Accumulatori per impianti fotovoltaici: a cosa servono?

Di Antonino Vento
Energy storage fotovoltaico enel energia

Ormai da qualche tempo esiste una nuova possibilità totalmente ecologica che permette di accumulare energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico. Il mercato dell’energy storage è in fermento e questo rende difficile capire con certezza il costo delle batterie, per effetto di evoluzioni tecnologiche che si ripetono a distanza di poco tempo, e della domanda in continua crescita.

Attualmente si può individuare un ordine di prezzo delle principali batterie con accumulo per fotovoltaico.

La tecnologia meno avanzata è sicuramente quella delle batterie al piombo che arrivano a costare dai 2500 ai 4000 euro, quelle con Nichel (cadmio o metallo, idruro) vanno dai 3000 ai 5000 euro. Le batterie con accumulo più performanti sono quelle agli Ioni di Litio che hanno un range di prezzo che va dai 4000 ai 6000 euro.

Qual è il vantaggio di accumulare energia elettrica?

Un freno alla diffusione degli impianti a pannelli solari fotovoltaici è sempre stata la necessità di avere l’irraggiamento solare continuo. Durante la notte ciò non può avvenire ma è proprio il momento in cui, per effetto del buio necessitiamo di più di energia elettrica, almeno per uso domestico.

Accumulare energia elettrica prodotta durante il giorno in surplus è molto utile poiché la si ha subito disponibile per le altre fasi della giornata in cui non è possibile produrla. La quota di produzione in eccesso viene normalmente versata in rete in cambio di un contributo che non copre totalmente il costo del kWh acquistato (si veda lo scambio sul posto), in questo modo invece rimane nella disponibilità della famiglia ed utilizzata a piacere.

E’ facile intuire che le famiglie che passano la maggior parte del giorno fuori casa, per lavoro o studio avrebbero a disposizione una quantità di energia per la sera e la notte sufficiente da coprire quasi tutto il loro fabbisogno energetico.

Quali sono i tipi di accumulatori?

Per gli impianti fotovoltaici sono disponibili diversi tipi di accumulatori, vediamoli in serie tenendo conto che l’ordine con cui vengono presentati rappresenta anche l’avanzamento tecnologico.

Al Piombo

Sono le batterie di accumulo che risalgono a qualche tempo fa, e sono ancora le più diffuse. Il loro peso è notevole, sono le più economiche.

Al Nichel Cadmio

Questa soluzione è convincente per la possibilità di accumulare energia in quantità anche a temperature basse. Purtroppo non hanno una grande capienza di accumulo. Nello scarico di energia trattengono fino al 30 – 40%.

Al Nichel (Metallo idruro)

Si tratta di un passo in avanti notevole rispetto alle precedenti poiché si possono scaricare completamente. La loro manutenzione è minima e producono fino a tre volte tanto rispetto a quelle al Cadmio. Durano molto e come densità volumetrica sono migliori di quelle che tratteremo nel prossimo paragrafo.

Agli ioni di Litio – solitamente litio-ossido di nichel e litio- ferro-fosfato

Sono quelle che si stanno evolvendo molto con continue revisioni in quanto a prestazioni. Sebbene abbiano delle ottime performance, costano decisamente di più delle altre.
Con tecnologia ad alta temperatura
Infine ci sono le batterie che funzionano a temperature superiori a 250 gradi che però hanno limiti di esercizi importanti proprio per il mantenimento della soglia di temperatura. Costano anche decisamente di più.

Quanto conviene l’impianto in accumulo di energia elettrica?

Una famiglia che decidesse di dotarsene potrebbe azzerare la bolletta elettrica annuale. Molto dipende dalle abitudini della famiglia in merito alle fasce orarie dove avviene la maggior concentrazione di consumo di energia elettrica. La sera non si dovrebbe più attingere alla rete nazionale per cui si può ipotizzare che una media famiglia che all’anno consumi 3500 kWh, generando per il 75% energia in modo autonomo, arriverebbe ad un risparmio tra i 700 e gli 800 euro.
Questa quota oltre che essere una certezza da modo di mettersi al riparo da futuri rincari di bolletta.

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