Quanto consumano gli elettrodomestici?

Di Valerio Guiggi

Quanto consumano gli elettrodomestici e qual è il loro “peso” sulla bolletta?

Una delle preoccupazioni principali delle famiglie italiane è quella relativa all’ammontare delle bollette che inevitabilmente, alla fine del mese, si trovano a pagare.

I rimedi per risparmiare sulla bolletta ci sono e sono diversi, ma uno dei migliori è quello, relativamente all’energia elettrica, di risparmiare sull’energia consumata, ovvero accendere meno elettrodomestici, per meno tempo possibile. Se la corrente non si consuma, non si paga.

Molte persone, però, non hanno idea di come rapportare il consumo degli elettrodomestici con il costo della bolletta. Per questo, in questo articolo ci occupiamo di come capire quanto consuma un elettrodomestico che rimane acceso più o meno a lungo.

Abbiamo fatto qualcosa di simile anche per la caldaia, relativamente alla bolletta del gas, nel caso possa interessare.

Quanto consuma un elettrodomestico?

Il consumo dei singoli elettrodomestici cambia in base all’elettrodomestico e alla potenza assorbita. Più potenza si assorbe dall’impianto elettrico (la potenza è calcolata in Watt o in KiloWatt, che sono 1000 watt), più si paga, perché la bolletta è calcolata su un costo (in euro) per ogni kWh consumato… o quasi.

Il costo indicato in bolletta è espresso in kWh, ovvero Kilowattora, che rappresenta l’assorbimento di potenza per ogni ora che l’elettrodomestico è rimasto acceso.

Per fare un esempio: un elettrodomestico di potenza 1000 Watt, cioè 1 KiloWatt, se rimane acceso per un’ora assorbe 1 kWh. Se la potenza è di 2 kWh, in un’ora ne vengono assorbiti due. Se la potenza è 500 Watt, per assorbire i 2 kWh ci vorranno quattro ore. Questo significa che ogni elettrodomestico consuma di più sia in base alla sua potenza, sia in base a quanto rimane acceso.

Se accendiamo il forno una volta a settimana per mezz’ora, questo potrebbe pesare sulla bolletta quanto un televisore che consuma poco, si, ma che magari viene lasciato acceso per 8 ore al giorno.

La somma del consumo di tutti gli elettrodomestici è il valore totale di kWh assorbiti, che determina il costo della bolletta (scopri maggiori dettagli su legame tra kW e kWh).

Il calcolo della bolletta

Quando avete sottoscritto il contratto con la società che vi fornisce l’elettricità, avrete trovato un costo per kWh consumato, indicato in centesimi. Questo, però, non è il costo finale della bolletta, perché in una famiglia media il costo dell’energia elettrica in sé influisce per circa il 45% sul costo totale della bolletta; gli altri costi sono oneri di vario tipo (spese di distribuzione, perdite, tasse, IVA). Questo significa che se il costo per kWh del vostro contratto è di 10 centesimi per kWh consumato e avete consumato 200 kWh non troverete una bolletta di 10 euro, ma di circa 20 euro, aggiunti tutti gli altri oneri.

Il consumo in kWh si trova in bolletta, ed è possibile capire qual è il consumo totale degli elettrodomestici che abbiamo, ma non viene distinto quali elettrodomestici consumano di più: cerchiamo di capirlo.

Gli elettrodomestici che consumano di più

Gli elettrodomestici che assorbono più energia, quindi quelli che consumano di più, sono quelli che in generale producono più calore. L’assorbimento di energia elettrica si può leggere sull’etichetta energetica di ciascun elettrodomestico, mentre qui sotto riportiamo il consumo, in media, degli elettrodomestici più comuni, per capire meglio.

Elettrodomestico Consumo medio
Lavatrice: 2200 W
Lavastoviglie: 2100 W
Forno: 2000 W
Ferro da stiro: 2000 W
Stufa Elettrica: 1500 W
Griglia Elettrica: 1500 W
Aspirapolvere: 1400 W
Asciugacapelli: 1300 W
Forno a Microonde: 1200 W
Condizionatore: 1000 W
Frullatore: 400 W
Televisore: 150 W
Frigorifero: 100 W
Lampadina (Filamento): 100 W
Ventilatore: 60 W
Lampadina (LED): 10 W

La tabella ci da un’idea abbastanza precisa del consumo dei singoli elettrodomestici in relazione al tempo che stanno accesi. Moltiplichiamo il valore per il numero di ore e avremo un’idea di quanto ci costa utilizzare quell’elettrodomestico.

Facciamo degli esempi, prendendo come costo totale 15 centesimi per ogni kWh consumato (considerando anche gli oneri).

  • Tenere un forno (2000 Watt) acceso per 3 ore totali a settimana causa un consumo di 6000 Watt, quindi un costo di 90 centesimi a settimana.
  • Tenere una lavastoviglie accesa per un’ora e mezza al giorno, quindi per circa 10 ore a settimana, per un totale di 20.000 Watt, ha un costo di 3 euro a settimana.
  • Tenere un televisore acceso per 5 ore al giorno, cioè 35 ore a settimana, ha un costo (per 150 Watt consumati) di 7,8 euro a settimana.
  • Tenere quattro lampadine a risparmio energetico accese per 10 ore al giorno (10 W) ha un costo di 60 centesimi a settimana (15 centesimi per lampadina).

Tenere questi elettrodomestici accesi per una settimana avrebbe un costo totale di circa 12 euro, che rapportati alle quattro settimane in un mese porta ad una bolletta di circa 50 euro al mese.

Da notare come, paradossalmente, sia il televisore, che notoriamente consuma poco, a “pesare” di più sulla bolletta rispetto al forno o alla lavastoviglie, che per quanto siano più “energivore” hanno un impatto minore perché vengono tenute accese per meno tempo.

Valutare quindi la potenza consumata in relazione al tempo di accensione dei singoli elettrodomestici consente di stabilire, in modo piuttosto preciso, quanta energia consumiamo e come si compone la nostra bolletta.

Attenzione agli elettodomestici in Standby

Influiscono poco nel lungo periodo, ma nel lungo possono essere determinanti anche i consumi in standby di alcuni elettrodomestici: ne abbiamo parlato in un articolo dedicato, ricordando come lo standby degli elettrodomestici, spesso inutile, alla fine dell’anno possa gonfiare la nostra bolletta.

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