Come installare o sostituire un termostato o cronotermostato?

Di Valerio Guiggi
crono termostato wifi besmart

Tra i tanti prodotti tecnologici che sono tornati alla ribalta in questi anni a causa della rivoluzione “smart” nel controllo della temperatura di casa ci sono i termostati ambiente. Siamo abituati a vederli come piccole scatolette da cui accendere o spegnere la caldaia del riscaldamento (ma in alcuni casi anche impianti di altro tipo), ma quelli di oggi sono molto più intelligenti e ricchi di funzioni, tanto da personalizzare l’accensione della caldaia in base alla nostra giornata.

I termostati per il controllo della caldaia a gas (ma anche a gasolio o a pellet) si possono trovare online, spesso a prezzi vantaggiosi, con un piccolo problema, però: vanno collegati all’impianto di riscaldamento di casa, un’operazione semplice ma non immediata.

In questa guida scopriremo quindi come sostituire un termostato in casa, spiegando quali sono i cavi che troviamo nella canalina quando smontiamo il vecchio termostato e come vanno sistemati per il collegamento con il nuovo, oltre alcuni consigli per la corretta installazione e regolazione.

Indice della guida

1. Come sostituire un termostato o installarno ex novo

La procedura per la sostituzione del termostato si compone da due parti: la fase di smontaggio del vecchio termostato e quella di installazione del nuovo.

1.1 Come rimuovere il vecchio termostato

La prima cosa da ricordare è che il termostato è un componente elettrico a tutti gli effetti, quindi è collegato alla corrente; per questo motivo è essenziale staccare la corrente in casa dal quadro elettrico per evitare di prendere la scossa. Se non sapete qual è l’interruttore collegato al termostato, staccate la corrente di tutta la casa. Se il termostato è a pile, chiaramente, vanno tolte prima di iniziare.

Bisogna quindi smontare il termostato rimuovendo la parte superiore per scoprire le viti che lo tengono attaccato al muro. Si svitano tutte con un cacciavite e si inizia a tirare, in modo leggero; non tirate più di tanto perché ci sono dei cavi di collegamento dietro al termostato, e non bisogna rischiare di romperli.

A questo punto potreste trovare due situazioni: la prima è che il vecchio termostato fosse alimentato a pile, nel tal caso troverete solamente due cavi sul retro, quelli che lo collegano alla caldaia. Nel caso in cui, invece, funzionasse ad elettricità (i termostati odierni funzionano quasi sempre ad elettricità) ne troverete quattro, ce ne sono due aggiuntivi che sono la fase e il neutro.

Da notare che, a meno di avere competenze in elettronica, se volete sostituire un termostato a pile con quello elettrico a questo punto non potete proseguire: per i collegamenti della corrente è necessario un elettricista, perché devono essere aggiunti e collegati all’impianto di casa.

Nel caso in cui, invece, stiate sostituendo il termostato a pile con un altro a pile, oppure quello elettrico con un altro elettrico, potete proseguire da soli.

Noterete che i cavi che si collegano al termostato sono scoperti, collegati al dispositivo tramite due, o quattro, viti, che li tengono “schiacciati” e fanno il contatto. Con il cacciavite bisogna allentare le due o quattro viti fino a lasciare liberi i cavi interni e staccare definitivamente il termostato dal muro. Prima di farlo, però, notate il colore dei cavi a quale morsetto è collegato (magari fate uno schema su un foglio di carta) per non sbagliare nel successivo montaggio.

Dal muro, quindi, usciranno adesso due o quattro cavi scoperti.

1.2 L’installazione del nuovo termostato

A questo punto dovremo collegare i cavi al nuovo termostato. I cavi sono generalmente quattro, come già detto, e vanno collegati ai rispettivi morsetti, che sono indicati con delle lettere.

I cavi sono di solito di colore diverso per l’alimentazione, dello stesso colore per la caldaia; però questa regola non è sempre valida, perché dipende sostanzialmente da quanti anni ha la casa e dagli standard dell’epoca in cui è stata costruita.

I cavi per l’alimentazione (220 V) sono due:

  • N, il cavo neutro, generalmente di colore blu;
  • L, il cavo per la linea, marrone o nero;
  • T, per la messa a terra, di soluto è giallo/verde, ma di solito non è proprio presente.

Per la caldaia invece troviamo tre sigle:

  • C o Com, comune;
  • NC, normalmente chiuso;
  • NA o NO, Normalmente Aperto (o Normally Open).

I cavi che si collegano a questi morsetti sono intercambiabili (a differenza di quelli della corrente) e sono tutti dello stesso colore.

Per quanto riguarda l’alimentazione, è sufficiente collegare i cavi del colore giusto alle sigle giuste, facendo attenzione a non sbagliare (chiaramente se stiamo sostituendo un termostato a pile questo passaggio non ci interessa).

Per la caldaia, i due cavi uguali devono essere collegati all’ingresso C ed NA/NO, mentre ad NC non si collega nulla, perché il terzo cavo è disponibile solo e unicamente quando la caldaia ha una funzione particolare. Generalmente negli appartamenti non si trova.

Si inseriscono quindi i singoli cavi all’interno del relativo morsetto, e poi si stringono le viti così da “schiacciare” il filo e dare il via al contatto.

A questo punto si inserisce il nuovo termostato all’interno dell’alloggiamento, quindi si procede avvitando le viti per fissarlo. Se il termostato si compone di due parti, posteriore e anteriore, si avvita quella posteriore e poi si applica (di solito c’è uno spinotto da inserire) su di essa quella anteriore.

Terminato questo procedimento si può ricollegare le prese (o rimettere le pile, se è il caso) e si può provare se il nuovo termostato funziona.

2. Alcuni consigli sull’installazione dei termostati e cronotermostati

Per poter funzionare come si deve, il termostato o cronotermostato non deve subire interferenze che ne alterino la percezione della temperatura e dei relativi sbalzi.

Per questo è bene installarlo lontano da fonti di calore (come termosifoni, stufette o lampade), finestre e porte.

Inoltre è bene evitare di installarlo su pareti esterne, così come bisogna lasciare circa 50/60 cm liberi attorno per non alterare la percezione.

Che succede se il termostato non è installato correttamente?
Un’installazione non corretta potrebbe generare questi due casi:

A) gli ambienti raggiungono una temperatura superiore di quella programmata: è il caso in cui il termostato è contenuto in un ambiente che si raffredda facilmente o che lo stesso sia investito da spifferi o correnti di aria fresca;

B) gli ambienti raggiungono una temperatura inferiore di quella programmata: è il caso opposto al precedente, questo può capitare se il termostato è vicino a fonti di calore o installato in un locale troppo piccolo (ad esempio un piccolo corridoio o disimpegno chiuso).

3. La Programmazione del termostato/crinotermostato: evitare qualche grado di troppo

Se non è adeguatamente impostato, il termostato risulta essere un dispositivo piuttosto inutile per ottimizzare i consumi: temperatura e orari di accensione e spegnimento sono, quindi, i parametri a cui dedicare un po’ di attenzione in fase di programmazione.

In linea generale, la temperatura non deve superare i 20 gradi nella zona giorno, mentre in quella notte attorno ai 18 gradi.

A seconda poi della propria routine quotidiana, si possono mantenere temperature più basse (o al limite spegnere l’impianto) durante l’assenza da casa, per poi impostarne l’accensione poco prima del rientro. Analogamente, si può impostare l’accensione prima del risveglio e poco dopo essersi coricati la sera.

Soluzioni più personalizzate varieranno poi in relazione all’esposizione della casa (mantenere basse le temperature al mattino se si è esposti a est), al piano, alla presenza di altre fonti di calore (esempio camini).

4. Come trovare il dispositivo giusto per le tue esigenze?

Cronotermostato Nest Nei capitoli precedenti hai visto come si sostituisce un termostato ambiente e quali i consigli di installazioni, qui voglio evidenziarti che esistono diverse tecnologie di termostato ambiente, tecnologie differenti per prezzo ma anche per livello di risparmio energetico che puoi raggiungere con esse, risparmio rapportato all’utilizzo di un classico termostato meccanico on-off (cioè senza nessun tipo di regolazione).

Il classico termostato con rotella è economico ma ti fa sprecare energia se non stai molto in casa (quando sei fuori casa devi sempre garantire una temperatura minma), il cronotermostato è più evoluto ti consente meno sprechi (puoi diversificare i tempi di accensione per ogni giorno della settimana), i termostati ad apprendimento (i famosi termostati intelligenti) sono il massimo per quanto riguarda l’efficienza energetica ma costano decisamente più degli altri. Per aiutarti nella scelta hai ha disposizione la guida “Termostato o cronotermostato ambiente? Qual è la scelta migliore?” oltre un intera sezione dedicata ai termostati/cronotermostati ambiente ricca di recensioni di prodotti corredata di prezzi e offerte.

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