  • Prime Video, Netflix, Disney+, Apple TV+, NOW, DAZN, Paramount+ ;
  • Le app italiane di servizio pubblico e free-to-air: RaiPlay, Mediaset Infinity, La7, Discovery+ ;
  • Audio e gaming: Spotify, YouTube Music, Twitch, alcune app di gaming in cloud (Luna, GeForce Now via app dedicata).

Tramite il protocollo Google Cast da smartphone si possono trasmettere anche contenuti di app che non hanno una versione TV nativa: foto da Google Foto, presentazioni Google, video da app meno diffuse. Il Google TV Streamer agisce in quel caso come ricevitore "muto", senza che l'app debba esistere sul dispositivo stesso.

Vecchi Chromecast: cosa fare se ne possiedi uno

Se hai a casa un Chromecast acquistato negli anni passati, la regola generale è: continua a funzionare finché Google rilascia aggiornamenti software per quel modello, ma con limiti crescenti man mano che le app diventano più esigenti.

Chromecast 1ª e 2ª generazione: hardware molto vecchio, Google ha smesso da anni di rilasciare aggiornamenti significativi. Funzionano ancora per il casting di base ma diverse app moderne potrebbero non supportarli più. Vale la pena sostituirli se causano problemi.

Chromecast 3ª generazione: ricevitore di cast, niente interfaccia propria. Funziona ancora per casting Full HD ma non supporta 4K né HDR. Va bene su una TV non 4K se non si cercano funzioni avanzate.

Chromecast Ultra: il primo modello 4K, con porta Ethernet. Discontinuato ma ancora funzionante. Limite: nessuna interfaccia propria, dipende da telefono/Chrome per il controllo.

Chromecast con Google TV (HD o 4K): il modello con telecomando e sistema Google TV, lanciato nel 2020. Ancora supportato come software, ma il successore naturale è il Google TV Streamer. Per chi ce l'ha già non c'è urgenza di cambiare; per nuovi acquisti meglio direttamente il Google TV Streamer.

Quando vale la pena sostituire

Sostituire un vecchio Chromecast ha senso se la TV non smart che lo affianca dà problemi sulle app principali (Netflix, Prime Video, DAZN, NOW), se non vedi più i contenuti in 4K che vorresti, o se cerchi un telecomando dedicato con Google Assistant. Negli altri casi puoi tranquillamente continuare con il Chromecast attuale, almeno finché Google rilascia aggiornamenti.

In sintesi

Il marchio Chromecast è chiuso, ma la sua eredità (il protocollo Google Cast e l'esperienza Google TV) prosegue nel Google TV Streamer. Per chi cerca un nuovo dispositivo per portare lo streaming su TV non smart, la scelta tra Google TV Streamer e Amazon Fire TV Stick dipende soprattutto dall'ecosistema preferito (Google vs Amazon) e dal budget. Per chi possiede un vecchio Chromecast, nella maggior parte dei casi non serve cambiarlo subito: continua a funzionare finché riceve aggiornamenti.

Domande frequenti

Sì, i Chromecast venduti negli anni passati continuano a funzionare per i contenuti compatibili. Il limite è il supporto software: i modelli più vecchi (1ª e 2ª generazione) non ricevono più aggiornamenti significativi e alcune app moderne potrebbero non supportarli più. I modelli più recenti — 3ª generazione, Ultra, Chromecast con Google TV — sono ancora pienamente operativi.

No. Se hai un Chromecast (specie il Chromecast con Google TV) ancora supportato e funzionante, non c'è urgenza di sostituirlo. La sostituzione ha senso quando il dispositivo attuale dà problemi sulle app principali, non supporta il 4K che la TV può visualizzare, o se cerchi un telecomando dedicato con Google Assistant.

Sì. Il Google TV Streamer integra il protocollo Google Cast (lo stesso che era nei Chromecast): da app compatibili come YouTube, Netflix, Spotify o Chrome puoi trasmettere contenuti al televisore collegato al Google TV Streamer toccando l'icona "trasmetti".

Dipende dall'ecosistema. Google TV Streamer conviene a chi è dentro l'ecosistema Google (account Google, smart home Nest, Chromecast esistenti); Fire TV Stick conviene a chi è abbonato Amazon Prime, vuole spendere meno e ha già altri dispositivi Echo o Fire. Per il confronto dettagliato vedi Fire TV Stick o Google TV Streamer.

Sì. Una delle differenze rilevanti rispetto ai Chromecast precedenti (e rispetto al Fire TV Stick) è la porta Ethernet Gigabit integrata: si può collegare un cavo di rete direttamente al dispositivo, utile in case dove il Wi-Fi è instabile o si vogliono prestazioni di streaming massime.

Ivano Vangone
Scritto da
Ivano Vangone
SEO Content Manager
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