Revamping fotovoltaico: cos’è e quando conviene?

Di Valerio Guiggi

La diffusione degli impianti fotovoltaici è un cambiamento iniziato, nel nostro paese, ormai diversi anni fa, per cercare il più possibile di produrre energia elettrica a partire da una delle fonti rinnovabili di più semplice accesso, come la luce solare.

In particolare, una grande quantità di impianti è stata costruita prima dell’anno 2014, perché all’epoca era disponibile un sistema di incentivi conosciuto come Conto Energia, ad oggi non più disponibile.

Particolarità degli incentivi è che questi sono distribuiti su un periodo di 20 anni, per questo vengono ancora riconosciuti: per continuare ad avere accesso agli incentivi, che non sia “controbilanciato” a sua volta dal calo ci resa dell’impianto, è possibile fare uno specifico intervento di manutenzione, definito revamping fotovoltaico.

In questa pagina cerchiamo di capire di cosa si tratta, come accedervi e se può essere conveniente.

installazione panelli fotovoltaici

1. Revamping fotovoltaico: cos’è?

Il termine dell’intervento deriva dal verbo inglese “revamp”, ovvero rinnovare; in senso generale è una manutenzione ed un eventuale ammodernamento dell’impianto, ma in termini pratici consiste in tanti piccoli interventi diversi che permettono di ripristinare la resa iniziale dell’impianto ma anche, in certi casi, di rinnovarlo.

Tra questi interventi possono essere presenti lo spostamento di tutto l’impianto o di alcuni suoi componenti, la sostituzione di alcuni dei componenti, come i moduli fotovoltaici, e poi l’installazione di componenti aggiuntivi (come ad esempio gli ottimizzatori), la modifica del regime di cessione alla rete dell’impianto.

L’intervento deve essere valutato in relazione all’impianto stesso, ad opera di un tecnico specializzato.

2. Il revamping fotovoltaico conviene?

Le modifiche all’impianto non sono obbligatorie, e non effettuare il revamping non comporta il rischio di perdere gli incentivi. Nonostante questo, tuttavia, c’è sempre il rischio di vanificare il guadagno e l’investimento effettuato negli anni precedenti: oltre al già citato calo fisiologico di prestazioni, è possibile ad esempio che un impianto abbia avuto problemi di progettazione iniziale, o che non sia adeguato alle nuove normative in termini di sicurezza.

Molto spesso gli interventi sono mirati alla digitalizzazione dell’impianto e al monitoraggio delle performance, che consente di valutare preventivamente eventuali cali, o malfunzionamenti, in modo da intervenire tempestivamente.

Inoltre, è possibile sostituire i moduli fotovoltaici con moduli più moderni, non disponibili ai tempi di costruzione dell’impianto, che permettono di ottenere un bonus in termini di potenza.

Il tecnico specializzato può stimare il miglioramento in termini di ritorno economico dell’investimento che si effettua proprio per gli interventi di revamping: sarà a quel punto che sarà possibile capire se esiste, nel nostro caso, un vantaggio economico che giustifica l’intervento.

3. Revamping fotovoltaico: quali sono gli obblighi?

Gli interventi di Revamping devono essere dichiarati al GSE, il Gestore dei Servizi Energetici.

In realtà, questo non vale per tutti gli impianti: infatti, nel caso di impianti con potenza inferiore ai 3 kW, non è necessario effettuare alcuna comunicazione al Gestore.

Per gli impianti che impiegano potenze superiori, invece, il GSE richiede comunicazione a seconda della tipologia di intervento:

  • Non è necessario comunicare gli interventi non significativi, ad esempio la sostituzione di parti minori (come i supporti del modulo fotovoltaico) o altri componenti elettrici. E’ comunque facoltativo inviare la comunicazione.
  • E’ invece necessario comunicare, tramite PEC o raccomandata, gli interventi significativi, cioè quelli che comportano una modifica dei dati caratteristici rilevanti dell’impianto. Per conoscere quali interventi siano significativi, è possibile consultare l’Appendice A delle Linee Guida GSE per il Revamping Fotovoltaico.
  • Da notare che, riguardo alla potenza impiegata, è prevista un’ulteriore distinzione tra gli impianti a potenza compresa tra i 3 e i 20 kW, e quelli di potenza superiore; per questi ultimi, è necessario riportare una modulistica più ampia, soprattutto in relazione alla sicurezza dell’impianto.

Da notare che l’intervento di revamping deve essere correttamente segnalato entro 60 giorni dall’avvenuto intervento, che (se si gode degli incentivi Conto Energetico) deve seguire le direttive che prevedevano l’accesso all’incentivo e che, in caso di mancata comunicazione quando questa è obbligatoria, si perdono gli incentivi.

Da notare anche che la conservazione della documentazione è comunque obbligatoria per tutti gli interventi di modifica, anche quelli che non richiedono la comunicazione al GSE.

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